Articoli

Filo del tempo, critica dell'attualismo

"Ciò che conta non è l'oggetto che cattura l'attenzione pubblica in un determinato momento […], ma il saperlo collocare correttamente all'interno della dinamica che lo ha generato."

Dopo la riunione sul retroterra storico pubblicata sul n. 58 di n+1, prosegue la serie di incontri rivolti ai giovani che si avvicinano al nostro lavoro. Guerra, intelligenza artificiale, crisi finanziarie e rivolte sociali vengono ricondotte a un'unica dinamica – la crisi storica del capitalismo senile – utilizzando come bussola i Fili del tempo di Amadeo Bordiga, per affrontare l'attualità senza cadere nell'attualismo.

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Note di lavoro sull'Intelligenza Artificiale

Il presupposto da cui vogliamo partire è semplice: l'Intelligenza Artificiale (IA) non va considerata come un fenomeno separato dallo sviluppo storico della produzione, e nemmeno meramente come una nuova tecnologia fra le tante. È piuttosto un momento particolare di un processo di lunga durata, attraverso il quale la cooperazione sociale, potenziando le forze produttive, trasferisce progressivamente nelle macchine funzioni che in precedenza erano svolte direttamente dagli uomini.

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Appuntamenti

3/4

Ott

Incontro di lavoro del 3 - 4 ottobre 2026
Temi: Dai sistemi complessi, all'intelligenza artificiale, al rovesciamento della prassi - Organi produttivi dell'uomo sociale >>>

23/24

Mag

Incontro di lavoro del 23 - 24 maggio 2026
Temi: Automazione della guerra - Dalle cretule alla blockchain - Prospettive di lavoro >>>

7/8

Feb

Incontro di lavoro del 7 - 8 febbraio 2026
Temi: Sulla guerra mondiale in corso, sullo stato del capitalismo - La "nostra" teoria dei giochi - Palestina è il mondo >>>

11/12

Ott

99° incontro redazionale
Temi: Il retroterra storico di n+1 - Intelligenza Artificiale e leggi del Capitale - Fitness evolutiva - Prospettive di lavoro >>>

Domenica, 25 Ottobre 2026

Rivolta contro il furto del futuro

La teleriunione di martedì sera è iniziata con alcune considerazioni sulle recenti manifestazioni in Italia e Francia. È stato segnalato il comunicato del "Movimento 17 Ottobre", significativo perché è il prodotto di quanto succede nelle piazze italiane. Pubblicato online nella giornata di martedì 20 ottobre, dopo poche ore è stato ripreso dai maggiori quotidiani. La pagina Instagram del movimento è seguita da migliaia di iscritti, che si coordinano anche tramite Telegram. Il M1710 prende il nome proprio dal 17 ottobre, quando ci sono stati scontri a Milano, Torino, Bologna e Brescia, e il giorno dopo nuovamente a Milano.

Nel comunicato si riprendono diversi elementi: la necessità da una parte della crescita collettiva delle piazze, dall'altra di approcci differenti rispetto al passato, come il fatto che il movimento non si definisce una sigla, ma un processo, e soprattutto si dichiara autonomo da partiti, sindacati, ma anche dal movimentismo.

Si tratta di un comunicato "operativo" basato su pochi punti: non ci fidiamo delle istituzioni e di questo governo, non ci fidiamo delle strutture politiche classiche, ci tuteliamo dalla repressione dello Stato e dei fascisti, non vogliamo un posto al tavolo di chi ci ha tolto la sedia: vogliamo costruire un altro tavolo, tutti insieme, dal basso. Nel capitoletto "La fluidità è una strategia, e la facciamo nostra" si ricordano le lotte degli ultimi anni, da quelle di Hong Kong a Occupy Wall Street, fino alle mobilitazioni della Generazione Z in Marocco. Nel comunicato si invita a scendere in piazza ogni sabato a partire dal 24 ottobre.

La teleriunione di martedì sera è iniziata con una rassegna di articoli di The Economist, New York Times e Financial Times sulla crisi del debito.

A livello europeo cresce la tensione legata all'instabilità economica e sociale: dopo Spagna e Francia, si sono aggiunti al marasma sociale anche Belgio e Portogallo. In Belgio ci sono state manifestazioni contro una manovra di bilancio che punta a risanare i conti pubblici con un risparmio di dieci miliardi di euro entro la fine della legislatura. Il piano del governo ha scatenato le proteste nel settore pubblico, dai trasporti alla scuola, e tra gli studenti. In Portogallo, si sono svolti cortei in tutte le maggiori città, con un'acampada a Porto, sotto lo slogan: "Non possiamo continuare a vivere così".

La crisi economica in Francia si è tramutata in crisi sociale. L'Italia ha un rapporto debito-PIL che ha superato il 130%, quindi superiore a quello francese, ma Parigi paga un deficit più alto (3,1% l'Italia, 5,4% la Francia). Il modo più semplice per un governo di ridurre il deficit - le uscite che superano le entrate - è tagliare la spesa pubblica: questo significa aumento dell'età pensionabile e riduzione della spesa sanitaria e del welfare più in generale. Ciò equivale a gettare benzina sul fuoco. Gli scioperi e le manifestazioni recenti sono prodotto di una situazione critica, e diventano fattore di ulteriore criticità, poiché fanno schizzare in alto i rendimenti dei titoli di Stato. Per The Economist ("The countries most threatened by turbulent bond markets"), la forza più preoccupante che spinge verso l'alto i rendimenti obbligazionari è il rischio politico e fiscale. Per il FT ("France: between the bond market and the barricades"):

"Lo stallo politico francese e il peggioramento del debito hanno cambiato radicalmente la situazione. Una serie di declassamenti del rating ha contribuito a far aumentare i costi di finanziamento del paese, che hanno superato quelli della Grecia alla fine del 2024 e quelli dell'Italia lo scorso anno."

Sabato, 10 Ottobre 2026

Fisica dei sistemi sociali

La teleriunione di martedì sera è iniziata con l'analisi delle mobilitazioni in corso in Francia e Spagna. Da anni registriamo che la "temperatura sociale" sta salendo, fino a innescare fenomeni di tipo catastrofico come manifestazioni oceaniche, rivolte e sommosse. In una newsletter del 2019 abbiamo scritto che quella in atto è un'unica grande rivolta contro la legge del valore. Sia in Francia, dove i protagonisti delle mobilitazioni sono gli studenti, che in Spagna, dove le manifestazioni e l'Acampada di Puerta del Sol sono iniziate in seguito allo sfratto di un'anziana, sono stati coinvolti anche i sindacati.

In Spagna, la UGT e le Comisiones Obreras (CCOO) hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore, per rivendicare un aumento dei salari che consenta di far fronte al costo degli alloggi. Secondo fonti sindacali consultate da El País, la data non è ancora stata fissata, ma lo sciopero si svolgerà prima delle elezioni politiche del 29 novembre, annunciate lunedì dal presidente Pedro Sánchez. In Francia, oltre alle proteste studentesche, lo scorso 29 settembre c’è stato lo sciopero nazionale dei dipendenti pubblici, con circa 170 manifestazioni convocate dai sindacati contro la perdita di potere d'acquisto dei salari. In entrambi i casi, la difficoltà a sopravvivere con le paghe attuali e la crescita dell'inflazione e degli affitti hanno portato le "molecole sociali" a scendere in piazza.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

Rivista n. 58, dicembre 2025

copertina n° 57

Avvertenza al lettore / Editoriale: Terra incognita / Articoli: Le determinazioni materiali e l'ambiente - Il retroterra storico di n+1 / Recensione: Non lanciate quel missile / Doppia direzione: Sulla successione dei modi di produzione

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 245, 19 gennaio 2022

f6Libertà

Viviamo in una società che scoppia. I suoi membri, divisi o raggruppati secondo criteri il più delle volte arbitrari e casuali, non riescono più a darsi un'identità plausibile. La pandemia, invece di compattare gli individui intorno a provvedimenti utili alla salvaguardia della specie, ha aggravato la situazione facendo emergere ataviche tendenze all'irrazionale.

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