É uscito il numero 52 di n+1

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Rivista n. 52, dicembre 2022

Editoriale: Niente di nuovo sul fronte orientale

Articoli: La malattia non esiste, parte prima - Un sistema che ingegnerizza sé stesso? - La riduzione dell'orario di lavoro non è più un tabù

Rassegna: L'ennesima conferenza sul clima - Polarizzazione crescente - "Pericolose tempeste"

Recensione: Gaia, le macchine autoreplicanti e l'intelligenza collettiva

Doppia direzione: Più "avanzato" lenin o Bogdanov? - Cooperazione e sostegno

Appuntamenti

10/11

Dic

88° incontro redazionale
Temi: Rivoluzione anti-entropica - Nota a margine sulla teoria comunista della conoscenza - Prospettiva di lavoro >>>

24/25

Set

87° incontro redazionale
Temi: Rivoluzione e salute - Una guerra molto strana - Sul libero arbitrio - Colonialismo interno - Prospettiva di lavoro >>>

18/19

Giu

86° incontro redazionale
Temi: La Quarta Guerra Mondiale - Una guerra o la guerra? - Prospettiva di lavoro >>>

1

Mag

1° maggio 2022
La Quarta Guerra Mondiale
Leggi il volantino >>>

Sabato, 21 Gennaio 2023

Curve inesorabili

Durante la teleriunione di martedì sera, presenti 19 compagni, abbiamo commentato alcuni articoli sul calo demografico in Cina (meno 850 mila abitanti alla fine del 2021).

Attualmente il pianeta Terra ospita oltre 8 miliardi di abitanti e il punto di flesso è previsto entro il 2100 (vedi curve presenti in "Un modello dinamico di crisi"). Negli ultimi anni in tutti i continenti, Africa compresa, l'età media della popolazione è cresciuta, e in maniera più marcata in Giappone e nell'Europa occidentale. Nell'articolo "Malthusianesimo ricorrente e tenace" abbiamo scritto: "Il boom demografico dei paesi in via di sviluppo è dovuto alla disponibilità di merci a basso prezzo e quindi alla rottura di antichi equilibri, mentre nei paesi a vecchio capitalismo si accentua il fenomeno della sovrappopolazione anche in presenza di una stagnazione demografica". Se, ad esempio, il miracolo economico cinese è stato anche il risultato della politica del figlio unico portata avanti dal governo, è vero anche che le nuove generazioni hanno adesso l'onere di sobbarcarsi il peso delle generazioni precedenti. Il sistema pensionistico cinese, come d'altronde quello dei paesi occidentali, è destinato a collassare, con tutte le conseguenze del caso. Avere più genitori che figli è un vantaggio quando i figli sono piccoli, ma è uno svantaggio quando i genitori invecchiano. Il principale fondo pensionistico cinese potrebbe esaurire i suoi fondi entro il 2035.

Venerdì, 13 Gennaio 2023

Grandi dissoluzioni in atto

La teleriunione di martedì sera, a cui hanno partecipato 20 compagni, è iniziata con il commento delle notizie provenienti dal Brasile riguardanti l'assalto ai palazzi delle istituzioni ad opera dei sostenitori dell'ex premier Jair Bolsonaro.

Le manifestazioni anti-Lula, sfociate nell'irruzione nel Parlamento, nel palazzo presidenziale e in quello della Corte Suprema a Brasilia, sono il frutto di una spaccatura che da anni segna il paese sudamericano e che negli ultimi mesi, almeno dall'ottobre del 2022, si è esacerbata. Le ragioni alla base della profonda divisione sociale sono molteplici, e sono di carattere politico, geografico, di classe e finanche religioso (vedi crescita dei movimenti evangelici). In entrambe le tifoserie ci sono masse di uomini preoccupate per il proprio futuro, che al sud chiedono più liberismo e al nord un intervento statale di maggiore portata. Da una parte c'è chi ha paura di perdere ciò che ha conquistato in questa forma sociale, dall'altra chi ha poco e non vuole precipitare ancora più in basso.

