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n+1 rivista n°48

 

Editoriale
Gemeinwesen

Articolo
Contributo per una teoria comunista dello Stato

Appuntamenti

13/14

Mar

81° incontro redazionale, teleconferenza
Temi: A un anno dall'inizio pandemia - Il rapporto Cina/Stati Uniti nel corso della cosiddetta crisi sistemica - Controrivoluzione in Germania - Prospettiva di lavoro >>>

12/13

Dic

80° incontro redazionale, teleconferenza
Temi: - Aggiornamento - Centralismo organico - Forza, violenza, dittatura - Prospettiva di lavoro >>>

26/27

Set

79° incontro redazionale, teleconferenza
Temi: - Il punto sulla crisi di accumulazione - Lo stato Alieno - La società del debito - Prospettiva di lavoro >>>

Venerdì, 16 Aprile 2021

Forma e antiforma

Durante la teleconferenza di martedì sera, connessi 24 compagni, abbiamo ripreso quanto detto in una recente relazione riguardo le manifestazioni passate, presenti e future dell'antiforma.

Nel luglio del 1962 in Piazza Statuto a Torino scoppia la rabbia operaia. La goccia che fa traboccare il vaso è un accordo separato della UIL con la direzione della Fiat. Centinaia di operai cercano di assaltare la sede del sindacato "traditore" e per due giorni la piazza è teatro di scontri con la polizia. Nelle manifestazioni, da una parte si vede un'assoluta rispondenza dei metodi alle tipologie di scontro tipiche del movimento operaio, dall'altra si nota qualcosa di nuovo: una componente operaia giovanissima, soprattutto meridionale, che rappresenta il nocciolo duro di una forza che non vuole più saperne di trattative e si scaglia contro un presente fatto di miseria, alienazione e sfruttamento. Borghesi di destra e di sinistra, invocando carcere e repressione, li chiamano i teppisti con le maglie a strisce.

La vicenda di Piazza Statuto è servita da cartina di tornasole per tutte le forze che si rappresentavano come alternative ai partiti e ai sindacati di allora. Fu esemplare il comportamento degli operaisti dei Quaderni Rossi, che presero le distanze dagli scontri denunciando la "squallida degenerazione di una manifestazione che era iniziata come protesta operaia verso il tradimento sindacale della UIL" (Cronache dei Q.R.). In quel frangente il programma comunista scrisse l'articolo "Evviva i teppisti della guerra di classe! abbasso gli adoratori dell'ordine costituito!"

Sabato, 10 Aprile 2021

Un futuro anti-dissipativo

La teleriunione di martedì sera, a cui si sono collegati 21 compagni, ha preso le mosse da una domanda emersa alla fine dell'incontro precedente riguardo la possibilità di individuare già oggi le caratteristiche della società futura.

L'articolo "Capitale e teoria dello sciupio", pubblicato sul numero 41 della rivista, riprende i temi affrontati in una serie di testi comparsi su programma comunista tra il 1959 e il 1964 (raccolti nel nostro quaderno Scienza economica marxista come programma rivoluzionario), dedicati all'indagine intorno alla teoria "marxista" dello sciupìo. Il succedersi dei modi di produzione e quindi il passaggio ad una nuova forma sociale si realizza perché la società n, il capitalismo, per funzionare richiede una quantità di energia, sia umana che di altro tipo, maggiore rispetto a quella necessaria nella forma successiva n+1.

In due discorsi di Engels tenuti a Elberfeld nel 1845, viene fatto un raffronto tra la società capitalistica e la futura società comunista, mettendone in evidenza le differenze e soprattutto il rendimento superiore della seconda sulla prima. E' un passaggio importante che va sottolineato, perché quello è il periodo in cui comincia ad enuclearsi il programma rivoluzionario. Engels descrive il comunismo non come un modello o un ideale di società da costruire (utopia), ma quale prodotto di un processo materiale, come conseguenza di un movimento reale (scienza).

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°48, dicembre 2020

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Newsletter 242, 29 dicembre 2020

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f6Con matita e righello

f6Dati meno inaffidabili

f6Boh

f6Interclassismo risorgente e tenace

f6Artico in dissoluzione

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