Il numero 58 di n+1 è online

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Rivista n. 58, dicembre 2025

Avvertenza al lettore

Editoriale: Terra incognita

Articolo: Le determinazioni materiali e l'ambiente

Articolo: Il retroterra storico di n+1

Recensione: Non lanciate quel missile

Doppia direzione: Sulla successione dei modi di produzione

Appuntamenti

23/24

Mag

Incontro di lavoro del 23 - 24 maggio 2026
Temi: Automazione della guerra - Dalle cretule alla blockchain - Prospettive di lavoro >>>

7/8

Feb

Incontro di lavoro del 7 - 8 febbraio 2026
Temi: Sulla guerra mondiale in corso, sullo stato del capitalismo - La "nostra" teoria dei giochi - Palestina è il mondo >>>

11/12

Ott

99° incontro redazionale
Temi: Il retroterra storico di n+1 - Intelligenza Artificiale e leggi del Capitale - Fitness evolutiva - Prospettive di lavoro >>>

21/22

Giu

98° incontro redazionale
Temi: Il punto sulla situazione mondiale - La politiguerra americana in lotta contro sé stessa - Le determinazioni e l'ambiente >>>

Durante la teleriunione di martedì sera abbiamo ripreso alcuni testi significativi prodotti dal mondo accademico, che rappresentano capitolazioni ideologiche della borghesia di fronte al marxismo.

Il fisico e premio Nobel Giorgio Parisi, nel saggio In un volo di storni. Le meraviglie dei sistemi complessi, introduce il lettore al vasto tema della complessità; nel successivo Le simmetrie nascoste. Perché la fisica è alle radici dell'intelligenza artificiale di oggi e di domani, racconta il percorso che dalla fisica statistica ottocentesca porta alla teoria dei sistemi complessi e da lì all'intelligenza artificiale. Il filo conduttore è la possibilità di descrivere i fenomeni collettivi emergenti — proprietà che compaiono solo quando un numero enorme di agenti interagisce — con gli stessi strumenti matematici, sia che gli "agenti" siano molecole, spin magnetici o neuroni.

Alcuni aspetti affrontati da Parisi sono già stati trattati dalla "nostra" corrente, la quale, ben prima dello sviluppo dei sistemi di Intelligenza Artificiale, sosteneva la necessità di una scienza unificata, di una teoria unitaria della conoscenza. Negli ultimi anni ci sono state migliaia di pubblicazioni sul tema e tra gli autori che abbiamo preso in considerazione ci sono Nello Cristianini (tetralogia dedicata all'intelligenza artificiale), Raymond Kurzweil (La singolarità è vicina), Marvin Minsky (La società della mente), Alan Turing (Macchine calcolatrici e intelligenza).

Domenica, 06 Settembre 2026

Il problema del controllo

La teleriunione di martedì sera è iniziata dalla segnalazione di alcune notizie riguardanti le tecnologie impiegate nelle guerre moderne.

Secondo le stime più recenti, l'Ucraina produce circa quattro milioni di droni l'anno, ma nel 2026 punta quasi a raddoppiarne la produzione; la Russia procede in modo simmetrico, aumentando a sua volta i propri ritmi produttivi. Se Kiev mantiene un vantaggio negli attacchi con droni a lungo raggio, sta però esaurendo i missili intercettori, e in alcuni casi il tasso di intercettazione dei missili balistici russi è sceso fino quasi allo zero.

Da anni producono droni a scala industriale anche l'Iran e la Turchia, che si sono candidati a offrirli sul mercato: si tratta di vettori di vario tipo e natura, sempre più difficili da intercettare. Negli ultimi anni, con l'avvento di sensori e attuatori autonomi, di velivoli senza pilota e di missili ipersonici, sta cambiando il modo di fare la guerra. Come in fabbrica, gli uomini sono divenuti appendici delle macchine.

La teleriunione di martedì sera si è aperta con il commento all'intervista che Elon Musk ha rilasciato lo scorso 23 luglio a Zanny Minton Beddoes, direttore di The Economist - la prima uscita pubblica estesa dopo la quotazione in borsa di SpaceX (12 giugno), che ne ha fatto il primo trilionario della storia.

Musk torna a parlare di Intelligenza Artificiale (IA), sostenendo che entro i prossimi dieci anni robot e sistemi di IA sostituiranno gran parte del lavoro umano. Si aprirebbe così un'epoca di "abbondanza" in cui il lavoro diventerà opzionale, mentre il denaro, legato per sua natura alla scarsità delle risorse, perderà di senso.

Si tratta di posizioni già affrontate nell'articolo "Ideologie di un capitalismo che nega sé stesso" (n+1, n. 57), nel quale avevamo passato in rassegna le diverse correnti - accelerazionista, lungotermista, transumanista, ecc. - per lo più legate, se non geograficamente almeno culturalmente, all'ambiente della Silicon Valley. Nell'intervista Musk fa esplicito riferimento al Ciclo della Cultura, una serie di romanzi fantascientifici di Iain Banks, che immagina una società spaziale post-scarsità in cui uomini e robot convivono senza lavoro né denaro. Non è un riferimento casuale: è lo stesso percorso culturale ricostruito da Fabio Chiusi nel saggio L'uomo che vuole risolvere il futuro. Critica ideologica di Elon Musk (2023), legata all'eredità del nonno materno, membro negli anni Trenta della sezione canadese del Technocracy Incorporated - il movimento che voleva sostituire la politica democratica con un governo di ingegneri, unici capaci di amministrare "scientificamente" produzione e distribuzione dei beni. Altri individuano in alcune dichiarazioni di Musk dei riferimenti al cosmismo russo di fine Ottocento, corrente mistico-scientifica che vedeva nella conquista dello Spazio e nel superamento della morte il compimento dell'evoluzione umana, e da cui discende per altre vie il transumanesimo oggi diffuso nella Silicon Valley, e non solo. Di qui il "soluzionismo tecnologico" di Musk, l'idea cioè che problemi storici e sociali - il lavoro, la scarsità, la morte stessa - siano problemi tecnici, risolvibili con l'ingegneria aggirando la politica come mediazione tra interessi contrapposti. Coerentemente con questa impostazione, Musk ha proposto un istituto che chiama "universal high income", una sorta di reddito universale destinato a distribuire la ricchezza.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

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Newsletter 245, 19 gennaio 2022

f6Libertà

Viviamo in una società che scoppia. I suoi membri, divisi o raggruppati secondo criteri il più delle volte arbitrari e casuali, non riescono più a darsi un'identità plausibile. La pandemia, invece di compattare gli individui intorno a provvedimenti utili alla salvaguardia della specie, ha aggravato la situazione facendo emergere ataviche tendenze all'irrazionale.

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