Si è dunque verificato uno scontro sociale che si è riflesso all'interno dello stato brasiliano, il quale fatica a mantenere il controllo della società. In generale, lo Stato è sempre meno capitalista collettivo e sempre più struttura contesa tra cordate capitalistiche e apparati in lotta gli uni con gli altri. Questo vale per il Brasile come per gli Stati Uniti, che hanno già sperimentato l'assalto a Capitol Hill da parte di gruppi di manifestanti trumpisti in protesta contro il risultato delle urne. Forse gli anelli deboli della catena imperialistica sono proprio gli stati federali, quelli in cui gli stati membri in situazioni di forte crisi tendono a rivendicare maggiore sovranità.

Venerdì, 06 Gennaio 2023

Aveva ragione Marx?

La teleriunione di martedì sera, presenti 19 compagni, è iniziata commentando il numero 11/2022 di Limes, interamente dedicato alla situazione negli Stati Uniti d'America.

La tesi principale sostenuta dalla rivista di geopolitica è che gli USA sono un paese pericolosamente disunito, specialmente senza un nemico esterno riconoscibile che faccia da collante sociale. La guerra civile del 1861-1865 ha sì sancito l'unione degli stati federali, ma la nazione è rimasta fortemente divisa e perciò adesso rischia di spaccarsi. Questa divisione interna agisce profondamente e può essere riscontrata persino nei contrasti tra i vari servizi di sicurezza (FBI, CIA, ecc.). Milioni di americani vedono Washington come lontana sede della burocrazia, lo stato federale è percepito come un alieno e, secondo alcune frange della destra alternativa (ma non solo), come un nemico da combattere.

La parte interessante dell'editoriale della rivista ("Lezione di Yoda") è quella dedicata al ruolo delle forze armate statunitensi: non esiste alcun esercito che possa essere paragonato a quello americano e questo potrebbe diventare l'ago della bilancia in caso di una pesante crisi sociale. Secondo Limes, la tattica delle rivoluzioni arancioni, utilizzata dagli USA in giro per il mondo per rovesciare governi non graditi, potrebbe funzionare come un boomerang, e l'assalto a Capitol Hill ne è una prima dimostrazione. Il 40% degli americani, rilevano alcuni sondaggi, approverebbe un colpo di stato militare per stroncare la corruzione diffusa (il 54% sono elettori repubblicani e il 31% democratici). L'intelligence lavora costantemente con i wargame, le simulazioni di guerra al computer: chi opera per sventare colpi di stato o insurrezioni deve avere il polso della situazione. Lo Stato profondo, quello degli apparati, impegnato a mantenere la stabilità, proprio a causa della crisi di sistema in corso potrebbe diventare un elemento di instabilità. D'altronde, giunte ad un certo punto, le società sono costrette a rivoluzionarsi per non perdere ciò che hanno conquistato.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Legge del valore e automazione totale
    Non mi è chiaro il meccanismo di fondo della legge del valore in tutte le sue concatenazioni. Leggendo la rivista…
  • Giorno della Memoria?
    Mi sembra che nei vostri scritti vi sia una specie di equidistanza fra israeliani e palestinesi, come se non fossero…

Rivista n°52, dicembre 2022

copertina n°52

Editoriale: Niente di nuovo sul fronte orientale

Articoli: La malattia non esiste, parte prima - Un sistema che ingegnerizza sé stesso? - La riduzione dell'orario di lavoro non è più un tabù

Rassegna: L'ennesima conferenza sul clima - Polarizzazione crescente - Pericolose tempeste"

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Raccolta della rivista n+1

Newsletter 245, 19 gennaio 2022

f6Libertà

Viviamo in una società che scoppia. I suoi membri, divisi o raggruppati secondo criteri il più delle volte arbitrari e casuali, non riescono più a darsi un'identità plausibile. La pandemia, invece di compattare gli individui intorno a provvedimenti utili alla salvaguardia della specie, ha aggravato la situazione facendo emergere ataviche tendenze all'irrazionale.

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