Il numero 58 di n+1 è online

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Rivista n. 58, dicembre 2025

Avvertenza al lettore

Editoriale: Terra incognita

Articolo: Le determinazioni materiali e l'ambiente

Articolo: Il retroterra storico di n+1

Recensione: Non lanciate quel missile

Doppia direzione: Sulla successione dei modi di produzione

Appuntamenti

3/4

Ott

Incontro di lavoro del 3 - 4 ottobre 2026
Temi: Dai sistemi complessi, all'intelligenza artificiale, al rovesciamento della prassi - Organi produttivi dell'uomo sociale >>>

23/24

Mag

Incontro di lavoro del 23 - 24 maggio 2026
Temi: Automazione della guerra - Dalle cretule alla blockchain - Prospettive di lavoro >>>

7/8

Feb

Incontro di lavoro del 7 - 8 febbraio 2026
Temi: Sulla guerra mondiale in corso, sullo stato del capitalismo - La "nostra" teoria dei giochi - Palestina è il mondo >>>

11/12

Ott

99° incontro redazionale
Temi: Il retroterra storico di n+1 - Intelligenza Artificiale e leggi del Capitale - Fitness evolutiva - Prospettive di lavoro >>>

La teleriunione di martedì sera è iniziata prendendo spunto dall'articolo "What if AGI is already here, and it's made of... children?'", pubblicato su X da @IAmPascio.

Secondo l'autore vi sono forti analogie tra l'intelligenza biologica e quella artificiale: la prima si è sviluppata lungo circa quattro miliardi di anni senza che nessuno l'abbia progettata, e anche la seconda è un fenomeno emergente. Nessun neurone, preso a sé, è intelligente: lo è il cervello, dove decine di miliardi di neuroni con oltre centomila miliardi di connessioni producono quel fenomeno che chiamiamo "intelligenza". Riguardo allo sviluppo dell'IA generale (AGI), molti immaginano l'avvento di HAL 9000 o Skynet, ovvero qualcosa di "singolare", ma per l'autore ciò che sta emergendo potrebbe essere un sistema composto da milioni di pezzi minuscoli, in connessione tra loro, distribuiti in rete. Un sistema di IA può, infatti, produrre agenti che coordinano sub-agenti e così via, una struttura che ricorda le reti autorganizzate, o gli sciami, dove ogni elemento è concatenato agli altri e, per mezzo di regole semplici, si coordina con essi dando luogo a un'architettura che produce soluzioni capaci di sorprendere gli stessi ricercatori.

L'evoluzione dei sistemi complessi, dalla vita organica all'IA, è stata possibile grazie a mutazioni. Nel caso dell'intelligenza a base carbonio questo processo è durato miliardi di anni, mentre la velocità con cui evolve l'IA si conta in anni, se non in mesi. Dalla replicazione degli algoritmi alla loro selezione, fino alla retro-propagazione, abbiamo una struttura evolutiva che produce conseguenze che l'attuale società non sa gestire. Abituati a una concezione gerarchica dei processi sociali, facciamo fatica ad accettare l'organicità come modo di essere della natura. L'autore porta l'esempio delle formiche: una formica ha circa 250.000 neuroni, ma non è in grado di risolvere alcun problema significativo. Un'intera colonia di formiche è invece un sistema complesso in grado di risolvere una lunga serie di problemi: ricerca del cibo, cura delle larve, difesa del nido e sua manutenzione. Nessuno è responsabile del formicaio, non c'è un dirigente. L'intelligenza della colonia emerge dalle relazioni tra le formiche. L'architettura dei sistemi di IA più avanzati assomiglia più a una colonia di formiche che a un singolo individuo. Un neurone isolato non è solo poco intelligente: semplicemente non può esistere. Esiste invece una rete di neuroni, che interagiscono tra loro e con altre parti del corpo, il quale è in feedback costante con il mondo "là fuori". E' proprio questa retroazione ad aver reso possibile l'evoluzione della nostra specie (Engels e poi Leroi-Gourhan, sulla dialettica mano-lavoro-cervello).

