Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  9 aprile 2024

Guerra "intelligente" e rovesciamento della prassi

La teleriunione di martedì sera è iniziata con alcune considerazioni riguardo i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati da Israele nella Striscia di Gaza. L'argomento si inserisce nel nostro lavoro in corso sulla guerra e sulle nuove armi in via di sperimentazione in Medioriente e Ucraina.

Prendendo spunto da fonti israeliane (i due siti di informazione +972 e Local Call), il manifesto ha pubblicato un lungo articolo ("20 secondi per uccidere: lo decide la macchina") in cui sono riportate le interviste ad ufficiali dell'intelligence israeliana che spiegano il funzionamento del sistema IA Lavender e il ruolo che esso ha giocato nei bombardamenti sulla Striscia. Lavender opera in sinergia con il sistema Gospel, che si occupa nello specifico di contrassegnare gli edifici e le strutture da cui Hamas lancia i razzi; e ha il compito di individuare i nemici assegnando un punteggio da 1 a 100 ad ogni individuo: per un alto responsabile di Hamas, se identificato in una palazzina molto abitata, è possibile accettare una certa quantità di "danni collaterali", per un militante minore se ne accetta una inferiore. Il sistema di intelligenza artificiale riesce a costruire dei profili e a definire una "kill list" secondo un processo statistico che ha perciò un margine di errore (intorno al 10%); i tempi impiegati dalla macchina per individuare e colpire un obiettivo sono di circa 20 secondi, l'operatore umano non può quindi tenerne il passo e tantomeno eseguire un'analisi approfondita della lista dei bersagli.

Non si tratta di indignarsi perché l'IA uccide gli uomini, anche i cannoni e le mitragliatrici lo fanno; si tratta invece di comprendere le novità che emergono dall'utilizzo di questa tecnologia. Siamo nel bel mezzo di una transizione di fase, tra un vecchio tipo di conflitto ed uno nascente: la guerra inizia sempre con gli armamenti, le dottrine, le tecniche del passato, ma in corso d'opera evolve diventando altra cosa. Oggigiorno si combatte ancora nelle trincee, come in Ucraina dove però allo stesso tempo si utilizzano i robot; si adoperano i fucili e le granate, ma anche i missili ipersonici. Nell'articolo dell'Economist "How Ukraine is using AI to fight Russia" si informa il lettore che sin dall'estate del 2022 sono stati utilizzati software per ridurre gli attacchi-disturbo dei Russi. Tante start-up ucraine operanti nel settore hi-tech hanno virato verso le necessità belliche, e sono state utilizzate tecniche di profilazione e monitoraggio, consulenze e indagini statistiche per raccogliere dati e scovare la posizione delle truppe e dei sistemi d'arma nemici. Semantic force è una start-up che si è specializzata nel trattamento dei dati riguardanti il morale della popolazione: ora il suo scopo è comprendere lo stato d'animo dei soldati russi (attraverso i social network e non solo).

Con l'avvento dell'Internet delle cose (IoT), qualsiasi oggetto può diventare intelligente e generare dati, e lo fanno pure gli esseri umani che maneggiano aggeggi elettronici. Attualmente esistono sistemi che riescono a decifrare ed individuare le informazioni fasulle diramate dagli eserciti per ingannare il nemico, e ci sono software in grado di utilizzare la voce o l'immagine di una persona per fargli dire o fare ciò che si vuole. L'intelligence russa sta contattando telefonicamente i civili ucraini, offrendo loro denaro in cambio di informazioni e foto sulle infrastrutture del paese. Palantir è un'azienda americana che fornisce al controspionaggio ucraino un sistema per contrastare questi tentativi, profilando i soggetti ritenuti più inclini a "tradire" il proprio paese. Esistono inoltre piattaforme che integrano i vari sistemi di IA con lo scopo di fornire all'esercito suggerimenti sulle operazioni di attacco, ritirata, e sul dislocamento delle truppe nemiche.

