Secondo alcuni osservatori economici, dietro la grande bolla mediatica sull'IA (apocalisse, rischio esistenziale, ecc.), ci sarebbero operazioni finanziarie di natura speculativa. Ciò non è da escludere (Anthropic potrebbe entrare in Borsa a ottobre, con un'eventuale valutazione che supererebbe quella di SpaceX), ma indubbiamente stanno avvenendo delle trasformazioni strutturali all'interno del capitalismo. Le Big Tech sono poli di attrazione del capitale, grandi reti di interessi economico-politico-finanziari che trasformano la stessa natura della forma aziendale. Palantir, ad esempio, interviene con la propria infrastruttura sull'andamento delle guerre e sulla politica americana, controlla direttamente le popolazioni e veicola una propria ideologia (La repubblica tecnologica, Alexander C. Karp e Nicholas, W. Zamiska), mentre Starlink di Elon Musk ha militarizzato l'orbita terrestre.
A partire dagli anni '80, complice la caduta repentina del saggio di profitto, il capitale si è riversato nel settore finanziario, cercando di valorizzarsi attraverso la circolazione e bypassando la produzione. Il movimento di autonomizzazione del capitale (detto volgarmente finanziarizzazione) rende capitalisti e governi pedine in mano agli algoritmi. BlackRock, State Street o Vanguard sono società d'investimento che muovono più capitale di gran parte degli stati, gestite attraverso piattaforme tecnologiche capaci di processare dati e trovare pattern come nessun essere umano è in grado di fare. Sistemi complessi, comportamento emergente, autorganizzazione: tutto è parte del grande processo di negazione del capitalismo ad opera del capitalismo stesso.
La transizione in corso non può essere analizzata con categorie e linguaggi inappropriati. Per comprendere questi sistemi algoritmici serve l'immagine offerta dalla scienza della complessità, in particolare quella degli sciami, in cui il tutto è più della somma dei singoli elementi. Il fisico Giorgio Parisi, nei suoi lavori sulla complessità (In un volo di storni. Le meraviglie dei sistemi complessi), mostra come gli storni, volando in gruppo, assumono configurazioni dinamiche: ogni uccello modifica il proprio comportamento in base a quello dei vicini; non c'è un capo dello stormo che "comanda", ma un comportamento emergente.
I problemi segnalati da Anthropic riguardano sistemi di IA che sono riusciti a muoversi in autonomia rispetto agli ordini impartiti e a eludere i controlli. Ne è un esempio il caso della piattaforma Hugging Face: OpenAI ha dichiarato che alcuni dei suoi modelli ne hanno violato i sistemi. Se durante la Guerra fredda la corsa riguardava il nucleare, oggi si tratta di raggiungere il primato nello sviluppo dell'IA. Questi sistemi potrebbero penetrare nei circuiti finanziari, nei laboratori, nelle infrastrutture statali e provocare ingenti danni. Anthropic richiama l'attenzione proprio sugli automatismi che possono innescarsi.
È in corso una nuova rivoluzione industriale, fondata sull'interconnessione e sui sistemi digitali, che potrebbe eliminare il lavoro umano. Nelle mani di questa forma sociale i sistemi intelligenti sono pericolosi; in una forma sociale orientata ai bisogni di specie potrebbero invece rappresentare una grande opportunità per l'umanità. Nell'ultimo periodo giungono da diversi ambiti allarmi riguardo alla perdita del controllo. Le stesse aziende che sviluppano l'IA richiamano per prime i rischi dei propri sistemi, di cui sottolineano le capacità già raggiunte e la rapida evoluzione. Il segretario generale dell'ONU mette in guardia sul riscaldamento climatico, mentre il governo britannico ha avvertito del possibile collasso degli ecosistemi.
Si dirà che i sistemi di IA asserviscono l'uomo: ciò è innegabile, ma dipende dai rapporti sociali esistenti. Milioni di esseri umani sono in grado di compilare un prompt da fornire a un chatbot per ottenere risposte. Molti processi fisici o mentali sono ora possibili grazie all'interazione con tali sistemi. Ma se l'IA è parte del macchinismo capitalistico allora non è operaio solo il dipendente che lavora nell'industria; anche chi fa domande all'IA attraverso la chat è parte del macchinismo, lo addestra e diventa operaio sociale.
Quando si parla di sistemi fuori controllo, si intende che la specie non ha il controllo di sé stessa, perché sta ancora vivendo nella sua preistoria (Marx). Da questo punto di vista, la rivoluzione, il rovesciamento della prassi, è il passaggio dal regno della necessità a quello della libertà, cioè la capacità di progettare la vita di specie anziché subire passivamente gli eventi.
Per ritrovare sé stessa, l'umanità deve abolire la proprietà e quindi chiudere il ciclo delle società di classe. In una società alienata, per l'operaio la macchina diventa il nemico poiché detta i ritmi lavorativi. Ma la macchina è lo sviluppo extraorganico dell'uomo, fa parte della sua evoluzione. Dal sistema di macchine descritto da Marx nel Libro I del Capitale siamo arrivati a una macchina che incorpora conoscenza sociale, si addestra ed evolve, rispondendo ai feedback che arrivano dall'ambiente. Il mondo del "nato" e quello del "prodotto" si fondono in un unico agglomerato (Kevin Kelly, Out of control), solo che ciò succede in maniera caotica, con tutti i rischi che questo comporta per la specie e per l'ecosistema.
Quando affermiamo che la rivoluzione ha un andamento catastrofico, intendiamo un cambiamento repentino di stato dovuto a un accumulo continuo di contraddizioni che trovano una soluzione discontinua. L'IA e le reti informatiche globali rappresentano l'oggettivazione del General Intellect, di cui tratta Marx nei Grundrisse. L'infrastruttura tecnologica odierna dimostra che la società è materialmente pronta per un cambio di paradigma, una gestione non mercantile della produzione e della distribuzione.