Il numero 47 di n+1 è online

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n+1 rivista n°46

Editoriale
Ingegnerizzazione sociale

Articolo
La grande socializzazione.
Dal cooperativismo socialdemocratico al corporativismo fascista, dal comunismo di fabbrica alla fabbrica-comunità del padrone illuminista

Articolo
Prove di estinzione (la dottrina del rimedio)

Appuntamenti

26/27

Set

79° incontro redazionale, teleconferenza
Temi: - Il punto sulla crisi di accumulazione, - Lo stato Alieno, - La società del debito, - Prospettiva di lavoro >>>

19/21

Giu

78° incontro redazionale, teleconferenza
Temi: - Il punto sulla crisi di accumulazione - Che fine farà lo stato? - Verso una guerra civile permanente - Prospettiva di lavoro >>>

14/15

Mar

77° incontro redazionale, teleconferenza
Temi: - Il punto sulla crisi di accumulazione - Virus is coming - Scienza della dinamica uomo/natura (contro gretismo ed antigretismo) - Prospettiva di lavoro. >>>

Venerdì, 16 Ottobre 2020

Stato di incertezza

La teleconferenza di martedì sera, presenti 21 compagni, è iniziata con il commento delle notizie riguardo lo sviluppo dei vaccini per il Coronavirus 2.

La sperimentazione anglo-italiana condotta dall'azienda farmaceutica Astrazeneca si è fermata qualche settimana fa quando un volontario ha accusato gravi effetti collaterali; anche la ricerca capitanata da Johnson & Johnson ha subìto una battuta d'arresto, a causa di una reazione avversa in un paziente. Nel passato la messa a punto dei vaccini contro varicella e papilloma virus e di quello esavalente (difterite, tetano, pertosse acellulare, poliomielite, epatite B ed haemophilus influenzae di tipo B) ha richiesto diversi anni. L'obiettivo della ricerca attuale è di centrare il risultato in soli 18 mesi. Perché tutta questa fretta? Evidentemente il sistema economico non riesce a sostenere la presente situazione socio-sanitaria ed è disposto a rischiare sulla salute delle persone accorciando i tempi di indagine. Se è vero che si tenterà in tutti i modi di evitare altri lockdown nazionali puntando invece su chiusure mirate e locali, è anche vero che ad un certo punto la situazione potrebbe sfuggire di mano.

I maggiori paesi europei (Francia, Inghilterra, Germania, Italia, Spagna) sono alle prese con una veloce crescita del numero dei contagi, dei malati gravi e dei morti. Una situazione del genere è già catastrofica per l'economia e se continuerà ad essere gestita in questo modo non potrà che peggiorare. Le misure di distanziamento sociale e di prevenzione approntate dai governi (l'Italia ha imposto l'uso delle mascherine anche all'aperto) vanno in contraddizione con gli affollamenti di pendolari sui mezzi pubblici e nelle stazioni. La borghesia non si muove in modo razionale, non lo può fare, perché da una parte deve salvaguardare il sistema sanitario, e dall'altro non può ostacolare la produzione e la circolazione delle merci. Anche da un punto di vista strettamente capitalistico, avrebbe più senso fermare il contagio prima che esso divenga incontrollabile, ma sappiamo che le contrapposizioni tra regioni e amministrazioni centrali, governi e "parti sociali", interessi generali e particolari, indeboliscono invece che rafforzare l'azione degli stati.

Sabato, 10 Ottobre 2020

Non conformatevi a questo mondo

Durante la teleconferenza di martedì sera, a cui si sono collegati 18 compagni, abbiamo fatto alcune considerazioni riguardo il nuovo documento papale firmato lo scorso 3 ottobre e diffuso dal Vaticano il giorno successivo. Fratelli tutti è la terza enciclica dall'inizio del pontificato di papa Francesco e viene significativamente pubblicata nella giornata in cui la Chiesa celebra San Francesco.

"'La tradizione cristiana non ha mai riconosciuto come assoluto o intoccabile il diritto alla proprietà privata, e ha messo in risalto la funzione sociale di qualunque forma di proprietà privata'. [...] Il principio dell'uso comune dei beni creati per tutti è il 'primo principio di tutto l'ordinamento etico-sociale', è un diritto naturale, originario e prioritario. Tutti gli altri diritti sui beni necessari alla realizzazione integrale delle persone, inclusi quello della proprietà privata e qualunque altro, 'non devono quindi intralciare, bensì, al contrario, facilitarne la realizzazione', come affermava San Paolo VI. Il diritto alla proprietà privata si può considerare solo come un diritto naturale secondario e derivato dal principio della destinazione universale dei beni creati, e ciò ha conseguenze molto concrete, che devono riflettersi sul funzionamento della società."

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°47, aprile 2020

copertina n°47f6Editoriale: Ingegnerizzazione sociale
f6Articolo: La grande socializzazione. Dal cooperativismo socialdemocratico al corporativismo fascista, dal comunismo di fabbrica alla fabbrica-comunità del padrone illuminista
f6Articolo: Prove di estinzione (la dottrina del rimedio)

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 241, 14 settembre 2020

f6La guerra si alleggerisce, il controllo sociale no

f6Il complotto degli asteroidi

f6All'arrembaggio

f6L'imperatore di Marte

f6Che cos'è andato storto con l'OMS?

f6La Zona Grigia

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