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  • Venerdì, 31 Maggio 2019

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  • Resoconto teleriunione  28 maggio 2019

Irreversibilità dei processi storici

La teleconferenza di martedì sera, a cui si sono connessi 16 compagni, è iniziata con la segnalazione di due notizie: 1) in Cina sono nati gruppi di studenti marxisti che partecipano alle lotte operaie e molti sono stati arrestati; 2) in Russia cresce la popolarità di Stalin: secondo alcuni sondaggi, oltre il 30% della popolazione rimpiange il vecchio leader sovietico la cui notorietà ha superato quella di Putin.

Gli uomini sono sempre alla ricerca di punti di riferimento, ma finché non si verificano potenti polarizzazioni sociali che li spingano verso il futuro, rimangono orientati verso il passato. La nostalgia stalinista ne è chiaro esempio. Ciononostante, il futuro agisce sul presente. Basti pensare alla crescente disaffezione verso la "politica": in Italia le recenti elezioni europee hanno registrato un'affluenza alle urne del 56%, dato in calo rispetto al 2014, soprattutto al Sud. La metà degli aventi diritto non va a votare e la classe dominante sembra non farvi caso, impegnata com'è nei calcoli politici post-elettorali. Allo stesso tempo il carisma dei leader politici dura sempre meno: se Renzi dopo quattro anni è stato rottamato, a Di Maio è bastato un anno, e adesso vedremo quanto durerà il nuovo fenomeno Salvini.

Nell'emorragia di voti che ha colpito soprattutto il M5S, ha inciso sicuramente la delusione verso il reddito di cittadinanza: dai 9 milioni di percettori promessi con una spesa di circa 10 miliardi, si è arrivati ad un'erogazione molto selettiva per cui in migliaia si sono ritrovati a percepire solo poche decine di euro al mese. Secondo i suoi ideatori, il progetto del reddito di cittadinanza ha una funzione, oltre che assistenziale, anche di reinserimento nel mondo del lavoro; proprio a tal scopo sono stati introdotti i navigator, figure di rinforzo da collocare nei centri per l'impiego. Fatto sta che attualmente i dipendenti dell'Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro, coloro che dovrebbero addestrare i navigator, sono sul piede di guerra perché rischiano il licenziamento. In pratica, i precari dell'Anpal dovrebbero formare i precari-navigator, che a loro volta dovrebbero formare i precari che percepiscono il reddito di cittadinanza. Si tratta di una situazione altamente caotica che rischia di avvitarsi su sé stessa, a cui si aggiunge, fra le altre cose, la notizia di questi giorni dell'arrivo di una lettera di avvertimento della Commissione Europea al governo italiano in merito al debito pubblico del Paese.

Ma il caos istituzionale non è di casa solo in Italia. In Spagna il movimento Podemos ha avuto una traiettoria molto simile a quella del M5S; anch'esso nato sulla scia della Primavera araba e dei movimenti "contro" di Europa e Usa, alle ultime elezioni ha visto volatizzarsi il 70% dei voti perdendo diversi comuni importanti tra cui Madrid e Barcellona. In Francia, i gilet gialli si sono schierati contro la partecipazione alle elezioni, ma quelli che hanno scelto di presentarsi con delle liste che si richiamavano al movimento hanno raccolto pochissimi consensi. Queste forze "alternative", che si tratti di M5S o di Podemos, non appena entrano nei palazzi del potere invecchiano d'un sol colpo, diventando come tutti gli altri e perdendo con ciò la loro ragion d'essere.