L'incontro si terrà con il seguente programma (la sequenza delle relazioni potrà variare):

- Dai sistemi complessi, all'intelligenza artificiale, al rovesciamento della prassi

Il tema dell'intelligenza artificiale è oggi diventato di tendenza. Nel dibattito pubblico, allarmismo e meraviglia si alternano contribuendo più alla confusione che alla comprensione. C'è chi annuncia un'imminente apocalisse, e chi decanta le magnifiche sorti e progressive dell'umanità. Fuori dal tifo da stadio, cerchiamo di inquadrare l'argomento con metodo scientifico, coerentemente con la nostra teoria rivoluzionaria della conoscenza.

Una delle tesi che vogliamo dimostrare è che lo sviluppo della scienza contemporanea tende oggettivamente a mettere in crisi la separazione fra fisica, biologia e scienze sociali. La ricerca di principi comuni per sistemi considerati appartenenti a domini differenti conduce verso il tema di una scienza unificata, già posto da Marx nei Manoscritti economico-filosofici del 1844.

Dalla complessità all'emergenza, dalla cibernetica all'auto-organizzazione, questo insieme di teorie dimostra come il comportamento collettivo degli elementi, siano essi molecole, spin magnetici o neuroni, produca strutture che sono più della semplice somma delle parti.

La teleriunione di martedì sera è iniziata prendendo spunto dalle ultime dichiarazioni riguardanti le perplessità e i timori per lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale (IA).

Eric Schmidt, ex CEO di Google, ha lanciato un allarme sulla possibilità che l'IA sfugga al controllo degli esseri umani. Schmidt ha dichiarato di "preoccuparsi dell'IA più di ogni altra cosa", dati i pericoli legati all'interazione autonoma tra agenti (agent-to-agent) e ai rischi di conflitti cibernetici avanzati. Schmidt non è stato l'unico a rilasciare questo tipo di dichiarazioni. La Chiesa, con l'enciclica Magnifica Humanitas, ha posto il problema della gestione di una simile tecnologia, e recentemente anche Dario Amodei, cofondatore di Anthropic (Claude), ha scritto un saggio incentrato sulla necessità di rallentare lo sviluppo dell'IA ("We Must Pace the Frontier"). Ci sono poi ex sviluppatori come Jacob Coxon, ricercatore di Anthropic, che ha deciso di dimettersi, sostenendo che "le persone che sviluppano l'IA credono fermamente che potrebbe ucciderci tutti entro la fine del decennio". Rischi esistenziali che, secondo il ricercatore, dipendono dal fatto che le aziende sono più impegnate a competere che a garantire la sicurezza di questi sistemi.

Le dichiarazioni di Coxon hanno avuto una forte eco sulla stampa. Sia Donald Trump sia il ministero degli Esteri cinese hanno respinto le richieste di rallentamento, ribadendo l'importanza di proseguire nello sviluppo dell'IA, e soprattutto la volontà politica di non lasciarsi sopraffare d'allarmismo. D'altronde, un coordinamento globale in una forma sociale basata sulla guerra di tutti contro tutti (concorrenza) è impossibile.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ribadire ai giovani la necessità del partito
    Sto leggendo tutti gli articoli della serie "Il programma rivoluzionario immediato" che avete messo sulla Home page del vostro sito.…
  • Due passi nel delirio
    …Voglio porre la questione più spinosa di tutte per quanto attiene la "mia" interpretazione della dialettica marxista, che in realtà…

Rivista n. 58, dicembre 2025

copertina n° 57

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Newsletter 245, 19 gennaio 2022

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Viviamo in una società che scoppia. I suoi membri, divisi o raggruppati secondo criteri il più delle volte arbitrari e casuali, non riescono più a darsi un'identità plausibile. La pandemia, invece di compattare gli individui intorno a provvedimenti utili alla salvaguardia della specie, ha aggravato la situazione facendo emergere ataviche tendenze all'irrazionale.

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