Marcello Spagnulo, ingegnere aeronautico e collaboratore di Limes, ha scritto il saggio Capitalismo stellare. Come la nuova corsa allo spazio cambia la Terra, in cui analizza un altro ambito della guerra in divenire, ovvero quella che si combatte nello spazio. I satelliti sono armi e sono utilizzati sia dagli Stati che da privati (vedi Elon Musk e la sua Space X). La nuova sfida è quella del dominio dello spazio. Dato che i satelliti sono fondamentali per monitorare i movimenti del nemico, si stanno sviluppando armi antisatelliti, che vanno dai laser (abbaglianti e accecanti) ai segnali di disturbo di varia natura, fino a dispositivi orbitanti in grado di attaccare o disabilitare altri satelliti, o sistemi di segnali che possono manipolare i satelliti avversari per servire i propri scopi.

Lo sviluppo delle forze produttive produce contraddizioni esplosive. TikTok è un social network molto utilizzato dagli americani (170 milioni di account) e oggigiorno rappresenta un problema per gli apparati di intelligence USA, poichè rastrella dati utili ai fini dello spionaggio civile e militare da parte dei Cinesi. Il problema della raccolta dei dati riguarda anche la stessa Cina, che se la prende con l'America per le automobili elettriche Tesla (a Shanghai c'è una Gigafactory): collegate ai satelliti Starlink, inviano informazioni negli USA. Pechino ha convocato un comitato ministeriale di cui fanno parte, tra gli altri, anche funzionari dell'ufficio che si occupa di sicurezza cibernetica; in seguito a ciò, Tesla è stata obbligata a richiamare dal mercato cinese 36.000 vetture con la motivazione ufficiale che era necessario sostituire il touchscreen.

Effettivamente, i dati sugli spostamenti, sulle ricerche effettuate e i percorsi scelti, e quelli derivanti dalle telecamere installate sulle vetture, sono utilizzati dal sistema di Elon Musk, e forse anche dal Pentagono. Per Pechino le Tesla sono un "ecosistema di veicoli connessi ed intelligenti" che rappresenta una centrale di sorveglianza mobile.

Da segnalare, a proposito di sviluppo tecnologico, la notizia che CATL, produttore cinese di batterie, ha lanciato una nuova batteria a lunga durata, che garantisce 15 anni di funzionamento e una percorrenza di 1,5 milioni di km, senza mostrare segni di degrado nei primi 1.000 cicli di ricarica.

Siamo poi passati a parlare di contatti con quello che per semplicità possiamo definire "l'esterno". Negli ultimi mesi le corrispondenze con i lettori (doppia direzione) sono aumentate spaziando su vari temi, tra cui la guerra, l'opportunismo e le anticipazioni di società futura. Negli ultimi anni, abbiamo pubblicato diversi articoli sulla crisi strutturale del capitalismo ("Non è una crisi congiunturale", "Capitalismo che nega sé stesso", "Un modello dinamico di crisi"). La crisi si è dimostrata essere non congiunturale e ha dato luogo a potenti accelerazioni storiche, come le Primavere Arabe e Occupy Wall Street. Le polarizzazioni economiche fanno acuire le polarizzazioni sociali. La struttura spinge, la sovrastruttura frena. Nelle aree di maggiore frizione geostorica scoppiano le guerre.

Occupy Wall Street diceva di essere una voce aliena che dal futuro chiama a raccolta contro il capitalismo ricordando, per certi versi, quanto diceva la Sinistra nell'articolo "Esploratori nel domani" (1952). I comunisti sono l'avanguardia del "movimento reale", si pongono in n+1, nel futuro, per capire cosa sta succedendo nel presente, nella forma n. Nelle lettere che riceviamo spesso ci vengono chiesti consigli "tattici", indicazioni su cosa dovrebbero "fare" i comunisti oggi. Rispondiamo che il punto non è dire all'individuo o al gruppo le azioni da intraprendere, ma di mostrare ciò che la classe dei senza-riserve sarà costretta a fare sotto la spinta di forze materiali immense. Come scritto nel nostro Codice redazionale, non siamo un gruppo, siamo un lavoro. Al primo posto mettiamo la difesa del programma, della sua continuità nel tempo. Al contrario della logica gruppettara, in cui prevale l'attività finalizzata all'allargamento del gruppo, costi quel che costi. Nell'accezione marxista il partito è una dinamica storica, può essere ristretto in certi frangenti e coinvolgere milioni di uomini in altri.

