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  • Resoconto teleriunione  6 ottobre 2026

Fisica dei sistemi sociali

La teleriunione di martedì sera è iniziata con l'analisi delle mobilitazioni in corso in Francia e Spagna. Da anni registriamo che la "temperatura sociale" sta salendo, fino a innescare fenomeni di tipo catastrofico come manifestazioni oceaniche, rivolte e sommosse. In una newsletter del 2019 abbiamo scritto che quella in atto è un'unica grande rivolta contro la legge del valore. Sia in Francia, dove i protagonisti delle mobilitazioni sono gli studenti, che in Spagna, dove le manifestazioni e l'Acampada di Puerta del Sol sono iniziate in seguito allo sfratto di un'anziana, sono stati coinvolti anche i sindacati.

In Spagna, la UGT e le Comisiones Obreras (CCOO) hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore, per rivendicare un aumento dei salari che consenta di far fronte al costo degli alloggi. Secondo fonti sindacali consultate da El País, la data non è ancora stata fissata, ma lo sciopero si svolgerà prima delle elezioni politiche del 29 novembre, annunciate lunedì dal presidente Pedro Sánchez. In Francia, oltre alle proteste studentesche, lo scorso 29 settembre c’è stato lo sciopero nazionale dei dipendenti pubblici, con circa 170 manifestazioni convocate dai sindacati contro la perdita di potere d'acquisto dei salari. In entrambi i casi, la difficoltà a sopravvivere con le paghe attuali e la crescita dell'inflazione e degli affitti hanno portato le "molecole sociali" a scendere in piazza.

Nell'articolo "Marasma sociale e guerra" abbiamo delineato un processo che negli anni si è manifestato sempre più chiaramente: "Quella che stiamo analizzando è un'onda sismica la cui energia sotterranea è la stessa per tutti i differenti fenomeni di superficie, dove qua crolla un muro, là si apre una voragine e altrove cade una frana."

Nell'articolo "Wargame. Parte seconda" si descrive uno scenario ipotetico, che comincia con una manifestazione e prosegue con l'occupazione di una piazza; i manifestanti hanno le idee confuse ma, via via, si mettono in moto dei meccanismi di azione e reazione che portano l'organismo che si è formato nella piazza a diventare qualcos'altro rispetto a quanto pensavano gli stessi partecipanti.

In natura esistono processi di autorganizzazione a tutti i livelli: dopo lunghi periodi di apparente stasi avvengono cambiamenti repentini, come nella "teoria degli equilibri punteggiati" di Niles Eldredge e Stephen Jay Gould. La società umana è attraversata da interessi contrapposti dovuti all'esistenza delle classi; ciò produce conflitti di varia natura e intensità. Oggi nelle piazze occupate vi è un pasticcio interclassista: ci sono anche i proletari, ma manca un indirizzo generale, e l'influenza dell'ideologia dominante non è scomparsa. Tuttavia, il grande disorientamento può essere la premessa di un cambio di direzione generalizzato. Il partito della classe dominante riesce a rimanere in piedi perché è stato storicamente sostenuto dalle classi di mezzo. Da un po' di tempo a questa parte, sono proprio le mezze classi a fibrillare, preoccupate di precipitare nel girone dei senza riserve. La borghesia si scontra quindi, prima che con la classe proletaria, con componenti interne al proprio partito (inteso in senso largo).

Si tratta di un processo storico irreversibile: non si potrà tornare ai grandi partiti di massa, alle grandi centrali sindacali; la rivoluzione è in marcia quando dissolve i vecchi orpelli della politica. Qualora sorgesse un movimento antiformista, non potrebbe restare indietro rispetto a quanto raggiunto da Occupy Wall Street, tanto più che rispetto al 2011-2012 lo sviluppo delle forze produttive ha fatto passi da gigante con i sistemi automatici, l'intelligenza artificiale e la robotica. La biforcazione non dipende dalla volontà di qualcuno, ma dalle condizioni storiche precedenti, nonché dalla capacità del movimento di criticare sé stesso. L'unica vera alternativa è voltare le spalle al passato e rivolgersi al programma che arriva dal futuro. Se è vero che è visibile nelle piazze il crollo dello stalinismo, è anche vero che non bisogna allentare la critica al terzinternazionalismo, che si ripresenta sotto mentite spoglie.

In diversi lavori di n+1 abbiamo dimostrato come invariante è il movimento, non la sua causa. La rabbia dei giovani studenti in Francia e degli inquilini stanchi di farsi rubare la vita per pagare un affitto, è l'effetto della dissoluzione dell'attuale modo di produzione. Da una parte vi è lo sgretolamento dello Stato e dall'altra l'emersione di un organismo che cerca, per tentativi ed errori, di liberarsi dalla cappa di piombo omologatrice.

