81° incontro redazionale, 13-14 marzo 2021

L'incontro si terrà in teleconferenza con il seguente programma (la sequenza delle relazioni potrà variare):

- A un anno dall'inizio pandemia

Con 116.175.477 contagi e 2.582.160 morti, siamo ancora alle prese con titubanze, falsificazioni, inefficienze, complottismi, che tengono aperta la strada al virus. Il quale, per sua natura, si adatta darwinianamente al contesto in cui si sviluppa, muta e si sposta utilizzando i mezzi che l'uomo gli mette a disposizione. L'ideologia della classe dominante è responsabile dell'accettazione acritica di quello che viene fatto passare per un dato di fatto, come se fosse normale che un'influenza contagi e uccida a tali livelli. In realtà si sapeva in via teorica, e lo si era sperimentato sul campo, che misure drastiche avrebbero portato risultati eclatanti, diminuendo i pericoli immediati e prevenendo i futuri, specialmente quelli legati alle possibili mutazioni. Proprio un anno fa, di fronte al fulmineo diffondersi dei focolai nell'Italia del Nord rappresentanti degli industriali lombardi fecero pressioni affinché non si prendessero provvedimenti rigorosi con il risultato di lasciare esplodere i micidiali cluster di contagio. Pochi giorni dopo il governo rispondeva generalizzando a tutto il territorio:

"Secondo le prime indicazioni che Confindustria ha ricevuto dal Governo, il DPCM non determinerà il blocco delle attività produttive, delle attività lavorative, né tantomento il blocco dei trasporti e della circolazione delle merci da e per le zone rosse (Il Cittadino, giornale di Monza, 8 marzo 2020 )".

Da allora non è mutato il comportamento della borghesia che ha, per mezzo del suo governo, iniziato il ridicolo quanto tragico balletto delle zone più o meno colorate per tenere aperte le "attività produttive". Atteggiamenti al limite della stessa legalità borghese, della quale non c'importa niente, se non fosse che per tenere aperte le attività produttive la borghesia è pronta a uccidere.

- Il rapporto Cina-Stati Uniti nel corso della cosiddetta crisi sistemica

Dopo la crisi del 2008 due definizioni sono risultate "memetiche" rispetto all'ambiente in cui la crisi stessa si era sviluppata e rispetto ai meccanismi che si erano messi in moto: Tempesta perfetta e Crisi sistemica. La prima definizione era presa a prestito dall'ambiente della meteorologia e stava ad indicare le condizioni meteo parziali che si sommano fino a scatenare una forza complessiva che risulta più devastante di quanto facessero sospettare le condizioni iniziali; la seconda definizione, più tecnica, riguardava la condizione generale del capitalismo come sistema secondo la definizione che Ludwig von Bertalanffy dà nella sua Teoria generale dei sistemi. Anche in questo caso, nonostante le differenze, siamo di fronte a eventi o fenomeni parziali analizzati non uno per uno ma nella loro interazione complessiva, specie quando si è in presenza di una dinamica evolutiva complessa.

- Controrivoluzione in Germania

Diversamente da quanto generalmente si crede, nel Primo Dopoguerra lo Stato tedesco non crollò, quella che cedette fu la struttura politica imperiale. Crollarono i partiti politici, che d’altronde contavano poco, e il parlamento tedesco (Reichstag) che non aveva potere esecutivo. Il partito che si fece carico della tenuta dello stato (perché di fatto era uno stato nello Stato) fu la socialdemocrazia, che andò subito in soccorso della struttura monarchico-imperiale. Ressero le forze armate, che pur essendo state sconfitte sul campo di battaglia, mantennero buona parte della loro influenza, così come nel caso dell’apparato giuridico e diplomatico. Ressero infine e soprattutto la struttura economica, industriale e bancaria con gli accordi e i commerci internazionali siglati da trust e cartelli, che cooptarono i sindacati per governare e controllare il proletariato. L'assenza di un partito centralizzato e di un programma comunista completarono un disastro che sfiorò la rivoluzione ma non fu rivoluzionario.

- Prospettiva di lavoro

L'intera mattinata di domenica sarà dedicata alle domande e risposte eventualmente maturate in margine alla riunione.

 

L'incontro redazionale potrà essere seguito attraverso Skype. Per collegarsi inviare una mail all'indirizzo mail3a. L'inizio delle relazioni è previsto per le ore 9.00 di sabato 13 marzo.

Rivista n°48, dicembre 2020

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