La teleriunione di martedì è iniziata riprendendo i contenuti di alcuni articoli della rivista sull'impossibilità di un'effettiva unità politica dell'Europa.
Lo conferma il comportamento disunito di fronte alla guerra in Ucraina, ai confini orientali, e al conflitto in Medioriente, con Israele affacciato sul Mediterraneo: l'Europa non solo non ha voce in capitolo in questa situazione caotica, ma non riesce nemmeno ad esprimere una posizione chiara.
Le borghesie nazionali europee, divise da interessi nazionali ed in concorrenza tra loro, non possono annullare questa spinta materiale. In passato, prima Napoleone e poi Hitler hanno tentato una strada del genere, entrambi fallendo. Sullo scacchiere internazionale, dominato da giganti come USA e Cina, e secondariamente India e Russia, i paesi europei procedono in ordine sparso. Tale atteggiamento fa il gioco degli USA, che da sempre ostacolano qualsiasi tentativo di unità politica del Vecchio Continente.
L'incontro tenuto a Tianjin, in Cina, per il venticinquesimo vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), ha visto la partecipazione del presidente cinese Xi Jinping, del presidente russo Vladimir Putin come ospite d'onore e del primo ministro indiano Narendra Modi. La SCO riunisce 10 Paesi membri (Cina, Russia, India, Pakistan, Iran, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan) e rappresenta circa il 40% della popolazione mondiale. Quella che potrebbe apparire come una nuova "alleanza multipolare" è la manifestazione di mutati equilibri mondiali: in seguito alla questione dei dazi al 50% all'India, Nuova Delhi si è riavvicinata a Pechino e, proprio durante l'incontro di Tianjin, Xi Jinping ha dichiarato di voler promuovere un nuovo ordine globale. In realtà, il capitalismo sta producendo un caos geopolitico.