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n+1 rivista n°48

 

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Sabato, 16 Gennaio 2021

Assalto a Capitol Hill

La teleconferenza di martedì sera, a cui si sono collegati 22 compagni, è iniziata con alcune considerazioni riguardo i recenti avvenimenti negli USA, con particolare riferimento all'assalto al Campidoglio a Washington il 6 gennaio scorso.

Nel secondo dopoguerra la nostra corrente ha scritto molto sugli Stati Uniti e sul loro ruolo di gendarme del capitalismo (materiale raccolto nel quaderno America). Vinta la seconda guerra mondiale, hanno annientato l'influenza delle vecchie nazioni imperialiste europee cacciando i colonialismi francese e soprattutto inglese dal nord Africa e dal Medioriente, e posizionando le loro portaerei ovunque. Produttori per lungo tempo di oltre metà del PIL globale, oggi invece ne rappresentano il 20%. La potenza egemone, e sappiamo che non si può parlare dello stato americano e del suo divenire senza parlare della salute del capitalismo intero, sta perdendo energia e vede mutato il suo rapporto con il resto del mondo a livello economico e militare. In Afghanistan si è ritirata accordandosi con i talebani, e in Iraq, dopo il disfacimento dello stato centrale, ha dovuto fare i conti con lo Stato Islamico. Insomma, la crisi degli USA è una delle varie tappe della più generale crisi sistemica del modo di produzione attuale.

Dal punto di vista sociale, la profonda spaccatura che attraversa gli States è ben rappresentata dalle recenti manifestazioni del movimento Black Lives Matter contro la violenza della polizia, e dall'emergere di quella compagine disomogenea che si raccoglie sotto lo slogan Make America Great Again, cavalcata da Donald Trump. Sono entrambi epifenomeni generati da una situazione economica che vede gli USA dirigersi inesorabilmente verso il collasso. Dopo l'occupazione di Capitol Hill dello scorso 6 gennaio, i manifestanti pro-Trump non demordono ed hanno lanciato una serie di iniziative in tutti gli stati per la cerimonia di insediamento di Joe Biden. L'FBI teme il verificarsi di rivolte armate e ha già mobilitato più di 15 mila uomini della Guardia nazionale in difesa di Washington.

Venerdì, 08 Gennaio 2021

La freccia del tempo

La teleconferenza di martedì sera, presenti 22 compagni, è iniziata con un aggiornamento sulla pandemia in corso.

Attualmente gli Stati Uniti contano circa 200mila casi di positivi al giorno, e nella giornata dello scorso 31 dicembre i decessi hanno segnato un picco registrando circa 4000 morti. Significativo quanto accaduto in California: agli operatori delle ambulanze della contea di Los Angeles è stato chiesto di non trasportare in ospedale i pazienti con scarse possibilità di sopravvivenza. Anche in Italia le curve sono tutt'altro che in discesa, sono decine di migliaia i nuovi casi giornalieri (nonostante un netto calo dei tamponi) e centinaia i deceduti. Ben presto si vedranno inoltre gli effetti dello shopping del periodo prenatalizio. In Germania il lockdown in corso è stato prorogato fino al 31 gennaio in seguito all'impennata del numero dei contagi e delle vittime; Berlino, che pareva avere un sistema sanitario più efficace di quello italiano e una maggiore capacità di controllo della diffusione del virus, conta ormai oltre mille morti al giorno. Anche il Regno Unito è alle prese con una nuova chiusura dopo che la variante inglese del patogeno ha fatto schizzare in alto il numero dei contagi giornalieri (oltre 60mila) e dei decessi.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°48, dicembre 2020

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Raccolta della rivista n+1

Newsletter 242, 29 dicembre 2020

f6Cronache da Virolandia

f6Shopping assassino

f6Con matita e righello

f6Dati meno inaffidabili

f6Boh

f6Interclassismo risorgente e tenace

f6Artico in dissoluzione

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