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  • Venerdì, 28 Ottobre 2016

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  • Resoconto teleriunione  25 ottobre 2016

Cronicità

La teleconferenza di martedì scorso, presenti 11 compagni, è iniziata commentando i ripetuti attacchi informatici contro gli Usa.

A luglio di quest'anno un gruppo di hacker, probabilmente cinesi, ha attaccato con un malware una portaerei americana che pattugliava, nel Mar Cinese meridionale, l'area contesa fra Cina e Filippine. Lo scorso 21 ottobre ad essere colpita è stata tutta la East Coast americana. La Dyn, una importante azienda che gestisce i DNS di numerosi siti web, associando il nome del dominio al relativo indirizzo IP, è stata oggetto di un attacco "DDoS" (Distributed Denial of Service) che consiste nel sovraccaricare di traffico i server inoltrando contemporaneamente moltissime richieste da diversi punti della rete. Risultato: decine di siti, tra cui Twitter, Amazon, Spotify, Cnn, New York Times, Financial Times, The Guardian, Visa e eBay, non sono stati accessibili per ore. La novità è che l'attacco è partito da una rete composta da centinaia di migliaia di apparecchiature domestiche connesse a Internet, in particolare telecamere di sorveglianza e stampanti, infettate da malware. Così come avviene nei campi di battaglia mediorientali e in Nordafrica, anche nella Rete è in atto una guerra di tutti contro tutti.

A proposito di guerra, si è passati a parlare del fenomeno dell'immigrazione e delle sue conseguenze. A Calais, in Francia, è iniziato lo sgombero del campo-ghetto che ospitava qualche migliaio di disperati durante il quale si sono verificati scontri con la polizia; a Lesbo, una struttura della Ue che gestisce le domande di asilo è stata data alle fiamme da un centinaio di clandestini; a Goro, nel ferrarese, gli abitanti hanno bloccato l'ingresso del paese per impedire l'arrivo di una decina di rifugiati. Sono le avvisaglie di cosa potrebbe succedere in futuro. E' molto probabile che l'odio contro gli immigrati cresca proporzionalmente all'aumento degli afflussi e al peggioramento delle condizioni di vita nei paesi occidentali. Il mondo capitalistico procede spedito verso il massimo di entropia: le masse di senza riserve che scappano da fame e guerra vanno ad ingrossare la sovrappopolazione assoluta e così – vendetta della storia - i vecchi paesi colonizzatori vengono colonizzati.

Più volte abbiamo citato il rapporto della Nato Urban Operations in the Year 2020 che prevede entro quella data l'utilizzo sempre più massiccio di soldati per il pattugliamento delle strade, un estremo tentativo del capitalismo di salvare sé stesso attraverso forme di controllo capillare del territorio. Quando tutto sta collassando, rimane solo l'esercito a fare da argine al caos, a meno che non sorgano comunità auto-organizzate come Occupy Sandy (la struttura di mutuo-aiuto che è riuscita a mettere in sicurezza molte abitazioni colpite dall'uragano abbattutosi sulla costa orientale degli Stati Uniti) in grado di rappresentare un'alternativa.

La teleconferenza è proseguita con alcune considerazioni riguardo la situazione sociale in Egitto. È diventato virale sui social network (6 milioni di visualizzazioni) lo sfogo di un tassista contro il governo in carica. Il conducente di taxi è stato arrestato dalla polizia, interrogato, e poi scomparso con tutta la famiglia. L'Egitto è una bomba a orologeria: l'esercito è arrivato a requisire lo zucchero nelle fabbriche e i beni di prima necessità iniziano a scarseggiare. Con circa 100 milioni di abitanti ammassati in pochi centri urbani, in un contesto di profonda crisi economica in cui il FMI eroga finanziamenti in cambio di ulteriore austerity, paiono esserci tutti gli ingredienti per una "tempesta perfetta". Lo scorso settembre aveva fatto notizia la protesta delle donne, le protagoniste della rivoluzione di Piazza Tahrir nel 2011, contro il taglio dei sussidi per il latte artificiale.

Se mettiamo insieme la guerra generalizzata, il marasma sociale e il collasso degli Stati, possiamo ben capire qual è il futuro del capitalismo. Gli stati si combattono attraverso la Rete, intere popolazioni migrano e serpeggia la guerra tra poveri. Viene in mente Il medioevo prossimo venturo, in cui Roberto Vacca tratta dell'interconnessione tra elementi della società e spiega come da un accumulo continuo di condizioni particolari si possa arrivare ad una discontinuità. In una recente recensione al libro, l'autore sostiene che i grandi sistemi tecnologici proliferano senza piani globali producendo sempre più impatti l'uno sull'altro. L'instabilità e il blocco di un sistema potrebbero produrre blocchi a cascata di altri sistemi nelle nazioni più avanzate.

Una struttura complessa si autoregola, i suoi sensori mandano e ricevono segnali, ma per gli stessi motivi può anche disgregarsi. Pensiamo all'Europa, l'esempio più calzante di un insieme che non funziona. Il Ministro dell'Interno Alfano, in riferimento alla lettera in arrivo dalla Ue e che potrebbe mettere il veto alla legge di bilancio varata solo qualche giorno fa, afferma: "Se ci arriverà una letterina dall'Europa, faremo come hanno fatto gli altri Paesi: non faremo niente. Non ci faremo certamente ridurre l'impatto positivo da una lettera dell'Europa".

La disgregazione dei sistemi vale anche per il mondo del (non) lavoro. Dal 2008 ad oggi sono stati distribuiti 350 milioni di voucher, che vengono utilizzati non solo nel privato ma anche nel pubblico. Ne dà notizia Il Fatto Quotidiano: "Dai tecnici del bilancio fino ai servizi funebri, decine di Comuni usano buoni lavoro senza diritti". Nessun settore lavorativo è al sicuro dalla moderna schiavitù capitalistica e perciò, checché ne dicano sindacalisti e movimentisti difensori della Costituzione (borghese), è sempre più attuale il grido di battaglia del Manifesto:

"I proletari non hanno nulla di proprio da salvaguardare; essi hanno soltanto da distruggere le sicurezze e le guarentigie private finora esistenti."

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    Da anni producono droni a scala industriale anche l'Iran e la Turchia, che si sono candidati a offrirli sul mercato: si tratta di vettori di vario tipo e natura, sempre più difficili da intercettare. Negli ultimi anni, con l'avvento di sensori e attuatori autonomi, di velivoli senza pilota e di missili ipersonici, sta cambiando il modo di fare la guerra. Come in fabbrica, gli uomini sono divenuti appendici delle macchine.

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    Come abbiamo scritto in "Capitale e teoria dello sciupìo", lo sciupìo più grande è quello che non si vede, quello del lavoro non pagato:

    "Lo sciupìo nascosto sta proprio lì: se siamo arrivati a un così alto rapporto fra lavoro e pluslavoro significa che la dissipazione di energia umana nel solo ciclo produttivo è pari almeno a quel rapporto."