Per i borghesi, l'urgenza dell'interpretabilità sta nel fatto che nessuna azienda o Stato può permettersi di ignorare come evolveranno questi sistemi, tanto più che cominciano a manifestarsi i rischi connessi ad una loro autonomizzazione. E' il caso, ad esempio, dell'ambito militare, dove sistemi di IA come Lavender o Gospel "suggeriscono" chi e cosa colpire; o del settore della genetica, nel quale l'IA contribuisce allo sviluppo di nuove terapie e a migliorare la precisione degli interventi genetici, ma potrebbe anche favorire la progettazione e la diffusione di armi biologiche di elevata pericolosità.
In un'intervista su YouTube ("L'IA non si limita a ripetere, capisce davvero"), Nello Cristianini sostiene che sia riduttiva l'interpretazione oggi più diffusa, secondo cui i sistemi di IA apprendono esclusivamente attraverso correlazioni statistiche: i modelli attuali cominciano infatti ad operare anche su concetti astratti. Così come Marx, al tempo della stesura del Libro I del Capitale, si dedicò allo studio del funzionamento della fabbrica, allo stesso modo, per comprendere la portata dell'IA, è necessario analizzarne i meccanismi di funzionamento. Alla base di questi sistemi ci sono reti neurali artificiali. Un caso emblematico è quello di AlphaZero, sviluppato da Google DeepMind, che ha rivoluzionato il gioco degli scacchi: partendo dalla sola conoscenza delle regole di base, il programma ha appreso giocando milioni di partire contro sé stesso, raggiungendo prestazioni "sovrumane".
Le ricerche sui modelli di IA hanno evidenziato come specifiche configurazioni neurali artificiali tendano ad attivarsi in corrispondenza di determinate parole, concetti o immagini, in maniera per certi aspetti analoga a quanto avviene nei circuiti neurali del cervello biologico. Sebbene gli LLM siano basati su modelli statistici, hanno dimostrato una capacità che va oltre la semplice elaborazione probabilistica dei dati, imparando dagli errori, adattandosi, apprendendo.
Il rapporto uomo-macchina tende a diventare sempre più simbiotico (Joël de Rosnay, Kevin Kelly). Gli ingegneri di Anthropic affermano che gli LLM stanno sviluppando una sorta di "forma mentis", non progettata in modo esplicito da qualcuno, ma risultante dall'interazione e dalla cooperazione negli anni di migliaia di soggetti tra aziende, università e comunità di ricerca. Per gli uomini risulta fondamentale comprendere come le macchine giungano alle proprie elaborazioni, poiché ciò potrebbe costituire la chiave per comprendere come gli uomini stessi comprendano. Nel mondo accademico oggi prevale un approccio multidisciplinare che perpetua la separazione delle diverse sfere del sapere, riflettendo la divisione sociale del lavoro. Servirebbe ben altro, ovvero una teoria unificata della conoscenza (n. 15-16 di n+1).
Anthropic ha lanciato un appello globale per una moratoria sullo sviluppo dell'IA, mentre dalla Chiesa si levano richiami alla sobrietà nell'utilizzo di questi mezzi e alla difesa di un'etica centrata sui bisogni della persona (enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV). Resta il fatto che, nel capitalismo, ogni azienda e ogni Stato, per tutelare i propri interessi, non può fermare la corsa per il primato nello sviluppo tecnologico. I grandi gruppi monopolisti che stanno dietro allo sviluppo di queste tecnologie (Google/Gemini, Microsoft/Copilot, OpenAI/ChatGPT, DeepSeek, Anthropic/Claude) sono trascinati da una dinamica competitiva che non ammette pause o interruzioni.
Oggi si fa un gran parlare del problema del controllo dell'IA, spesso evocando scenari alla Matrix o Terminator. In realtà, la maggior parte delle attività umane sono già fuori controllo. Nel capitalismo giunto alla sua fase senescente, al di là della propaganda della borghesia, non c'è il controllo dell'economia, delle guerre o del vivere sociale. C'è, semmai, una gestione più o meno efficace del disordine.
Anthropic debutterà in Borsa entro la fine dell'anno, ma anche OpenAI è pronta a quotarsi a settembre (SpaceX debutterà a giugno). Alla base dell'enorme valore che si catalizzerà intorno a queste Big Tech non ci sono "solide fondamenta", trattandosi di aziende con relativamente pochi dipendenti, produttrici di sistemi che contribuiscono a eliminare in massa lavoro umano. La prima versione di un modello IA produce la seconda, più veloce e performante, la seconda ne genera una terza, migliore della precedente, e via di questo passo. Un po' come accade nell'evoluzione della vita, dal sistema più semplice a quello più complesso. L'ingegnere Daniel Hillis, qualche anno fa, a proposito dello sviluppo delle macchine autonome scriveva:
"Stiamo incominciando a usare calcolatori che sono in grado di generare programmi molto complessi con metodi diversi [rispetto alla programmazione tradizionale]. Poiché non capiamo bene come fanno a girare, possiamo affermare che questo tipo di intelligenza ci sta sopravanzando. Mano a mano che costruiamo computer sempre più veloci, il processo sta diventando auto-catalitico [si organizza da sé]. Ci troviamo nella stessa condizione degli organismi unicellulari quando si stavano convertendo in multicellulari. Proprio così, siamo come amebe che non capiscono in che cosa diavolo si stanno trasformando. In realtà siamo parte di un sistema che ci sta traghettando oltre noi stessi." (La terza cultura).
Gli agenti IA sono software in grado di percepire input dall'ambiente digitale, elaborare informazioni, prendere decisioni e agire per raggiungere obiettivi complessi. Si comportano come operatori in carne ed ossa che gestiscono uno o più processi, analizzando dati e, in alcuni casi, contribuendo alla progettazione di sistemi o infrastrutture. La Sinistra Comunista, nel "Prospetto introduttivo alla questione agraria" contenuto in Mai la merce sfamerà l'uomo (1953), prendeva in considerazione la possibilità che "una macchina della macchina sostituirà l'uomo alle manopole di questa, dopo aver registrato con processi elettronici il comportarsi effettivo dell'uomo, il trucco che lo distingue, per ritrasmetterlo identico".
L'edizione del 6 giugno dell'Economist si intitola "The rise of Gen-Z socialism" e descrive una generazione alle prese con un'inflazione alta, affitti insostenibili e nuove tecnologie che stanno sconvolgendo il mercato del lavoro. Questa generazione costruisce siti con l'IA e si mobilita globalmente attraverso piattaforme come Discord, elaborando un socialismo 2.0, nato e sviluppatosi nell'era degli agenti autonomi e della disoccupazione di massa. Il fatto che il settimanale inglese chiami a raccolta i liberali di tutto il mondo contro il pericolo rappresentato dal "nuovo" socialismo è significativo. È inevitabile che nei prossimi anni si producano sincronie su determinati temi, che si abbandonino le illusioni riformiste e che si arrivi alla formazione di un general intellect all'altezza della situazione.