Le vicende che caratterizzano una società hanno una freccia del tempo, e seppur sembrino ripetersi, presentando analogie o simulazioni di situazioni passate, sono soggette alla crescita della forza produttiva, che non può arrestarsi. E sarà proprio questa a far saltare i vecchi rapporti sociali. Dopo la Seconda Guerra Mondiale masse di uomini si esprimevano attraverso partiti come il PCI di Togliatti che aveva alle spalle l'Unione Sovietica, oppure la DC di De Gasperi che era protetta dagli americani (erano ammesse anche delle varianti come il Fronte dell'Uomo Qualunque di Giannini); mentre la CGIL aveva milioni di iscritti e organizzava masse di salariati. Quella fase ascendente di ricostruzione nazionale aveva bisogno di partiti del genere e i lavoratori erano perfettamente inquadrati nei grandi filoni politici "popolari". Ora questo schema non funziona più: le masse non sono più irreggimentate nei partiti e nei sindacati e quando vanno a votare provocano effetti distruttivi, in quanto la risultante del responso elettorale porta alla formazione di maggioranze sempre più instabili. Di fatto il secondo principio della termodinamica, la perdita di energia dello Stato, ha comportato la distruzione del vecchio assetto politico e la mancata costruzione di uno nuovo, se non in versione molto precaria e volatile. E siccome non è possibile la reversibilità dei processi storici, né è possibile per la borghesia rigenerarsi, oggi l'ultima opzione per tenere in vita il Sistema sarebbe l'introduzione di un governo tecnico 2.0. Se non salta tutto prima, un'ipotesi potrebbe essere quella di portare alle estreme conseguenze quanto sperimentato dal fascismo, ovvero un governo centralizzato che spazzi via i residui del passato, a cominciare dal mulino di chiacchiere parlamentare.

Se la borghesia fosse conseguente, dato il livello di sviluppo raggiunto, dovrebbe spingersi sulla terra di confine tra il capitalismo e la società futura. E allora il reddito di cittadinanza condizionato dovrebbe diventare un reddito di base incondizionato, e l'assetto di governo dovrebbe essere di tipo cibernetico, come quello proposto da Tim O'Reilly in "Government as a Platform", o quello tentato in Cile da Stafford Beer con il "Progetto Cybersyn". Naturalmente, è tutta da verificare la capacità e la vitalità della classe dominante nel portare a termine tali programmi, presenti nel proprio retroterra storico. I tecnocratici americani, come certe correnti corporative presenti nel fascismo italiano (rappresentate da Bottai, Spirito, Pellizzi, ecc.), propugnavano una organizzazione del lavoro che travalicasse le mura aziendali e comprendesse l'intera vita sociale, gli americani teorizzando addirittura il superamento del conteggio in termini di valore per passare a quello in quantità fisiche.

Per la Sinistra Comunista "italiana" la successione non è fascismo, democrazia, comunismo; essa è invece democrazia, fascismo, comunismo. Chi vuole essere progressivo, si diceva, sia fascista. Siccome la borghesia non può ammettere che l'attuale modo di produzione sia transitorio e non vuole suicidarsi come classe, non potrà che rispolverare temi quali la programmazione. Aurelio Peccei, dirigente della Fiat e della Olivetti, esponente lucido della borghesia italiana, nel libro La qualità umana afferma la necessità di un governo che superi le frontiere nazionali, gestito da tecnici e non da politici; in qualche modo delinea un governo di transizione, una "rivoluzione umanistica". Se al tempo di Adriano Olivetti e del Movimento Comunità si proponeva di estendere la comunità di fabbrica fordista al territorio, con piani regolatori conseguenti, oggi con le fabbriche automatizzate (Amazon, Walmart, ecc.) la società è già di tipo cibernetico e funziona attraverso reti, sensori e attuatori sparsi ovunque (Red Plenty Platforms). Si dovrebbe integrare il tutto, abbandonando elezioni e parlamenti, con un governo basato su supercomputer che processano dati in tempo reale, centralizzano le decisioni e pianificano la produzione e la distribuzione di ciò che è utile alla società.

Abbiamo poi commentato un articolo di Repubblica sul fenomeno del "burnout": l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto per la prima volta che lo stress da lavoro è una malattia, come anche lo stress da disoccupazione, l'altra faccia della medaglia. E' la presa d'atto che il lavoro oggi non permette di costruirsi una vita, né un mezzo per vivere (vedi aumento dei working poor), ma una moderna forma di schiavitù, senza orari, né contratto, né buste paga. Il confine tra occupato e disoccupato è sempre più labile perché le nuove generazioni alternano periodi di occupazione a periodi di disoccupazione sempre più lunghi. I rider non sono nemmeno più dipendenti, così come i clickworkers: insomma, è il capitalismo la malattia da cui la nostra specie deve guarire.

In chiusura di teleconferenza, si è accennato alla prospettiva di fusione tra FCA e Renault. Pochi anni fa Fiat si è fusa con Chrysler, per cui il mondo dell'auto sta vivendo pesanti sconvolgimenti con la formazione di super monopoli. Stiamo andando verso un massimo di centralizzazione, e non solo nel settore automobilistico.

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