Stampa questa pagina
  • Venerdì, 27 Febbraio 2015

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  24 febbraio 2015

Moduli della rivoluzione

La teleconferenza di martedì scorso, connessi 14 compagni, è cominciata riprendendo alcuni dei temi trattati ne Il programma immediato della rivoluzione proletaria e le trasformazioni nel campo dell'informazione, dello spettacolo e dello sport, relazione presentata durante il 58° incontro redazionale (20-21-22 febbraio, Torino). In particolare abbiamo ripreso la parte sul Medioevo cristiano e l'informazione come ideologia.

L'Ordine cistercense nasce in Francia (abbazia di Cîteaux, 1098) e ha come fine il ritorno alla stretta osservanza della regola di San Benedetto e ad un monachesimo fondato sul lavoro e la preghiera personale e comune. San Bernardo impone un canone anche per l'edilizia monastica, affinchè tutte le strutture vengano costruite rispettando un preciso orientamento, abbiano un chiostro, una biblioteca, una cucina allestita in una certa area della struttura, ecc. Ogni monastero può diventare abbazia madre fondando filiali, su cui esercita i diritti di sorveglianza. In ambito musicale vi è un ritorno alla tradizione originaria del canto gregoriano (ovviamente la polifonia non era contemplata) su cui viene fatto un ulteriore intervento di impoverimento. I cistercensi danno così vita ad un gigantesco taylorismo abbaziale e diventano una potenza economica organizzata a rete, dove l'informazione, anch'essa ridotta ai minimi termini e veicolata da un'estetica che elimina tutto ciò che è ritenuto superficiale mantenendo solo l'essenziale, viaggia sull'esempio di un modulo che si diffonde e si replica.

Abbiamo avuto modo di parlare dello scontro all'interno della Chiesa tra la corrente razionalista di Pietro Abelardo e quella mistica di Bernardo di Chiaravalle. Il primo, nonostante fosse formalmente un teologo, divenne il padre razionalista della logica occidentale. Il secondo fu capo ultra-energico di un movimento rivoluzionario che rasentò l'eresia, introdusse il lavoro salariato generalizzato, bonificò mezza Europa da paludi e deserti, sviluppò una rete di 750 abbazie e fornì infine la sua regola agli ordini monastici combattenti Templari e Teutonici, i quali non si limitarono certo a pregare.

Lo sviluppo e la diffusione dell'Ordine cistercense, i suoi canoni, le trasformazioni e le innovazioni cui esso dà vita nella società feudale, sono importantissimi perchè rappresentano l'espressione di un'anti-forma operante all'interno del feudalesimo.

La riunione è proseguinta con un secondo tema: energia e futuro del capitalismo. I geologi utilizzano il concetto di "barriera mineralogica" per indicare quando la concentrazione di un minerale in un luogo scende sotto un certo livello e l'energia necessaria alla sua estrazione diventa enorme e lo sforzo insostenibile. Poichè i luoghi in cui le materie prime minerali sono estraibili sono effettivamente limitati, l'imperialismo si trova a gestirne il controllo senza poter però risolvere il problema di fondo. Il capitalismo non può infatti non scontrarsi con un limite fisico, oltre il quale non può andare e che decreta la sua morte. Anche gli ecologisti hanno cominciato ad utilizzare modelli scientifici di previsione i cui risultati, messi assieme e proiettati nel futuro, individuano una convergenza di curve in uno stesso periodo; si moltiplicano difatti gli allarmi sul destino del pianeta e gli accorati appelli per un'economia della decrescita (Serge Latouche). I primi a mettere in guardia l'umanità dai danni dell'attuale modo di produzione furono gli studiosi del MIT che, utilizzando il modello Mondo 3, indicarono nel 1975 il punto di non ritorno per la salute della Terra.

Arriva in Italia l'ultimo libro di Jeremy Rifkin, La società a costo marginale zero. L'internet delle cose, l'ascesa del "commons" collaborativo e l'eclissi del capitalismo, di cui avevamo discusso qualche teleconferenza fa. Nel testo l'economista individua alcune importanti dinamiche in atto dimostrando che l'economia si sta orientando, in seguito allo sviluppo delle nuove tecnologie, verso una sempre maggiore socializzazione del lavoro dentro e fuori la fabbrica. Il collegamento tra internet e territorio già da tempo ha mostrato le sue potenzialità dirompenti; fra i primi a farne esperienza ricordiamo i lavoratori dell'UPS che fecero scoprire al mondo come la congiunzione tra coordinamento territoriale, strumenti moderni (cellulari, internet, navigatori Gps, ecc.) e tanta solidarietà organizzata possono battere i più blindati padroni. Oggi questa connessione la vediamo all'opera tra i lavoratori della logistica, quelli dei Fast Food o di Walmart: tutti si coordinano in tempo reale tramite i social network e i loro moduli organizzativi sono riproducibili ovunque. Occupy è certamente l'esempio più lampante di organismo bio-cibernetico aperto: modulo memeticamente diffuso in tutto il globo, esso evolve filtrando, aggiungendo ed eliminando informazione a seconda delle esigenze.

