"La guerra cibernetica" - conferenza pubblica a La Spezia

Sabato 1 giugno 2024, ore 17.00

Nella guerra in corso, come in tutte le guerre, nuove tecnologie passeranno dallo stadio sperimentale a quello maturo, e non c'è bisogno di insistere sul fatto che il salto attuale è più grande di quello compiuto con il passaggio dai fucili ad avancarica a quelli a retrocarica, o altri passaggi analoghi. Da questo salto qualitativo traiamo indicazioni sullo stato dello scontro e, quello che più ci interessa, sullo sviluppo futuro della guerra. Oggi la propaganda di guerra assume di per sé una valenza nuova a causa dei moderni mezzi a disposizione per l'attività di intelligence attiva e passiva. La guerra futura sarà quella in corso elevata a potenza. Macchine troveranno altre macchine e le collocheranno in uno scenario sul quale saranno tracciate le loro coordinate; macchine bombarderanno le coordinate e macchine rileveranno i dati sulle distruzioni per ottimizzare il tiro la volta successiva. Naturalmente, in tutta questa parata di macchine ci sono i cosiddetti danni collaterali, cioè la distruzione di esseri umani, ospedali, mercati e condomini. Dal punto di vista della nostra classe la cosa peggiore sarebbe scegliere per quale fazione borghese combattere. Unica soluzione: bloccare la guerra. Se questa guerra passa andrà fino in fondo, non sarà più possibile fare marcia indietro. Di qui la posizione obbligata per il proletariato: disfattismo.

c/o Circolo Arci Canaletto
via Giovanni Bosco 2 - La Spezia

Rivista n°55, luglio 2024

copertina n° 55

Editoriale: Non potete fermarvi

Articoli: Evoluzione extra biologica - Transizione di fase. Prove generali di guerra

Rassegna: Presa d'atto - Il capitalismo è morto

Recensione: Dallo sciopero, alla rivolta, alla Comune - Guerra civile negli USA, ma non quella vera

Doppia direzione: Il programma immediato non ammette mediazioni

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 245, 19 gennaio 2022

f6Libertà

Viviamo in una società che scoppia. I suoi membri, divisi o raggruppati secondo criteri il più delle volte arbitrari e casuali, non riescono più a darsi un'identità plausibile. La pandemia, invece di compattare gli individui intorno a provvedimenti utili alla salvaguardia della specie, ha aggravato la situazione facendo emergere ataviche tendenze all'irrazionale.

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