Gli abbonati riceveranno il nuovo numero nel mese di gennaio.
23/24
Mag
Incontro di lavoro del 23 - 24 maggio 2026
Temi: Automazione della guerra - Dalle cretule alla blockchain - Prospettive di lavoro >>>
7/8
Feb
Incontro di lavoro del 7 - 8 febbraio 2026
Temi: Sulla guerra mondiale in corso, sullo stato del capitalismo - La "nostra" teoria dei giochi - Palestina è il mondo >>>
11/12
Ott
99° incontro redazionale
Temi: Il retroterra storico di n+1 - Intelligenza Artificiale e leggi del Capitale - Fitness evolutiva - Prospettive di lavoro >>>
21/22
Giu
98° incontro redazionale
Temi: Il punto sulla situazione mondiale - La politiguerra americana in lotta contro sé stessa - Le determinazioni e l'ambiente >>>
La teleriunione di martedì sera è iniziata prendendo spunto dalle ultime dichiarazioni riguardanti le perplessità e i timori per lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale (IA).
Eric Schmidt, ex CEO di Google, ha lanciato un allarme sulla possibilità che l'IA sfugga al controllo degli esseri umani. Schmidt ha dichiarato di "preoccuparsi dell'IA più di ogni altra cosa", dati i pericoli legati all'interazione autonoma tra agenti (agent-to-agent) e ai rischi di conflitti cibernetici avanzati. Schmidt non è stato l'unico a rilasciare questo tipo di dichiarazioni. La Chiesa, con l'enciclica Magnifica Humanitas, ha posto il problema della gestione di una simile tecnologia, e recentemente anche Dario Amodei, cofondatore di Anthropic (Claude), ha scritto un saggio incentrato sulla necessità di rallentare lo sviluppo dell'IA ("We Must Pace the Frontier"). Ci sono poi ex sviluppatori come Jacob Coxon, ricercatore di Anthropic, che ha deciso di dimettersi, sostenendo che "le persone che sviluppano l'IA credono fermamente che potrebbe ucciderci tutti entro la fine del decennio". Rischi esistenziali che, secondo il ricercatore, dipendono dal fatto che le aziende sono più impegnate a competere che a garantire la sicurezza di questi sistemi.
Le dichiarazioni di Coxon hanno avuto una forte eco sulla stampa. Sia Donald Trump sia il ministero degli Esteri cinese hanno respinto le richieste di rallentamento, ribadendo l'importanza di proseguire nello sviluppo dell'IA, e soprattutto la volontà politica di non lasciarsi sopraffare d'allarmismo. D'altronde, un coordinamento globale in una forma sociale basata sulla guerra di tutti contro tutti (concorrenza) è impossibile.
Durante la teleriunione di martedì sera abbiamo ripreso alcuni testi significativi prodotti dal mondo accademico, che rappresentano capitolazioni ideologiche della borghesia di fronte al marxismo.
Il fisico e premio Nobel Giorgio Parisi, nel saggio In un volo di storni. Le meraviglie dei sistemi complessi, introduce il lettore al vasto tema della complessità; nel successivo Le simmetrie nascoste. Perché la fisica è alle radici dell'intelligenza artificiale di oggi e di domani, racconta il percorso che dalla fisica statistica ottocentesca porta alla teoria dei sistemi complessi e da lì all'intelligenza artificiale. Il filo conduttore è la possibilità di descrivere i fenomeni collettivi emergenti — proprietà che compaiono solo quando un numero enorme di agenti interagisce — con gli stessi strumenti matematici, sia che gli "agenti" siano molecole, spin magnetici o neuroni.
Alcuni aspetti affrontati da Parisi sono già stati trattati dalla "nostra" corrente, la quale, ben prima dello sviluppo dei sistemi di Intelligenza Artificiale, sosteneva la necessità di una scienza unificata, di una teoria unitaria della conoscenza. Negli ultimi anni ci sono state migliaia di pubblicazioni sul tema e tra gli autori che abbiamo preso in considerazione ci sono Nello Cristianini (tetralogia dedicata all'intelligenza artificiale), Raymond Kurzweil (La singolarità è vicina), Marvin Minsky (La società della mente), Alan Turing (Macchine calcolatrici e intelligenza).
La teleriunione di martedì sera è iniziata dalla segnalazione di alcune notizie riguardanti le tecnologie impiegate nelle guerre moderne.
Secondo le stime più recenti, l'Ucraina produce circa quattro milioni di droni l'anno, ma nel 2026 punta quasi a raddoppiarne la produzione; la Russia procede in modo simmetrico, aumentando a sua volta i propri ritmi produttivi. Se Kiev mantiene un vantaggio negli attacchi con droni a lungo raggio, sta però esaurendo i missili intercettori, e in alcuni casi il tasso di intercettazione dei missili balistici russi è sceso fino quasi allo zero.
Da anni producono droni a scala industriale anche l'Iran e la Turchia, che si sono candidati a offrirli sul mercato: si tratta di vettori di vario tipo e natura, sempre più difficili da intercettare. Negli ultimi anni, con l'avvento di sensori e attuatori autonomi, di velivoli senza pilota e di missili ipersonici, sta cambiando il modo di fare la guerra. Come in fabbrica, gli uomini sono divenuti appendici delle macchine.
Avvertenza al lettore / Editoriale: Terra incognita / Articoli: Le determinazioni materiali e l'ambiente - Il retroterra storico di n+1 / Recensione: Non lanciate quel missile / Doppia direzione: Sulla successione dei modi di produzione
Libertà
Viviamo in una società che scoppia. I suoi membri, divisi o raggruppati secondo criteri il più delle volte arbitrari e casuali, non riescono più a darsi un'identità plausibile. La pandemia, invece di compattare gli individui intorno a provvedimenti utili alla salvaguardia della specie, ha aggravato la situazione facendo emergere ataviche tendenze all'irrazionale.
Continua a leggere la newsletter 245
Leggi le altre newsletter