Articoli correlati (da tag)

  • Lo spreco più grande è quello che non si vede

    La teleriunione di martedì sera è iniziata con alcune considerazioni tratte dalla lettura dell'articolo "Capitale e teoria dello sciupìo" (n+1, n. 41).

    La borghesia lancia periodicamente campagne moralistiche contro lo spreco delle risorse - si scandalizza, per esempio, per il miliardo di tonnellate di cibo gettate ogni anno nel mondo - ma si guarda bene dall'andare alla radice del problema. Lo spreco, difatti, non nasce da una negligenza individuale o collettiva, ma dal modo stesso in cui funziona il modo di produzione capitalista.

    Come abbiamo scritto in "Capitale e teoria dello sciupìo", lo sciupìo più grande è quello che non si vede, quello del lavoro non pagato:

    "Lo sciupìo nascosto sta proprio lì: se siamo arrivati a un così alto rapporto fra lavoro e pluslavoro significa che la dissipazione di energia umana nel solo ciclo produttivo è pari almeno a quel rapporto."

  • Uno spettro si aggira per il mondo

    La teleriunione di martedì sera si è concentrata sull'analisi della situazione economica e sociale di Cina e Stati Uniti, ricercando le invarianze che accomunano i due Paesi.

    Cai Fang, già Vice Presidente dell'Accademia Cinese delle Scienze Sociali, Presidente dell'Associazione Cinese di Economia del Lavoro e membro del Consiglio Consultivo di Alto Livello della Banca Mondiale del Lavoro, nel suo recente libro New Trends in China's Employment: How Artificial Intelligence Is Reshaping the Labour Market esamina l'impatto potenzialmente dirompente dell'Intelligenza Artificiale (IA) sul mercato del lavoro cinese, teorizzando lo sganciamento del salario dalla prestazione lavorativa. In altri suoi interventi pubblici ha inoltre proposto l'introduzione di un "salario vitale", il reddito di base e la pensione non contributiva.

    Choramedia, podcast company, ha dedicato una puntata all'argomento ("La Cina vuole il salario vitale: cosa sta cambiando davvero"), sottolineandone l'importanza. Quando decine di milioni di lavoratori devono scaricare un'app per lavorare e sperare di essere contattati da una piattaforma, significa che anche il gigante asiatico è alle prese con i problemi di senescenza capitalistica affrontati dai paesi occidentali. La situazione non è migliore in India, dove migliaia di giovani si sono radunati a Nuova Delhi per protestare contro il governo di Narendra Modi. La mobilitazione è stata organizzata dal "Cockroach Janata Party" (Partito degli Scarafaggi), un movimento satirico nato sul Web che denuncia l'elevata disoccupazione giovanile e la corruzione dilagante, e chiede una riforma del sistema educativo.

  • Sviluppo dell'uomo-industria

    La teleriunione di martedì sera è iniziata commentando alcuni passaggi tratti dall'enciclica di papa Leone XIV, Magnifica Humanitas.

    Se al tempo della Rerum Novarum (1891) la Chiesa prendeva atto dell'emergere del proletariato, una nuova classe portatrice di rivendicazioni proprie, e della diffusione nella società delle idee del comunismo proponendosi come alternativa ad esse, oggi lancia l'allarme di fronte a un'altra grande minaccia che potrebbe scuoterla alle fondamenta: l'Intelligenza Artificiale (IA). Secondo il Papa, essa va disarmata, poichè esiste il pericolo che sfugga al controllo degli uomini e produca conseguenze catastrofiche. Alcuni passaggi dell'enciclica dedicati al binomio guerra e IA hanno attirato la nostra attenzione:

    "La Santa Sede ha recentemente osservato che la crescente facilità con cui sistemi d'arma ad autonomia operativa possono essere impiegati rende la guerra più 'praticabile' e meno soggetta al controllo umano, contraddicendo il principio che il ricorso alla forza armata debba avvenire come ultima risorsa in caso di legittima difesa. Per questo lo sviluppo e l'uso dell'IA in campo bellico devono essere sottoposti ai più rigorosi vincoli etici, nel rispetto della dignità umana e della sacralità della vita, evitando una corsa agli armamenti."

    Ed ancora: