Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  8 dicembre 2020

False sicurezze

La teleconferenza di martedì sera, a cui si sono collegati 21 compagni, è iniziata commentando l'articolo "L'epidemia delle mezze verità: 4 obiettivi chiari meglio dei parametri", che è stato pubblicato sul Sole 24 Ore il 18 novembre scorso e che si conclude così:

"A farci perdere la bussola sono stati un'estate vissuta al grido di 'è tutto finito', e un periodo di ripresa tra settembre e ottobre condotto con ulteriori allentamenti invece che usando le giuste cautele per limitare l'impatto di una maggiore frequentazione delle persone."

Insomma, secondo il giornale di Confindustria c'è ben poco da stare tranquilli: l'epidemia non è uno scherzo ed è molto difficile da tenere sotto controllo. Inoltre, le interpretazioni semplicistiche e fuorvianti sull'evoluzione del contagio inducono nel grande pubblico un falso senso di distensione e sicurezza. I rappresentanti più lucidi della borghesia si rendono conto che andando avanti con questa (non) gestione del virus si rischia grosso. L'allentamento delle misure di lockdown previsto per i prossimi giorni e motivato dalla diminuzione del numero dei casi causerà sicuramente un nuovo aumento dei soggetti positivi. Una terza ondata, data per certa da Andrea Crisanti e da altri virologi, andrà così a colpire un'economia già in panne: secondo alcune previsioni riportate da Repubblica, a marzo dell'anno prossimo, con lo sblocco dei licenziamenti, in Italia ci saranno un milione di disoccupati in più. Per far fronte a questo tsunami sarebbe necessaria al sistema-paese una riforma complessiva del Welfare per semplificare e accorpare le varie forme di sostegno per chi è senza lavoro, ma al momento non c'è nessun programma all'orizzonte.

In un articolo pubblicato da Le Monde (8.12.20) vengono descritti i metodi utilizzati dalla Corea del Sud per contenere la diffusione del virus, dal controllo sugli spostamenti alla geolocalizzazione dei cittadini, fino all'uso delle videocamere per la sorveglianza. Nell'articolo "Prove di estinzione" abbiamo visto che la Cina è riuscita a contenere l'epidemia perché: 1) avendo già avuto problemi con i virus in passato, il governo e la popolazione hanno maturato una certa consapevolezza; 2) la centralizzazione delle decisioni e un esecutivo forte sono stati fondamentali per intervenire con rapidità e decisione. In Occidente, i governi hanno sottovalutato il problema e, di riflesso, non hanno informato adeguatamente la popolazione. A questo si aggiunge una buona dose di inefficienza, come nel caso dell'Italia dove comuni e regioni hanno firmato ordinanze in autonomia dal governo centrale, il quale ha minacciato ritorsioni.

Oggi l'umanità avrebbe tutti i mezzi necessari per affrontare al meglio un problema come quello della pandemia, ma è divisa per nazioni, per regioni e per aziende, concorrenti e in lotta tra di loro. Il Covid-19 è una delle svariate forme attraverso cui si rende palese il fallimento dell'attuale modo di produzione; basti ricordare che un paio d'anni fa in una città come Los Angeles c'è stata un'epidemia di tifo.

La pandemia provocata da un agente patogeno storicamente conosciuto è naturale nella misura in cui non sono modificate artificialmente le sue condizioni di esistenza, il suo ambiente, le interrelazioni con altri agenti; se questo agente è però il prodotto di un ambiente artificiale dovuto a qualche causa conosciuta, se è stato studiato tramite modelli matematici e simulazioni precise, se si può contare su strutture di intervento in grado di affrontare un contagio planetario, allora è artificiale, deriva da qualche malfunzionamento del sistema. Persino papa Francesco centra il cuore del problema nella sua ultima enciclica (Fratelli tutti):

"Proprio mentre stavo scrivendo questa lettera, ha fatto irruzione in maniera inattesa la pandemia del Covid-19, che ha messo in luce le nostre false sicurezze. Al di là delle varie risposte che hanno dato i diversi Paesi, è apparsa evidente l'incapacità di agire insieme. Malgrado si sia iper-connessi, si è verificata una frammentazione che ha reso più difficile risolvere i problemi che ci toccano tutti. Se qualcuno pensa che si trattasse solo di far funzionare meglio quello che già facevamo, o che l'unico messaggio sia che dobbiamo migliorare i sistemi e le regole già esistenti, sta negando la realtà."

A detta del capo del Vaticano serve un cambio di paradigma. Ogni stato produce il suo vaccino, cercando di arrivare alla commercializzazione prima degli altri, fregandosene dei bisogni di specie. Si tratta di una contraddizione sistemica che la pandemia ha messo in luce. La Chiesa, muovendosi su un piano transnazionale, con una rete di sensori diffusi in tutto il mondo, ha una visione un po' più ampia di governi e politici. I limiti dello sviluppo erano già stati affrontati nell'enciclica Laudato si', in cui Bergoglio, riferendosi ai disastri ambientali ed ecologici, li declinava come una questione di ecologia umana: disuguaglianza e cattiva gestione della cosa pubblica minacciano tutti.

La pandemia è il prodotto di tutta una serie di relazioni tra la nostra specie e l'ambiente e non si può pensare di risolvere il problema lavorando semplicemente sui vaccini: bisogna indagare sulle cause scatenanti del fenomeno e affrontarle alla radice per evitare altre catastrofi. E comunque, anche nel caso in cui si trovasse a breve un vaccino funzionante, per somministrarlo a decine di milioni di persone servirebbero mesi. Basti vedere come è stata gestita la distribuzione di quelli antinfluenzali in Italia: un fallimento totale.

Il Covid-19 è un campanello d'allarme: se si procede in questa direzione la nostra specie è a rischio di estinzione.

Detto questo, più che limitarsi alla constatazione che il sistema fa acqua da tutte le parti, cosa che fa anche la Chiesa, è di vitale importanza rivolgere lo sguardo al futuro, delineare i caratteri della società futura e indicare il mezzo adatto per arrivarci: il partito-gemeinwesen.

A gennaio del 2021 ricorre il centenario della fondazione del Partito Comunista d'Italia che, nelle sue Tesi sulla tattica (Roma, 1922) ha trattato la natura organica e lo sviluppo del partito comunista in termini che possiamo definire cibernetici. Nella prossima riunione redazionale vedremo che gli avversari politici, annidati anche all'interno del PCd'I, non erano critici sulla teoria o la tattica proposte dalla Sinistra, ma, semplicemente, non capivano il programma alla base di queste. Tra gli avversari, solo Antonio Gramsci, tardivamente (a Lione nel 1926, durante il III Congresso del PCd'I), intuì qualcosa:

"A conclusione di questo scambio di programmi io dichiarai, rivolto ad Antonio, che non si è in diritto di dichiararsi marxisti, e nemmeno materialisti storici, solo perché si accettano come bagaglio di partito certe tesi di dettaglio, che possono riferirsi vuoi all'azione sindacale, economica, vuoi alla tattica parlamentare, vuoi a questioni di razza, di religione, di cultura; ma si è giustamente sotto la stessa bandiera politica solo quando si crede in una stessa concezione dell'universo, della storia e del compito dell'Uomo in essa. Sono passati molti anni, ma sono certo di ben ricordare che Antonio mi rispose dandomi ragione sulla fondamentale conclusione da me così enunciata, ed ammise anzi che aveva allora scorto per la prima volta quella importante verità." ("Una intervista ad Amadeo Bordiga", da Storia contemporanea n. 3 del settembre 1973)

Nell'articolo della rivista "Fare, dire, pensare, sapere" (n. 38), riprendendo degli abbozzi sulla teoria rivoluzionaria della conoscenza, abbiamo sviluppato quella che è la concezione cibernetica/organica del partito propria della Sinistra, dimostrando che si tratta di una chiave conoscitiva universale:

"Attraverso l'uomo la natura conosce sé stessa, e da questo punto di vista è ancora riduttivo immaginare che si possa superare il dualismo affermando semplicemente che uomo e natura interagiscono. Il tenere separati i due termini dell'interazione non pone in rilievo l'operare sincronizzato del cervello come motore d'azione e motore di comprensione. La natura non è semplicemente uno stato cibernetico in cui cose separate interagiscono scambiandosi adeguati feedback; la natura è lo stato cibernetico per eccellenza, è tutte le cose insieme, non ha avuto bisogno di un principio ordinatore cosciente per evolvere fino all'intelligenza biologica, ha in sé proprietà di auto-organizzazione."

Abbiamo concluso la teleconferenza parlando delle lotte e degli scioperi in India (tuttora in corso), che hanno coinvolto centinaia di milioni di contadini, i quali hanno cinto d'assedio Nuova Delhi.

Articoli correlati (da tag)

  • "Il pianeta si trova in acque inesplorate"

    Durante la teleriunione di martedì sera abbiamo ripreso alcuni testi significativi prodotti dal mondo accademico, che rappresentano capitolazioni ideologiche della borghesia di fronte al marxismo.

    Il fisico e premio Nobel Giorgio Parisi, nel saggio In un volo di storni. Le meraviglie dei sistemi complessi, introduce il lettore al vasto tema della complessità; nel successivo Le simmetrie nascoste. Perché la fisica è alle radici dell'intelligenza artificiale di oggi e di domani, racconta il percorso che dalla fisica statistica ottocentesca porta alla teoria dei sistemi complessi e da lì all'intelligenza artificiale. Il filo conduttore è la possibilità di descrivere i fenomeni collettivi emergenti — proprietà che compaiono solo quando un numero enorme di agenti interagisce — con gli stessi strumenti matematici, sia che gli "agenti" siano molecole, spin magnetici o neuroni.

    Alcuni aspetti affrontati da Parisi sono già stati trattati dalla "nostra" corrente, la quale, ben prima dello sviluppo dei sistemi di Intelligenza Artificiale, sosteneva la necessità di una scienza unificata, di una teoria unitaria della conoscenza. Negli ultimi anni ci sono state migliaia di pubblicazioni sul tema e tra gli autori che abbiamo preso in considerazione ci sono Nello Cristianini (tetralogia dedicata all'intelligenza artificiale), Raymond Kurzweil (La singolarità è vicina), Marvin Minsky (La società della mente), Alan Turing (Macchine calcolatrici e intelligenza).

  • Sviluppo dell'uomo-industria

    La teleriunione di martedì sera è iniziata commentando alcuni passaggi tratti dall'enciclica di papa Leone XIV, Magnifica Humanitas.

    Se al tempo della Rerum Novarum (1891) la Chiesa prendeva atto dell'emergere del proletariato, una nuova classe portatrice di rivendicazioni proprie, e della diffusione nella società delle idee del comunismo proponendosi come alternativa ad esse, oggi lancia l'allarme di fronte a un'altra grande minaccia che potrebbe scuoterla alle fondamenta: l'Intelligenza Artificiale (IA). Secondo il Papa, essa va disarmata, poichè esiste il pericolo che sfugga al controllo degli uomini e produca conseguenze catastrofiche. Alcuni passaggi dell'enciclica dedicati al binomio guerra e IA hanno attirato la nostra attenzione:

    "La Santa Sede ha recentemente osservato che la crescente facilità con cui sistemi d'arma ad autonomia operativa possono essere impiegati rende la guerra più 'praticabile' e meno soggetta al controllo umano, contraddicendo il principio che il ricorso alla forza armata debba avvenire come ultima risorsa in caso di legittima difesa. Per questo lo sviluppo e l'uso dell'IA in campo bellico devono essere sottoposti ai più rigorosi vincoli etici, nel rispetto della dignità umana e della sacralità della vita, evitando una corsa agli armamenti."

    Ed ancora:

  • Il Primo Maggio e la variabile ucronica

    La teleriunione di martedì sera è iniziata dalla segnalazione, da parte di alcuni corrispondenti, della presenza su Discord di un server in cui si discute della Sinistra Comunista "italiana".

    Discord è un social network con oltre 150 milioni di utenti, che consente la comunicazione istantanea tramite chat vocali, testuali e video. Nato per facilitare la comunicazione dei gamers durante le sessioni di gioco online, negli ultimi anni si è trasformato in uno spazio digitale che raccoglie diverse comunità. E' stato utilizzato dai giovani per comunicare e coordinarsi durante le recenti rivolte etichettate dai media come "Gen Z protests".

    Abbiamo sempre sostenuto l'importanza dei social e, infatti, siamo presenti su Facebook, X, Instagram. Nella Rete inseriamo il nostro detector per captare eventuali segnali antiforma. Il mutare delle epoche storiche produce anche il cambiamento degli approcci, dei mezzi e dei linguaggi legati al tema della rivoluzione. In una "doppia direzione" pubblicata sulla rivista n. 13, parlavamo del partito storico che si forma tutto intorno a noi. Al tempo dei motori di ricerca e degli assistenti digitali è facile trovare quello che si cerca; quando l'ambiente si polarizza, l'attenzione si indirizza verso determinati contenuti.

Rivista n. 58, dicembre 2025

copertina n° 57

Avvertenza al lettore / Editoriale: Terra incognita / Articoli: Le determinazioni materiali e l'ambiente - Il retroterra storico di n+1 / Recensione: Non lanciate quel missile / Doppia direzione: Sulla successione dei modi di produzione

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 245, 19 gennaio 2022

f6Libertà

Viviamo in una società che scoppia. I suoi membri, divisi o raggruppati secondo criteri il più delle volte arbitrari e casuali, non riescono più a darsi un'identità plausibile. La pandemia, invece di compattare gli individui intorno a provvedimenti utili alla salvaguardia della specie, ha aggravato la situazione facendo emergere ataviche tendenze all'irrazionale.

Continua a leggere la newsletter 245
Leggi le altre newsletter