La nostra è una ricerca sui saggi di organizzazione futura presenti nel capitalismo. Durante l'ultimo incontro di lavoro (3-4 ottobre) abbiamo evidenziato come l'approccio "politico" al tema delle transizioni sociali sia antiquato e dannoso. Occupy Wall Street era riuscita ad emanciparsi dall'anima politica della rivoluzione grazie ad un modo di procedere completamente diverso rispetto a quanto visto negli ultimi decenni. Non soltanto aveva voltato le spalle alla "politica", ma aveva cercato di gettare le basi del nuovo ambiente: pur intervenendo con la sua rete organizzativa nelle lotte - dal blocco dei porti della West Coast ai picchetti volanti -, OWS aveva come obiettivo principale la nuova società e lottava per essa. Dalle immagini e dai video che sono circolati in Rete si percepisce l'ambiente entusiastico, gioioso e vitale che emergeva dalle piazze occupate.

Le forti tensioni sociali riportano alla luce testi, ricordi e memorie che sembravano dimenticati: in Spagna, dal 26 settembre, data dell'accampamento a Puerta del Sol, si sarebbe registrato un picco nelle ricerche su Google del Manifesto del Partito comunista. Il movimento partito da Madrid si è immediatamente esteso a tutto il paese. Una questione riguardante gli affitti troppo cari si è trasformata in un problema molto più grande per lo Stato. L'Acampada ha determinato una crisi politico-istituzionale con la fine anticipata della legislatura e la proclamazione di uno sciopero generale; si intravede il tentativo di unificare tutti gli aspetti (salario, casa, lavoro). La lotta potrà anche rifluire, ma solo per ripresentarsi in futuro più radicale di prima.

Durante l'incontro di lavoro è stato ribadito come la politica sia una sovrastruttura quasi del tutto ininfluente sul divenire della società. Questo modo di interpretare la dinamica storica è quello ereditato dalla Sinistra Comunista "italiana" ("La dottrina dei modi di produzione"). La fine della rivoluzione dall'anima politica significa l'emergere della rivoluzione a titolo umano. Il movimento tecnocratico degli anni '30, il Venus Project dei giorni nostri, così come OWS hanno rifiutato l'approccio politico: i tecnocratici volevano superare il conteggio in termini di valore, il Venus Project punta a realizzare comunità senza denaro né lavoro salariato, OWS voleva dar vita a una comunità umana. Sono tutti esperimenti che i comunisti studiano, elaborano e sintetizzano portandoli a un livello superiore ("Marcati sintomi di società futura").

Durante tutte le rivoluzioni si è imposto un ambiente antiforma che ha saputo anticipare determinati aspetti della società futura. Il nostro piccolo ambiente, dai siti ai social, può esercitare un'influenza in Rete nella misura in cui difende la continuità di un metodo di lavoro e di una specifica teoria. La rivoluzione è un fenomeno fisico, e come per gli altri fenomeni fisici si tratta di stabilire il punto critico in cui si manifesta una modificazione profonda delle proprietà collettive del sistema.

Il 3 e 4 ottobre abbiamo affrontato anche il tema del superamento della dicotomia tra scienze fisiche e sociali, ribadendo la necessità di una scienza unificata, problema che il marxismo aveva posto sul terreno teorico già con i Manoscritti economico-filosofici del 1844. Le transizioni di fase si devono analizzare con criteri scientifici e non politici, attraverso dati, modelli e schemi, e non con sterili dibattiti. Il fisico Giorgio Parisi ha scritto un saggio per mostrare che alla base dello sviluppo dell'IA c'è la fisica: sistemi metastabili, interazioni che producono comportamenti collettivi, transizioni di fase di secondo ordine. Quando si descrive un materiale ferromagnetico che subisce una transizione di fase e mostra una magnetizzazione globale, si parla in maniera più o meno diretta di quanto accade nelle piazze francesi e spagnole.

Lo schema del rovesciamento della prassi della Sinistra ("Teoria e azione nella dottrina marxista", 1951) rappresenta un feedback tra classe, organizzazioni intermedie e partito, un flusso di informazione ed energia in avanti e indietro, un modello universale di autorganizzazione che ci è utile per capire quanto accade nella società, soprattutto quando avviene una polarizzazione sociale. Nei sistemi complessi l'effetto ritorna sulla struttura che lo ha generato, modificandone il comportamento successivo. La corrente cui facciamo riferimento ha una concezione ingegneristica della rivoluzione, concezione su cui facciamo perno e che ci differenzia dal milieu che si richiama al comunismo.

Da mesi stiamo raccogliendo materiale sulla bolla finanziaria dell'intelligenza artificiale. Nella crisi del 2008 il settore "preso di mira" dalla speculazione era quello dell'immobiliare, oggi tocca all'IA. Dalla parabola del plusvalore all'andamento del saggio di profitto, i diagrammi sono essenziali per descrivere la traiettoria della società capitalistica e stabilire i tempi della sua catastrofe. Dalle piazze che si sollevano in tutto il mondo alla guerra condotta dai sistemi di macchine, dal collasso degli Stati alle bolle finanziarie, dal debito mondiale fino ai disastri "naturali", il pianeta sta convergendo verso una singolarità.

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