Su temi vari

Note nell'originale Innovazione e dissoluzione Il marxismo, per sua natura, non è mai stato cosa per intellettuali, i quali, però, si sono da sempre avventati su di esso al fine di proporne improbabili innovazioni e completamenti. Quest’ultima stagione di "crisi del marxismo" forse segna, a differenza delle precedenti, il definitivo distacco dei ceti intellettuali "progressisti" dal campo teorico proletario. Non c’è da augurarsi che così sia: liberandosi dalla zavorra, il marxismo ha tutto da guadagnare. A noi qui preme sottolineare il legame necessario stabilitosi fra le pretese innovazioni teoriche e la progressiva dissoluzione della identità teorica del marxismo.
Definire che cosa vuol dire fare propaganda è un compito quanto mai utile. Inevitabilmente, i compagni che si avvicinano, pongono questa questione, i cui confini ondeggiano tra l'attivismo, sia pure travestito, e la concezione che ne vede la sostanziale inutilità di fronte a compiti teorici ben più importanti. Quasi inutile dire che entrambi i modi di affrontare il problema sono profondamente sbagliati e sottintendono una cattiva comprensione del rapporto tra la teoria e la prassi della scienza marxista. Le Tesi della frazione astensionista del PSI - maggio 1920, III sezione, punto 3 sostengono: "Attività fondamentali del partito sono la propaganda…
Parte prima Appunti per venerdì 16 luglio 1999 1. I difensori del Santo Sepolcro Nove gentiluomini, tra cui Goffredo di San Onier ed Ugo dei Pagani, nell’anno 1118 d.C. fondarono un ordine religioso militare, l’Ordine dei Templari, allo scopo di soccorrere i pellegrini ed i mercanti in visita nella Terra Santa. Circa duecento anni più tardi, nel 1312, il papa Clemente V soppresse questo ordine, o per meglio dire, fece passare a miglior vita i custodi del S. Sepolcro, aiutandoli ad abbracciare anzi tempo la divina Trinità con tutti i suoi angioletti.
I compagni tengano presente che sono delle note scritte in margine a una riunione e che quindi non hanno pretese di essere un lavoro finito. [Il testo è stato parzialmente ripreso a Venezia nel 2006] Come la ricchezza della società capitalistica assume la forma di un’immane raccolta di merci, così la società stessa costituisce una catena infinita di rapporti giuridici. Questo rapporto giuridico, la cui forma è il contratto, rispecchia il rapporto economico. Si pone di conseguenza la necessità non soltanto di analizzare il contenuto materiale della regolamentazione giuridica, ma dare altresì una spiegazione materialistica alla stessa come forma storicamente…
Roma per un eventuale opuscolo (aprile 1997) La Sinistra ha affrontato tutta una serie di questioni (il Partito, la tattica, rapporto partito/classe) tre volte. La prima: all'interno del PSI senza un apparato dimostrativo ma come espressione di una serie di spinte rivolte a superare l'esistente che si veniva affermando; la seconda: nella battaglia che la Sinistra conduce in seno all'Internazionale negli anni '20 e che ha il significato di una battaglia politica, critica militante che si forma e si sostiene nello scontro materiale e nella tattica conseguente che si deve esprimere; la terza: nel secondo dopoguerra, dove si tratta di…
Citando la lettera 30 si parla di "tendenze". No, non sono solo "tendenze". Qualsiasi donna tende (ha la possibilità) ad essere madre: ciò non significa che sia già madre o che sia incinta. Una donna incinta non tende ... E' madre incinta. L'essere incinta non significa tanto - o non solo - che tende ad avere un bambino. Significa soprattutto che porta (non tende) in sé un bambino ... Da questo deriva che il proletariato associato non tanto asseconderà "tendenze" già presenti oggi, ma che libererà se stesso in quanto lavoro associato, il quale non è una tendenza ma una…

Rivista n°51, giugno 2022

copertina n°51

Editoriale: La guerra che viene

Articoli: Guerra in Europa
Appendice 1. La Quarta Guerra Mondiale
Appendice 2. La sindrome di Yamamoto
Guerra di macchine
Wargame - parte seconda

Doppia direzione: Considerazioni sulla pandemia

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 245, 19 gennaio 2022

f6Libertà

Viviamo in una società che scoppia. I suoi membri, divisi o raggruppati secondo criteri il più delle volte arbitrari e casuali, non riescono più a darsi un'identità plausibile. La pandemia, invece di compattare gli individui intorno a provvedimenti utili alla salvaguardia della specie, ha aggravato la situazione facendo emergere ataviche tendenze all'irrazionale.

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