La Sinistra nel 1951 ha prodotto uno schema di rovesciamento della prassi ("Teoria e azione nella dottrina marxista"), mostrando la dinamica complessa che intercorre tra partito e classe. La teoria rivoluzionaria, il programma, il partito storico si impongono nella società quando le spinte dal basso convergono verso di esso facendolo diventare una forza di massa. Come abbiamo visto nell'articolo "Rivoluzione anti-entropica", vi sono correnti scientifiche che capitolano ideologicamente di fronte alla teoria rivoluzionaria, arrivando ad affermare che bisogna superare l'interdisciplinarietà a favore di un'unica scienza. Programma che era stato tracciato da Marx nei Manoscritti del 1844.

Articoli correlati (da tag)

  • Il problema del controllo

    La teleriunione di martedì sera è iniziata dalla segnalazione di alcune notizie riguardanti le tecnologie impiegate nelle guerre moderne.

    Secondo le stime più recenti, l'Ucraina produce circa quattro milioni di droni l'anno, ma nel 2026 punta quasi a raddoppiarne la produzione; la Russia procede in modo simmetrico, aumentando a sua volta i propri ritmi produttivi. Se Kiev mantiene un vantaggio negli attacchi con droni a lungo raggio, sta però esaurendo i missili intercettori, e in alcuni casi il tasso di intercettazione dei missili balistici russi è sceso fino quasi allo zero.

    Da anni producono droni a scala industriale anche l'Iran e la Turchia, che si sono candidati a offrirli sul mercato: si tratta di vettori di vario tipo e natura, sempre più difficili da intercettare. Negli ultimi anni, con l'avvento di sensori e attuatori autonomi, di velivoli senza pilota e di missili ipersonici, sta cambiando il modo di fare la guerra. Come in fabbrica, gli uomini sono divenuti appendici delle macchine.

  • Il riarmo tedesco

    La teleriunione di martedì sera è iniziata prendendo spunto dalle ultime notizie riguardanti la Germania.

    Due i testi che abbiamo preso in considerazione: il numero di luglio di Limes ("Vogliamo la guerra totale?"), quasi interamente dedicato alla questione tedesca, e la prefazione del 1999 del nostro Quaderno "Vae victis Germania!".

    L'editoriale di Limes, "Professione: tedesco", sottrae la logica del riarmo tedesco alle sue cause materiali, economiche e sociali, per ricondurla allo spirito di un popolo in crisi d'identità. Al contrario, il nostro punto di riferimento non sono le idee, ma i dati, ad esempio quelli relativi alla produzione di acciaio. Nel filo del tempo "Sua maestà l'acciaio" (1950), leggiamo:

    "La guerra in epoca capitalistica, ossia il più feroce tipo di guerra, è la crisi prodotta inevitabilmente dalla necessità di consumare l'acciaio prodotto, e dalla necessità di lottare per il diritto di monopolio a produrre altro acciaio."

    Anche se non è detto che sia "ancora l'acciaio l'indice espressivo del modo di produzione capitalistico, utile al confronto dello sviluppo industriale tra i vari paesi", esso resta comunque un indicatore significativo.

  • Lo spreco più grande è quello che non si vede

    La teleriunione di martedì sera è iniziata con alcune considerazioni tratte dalla lettura dell'articolo "Capitale e teoria dello sciupìo" (n+1, n. 41).

    La borghesia lancia periodicamente campagne moralistiche contro lo spreco delle risorse - si scandalizza, per esempio, per il miliardo di tonnellate di cibo gettate ogni anno nel mondo - ma si guarda bene dall'andare alla radice del problema. Lo spreco, difatti, non nasce da una negligenza individuale o collettiva, ma dal modo stesso in cui funziona il modo di produzione capitalista.

    Come abbiamo scritto in "Capitale e teoria dello sciupìo", lo sciupìo più grande è quello che non si vede, quello del lavoro non pagato:

    "Lo sciupìo nascosto sta proprio lì: se siamo arrivati a un così alto rapporto fra lavoro e pluslavoro significa che la dissipazione di energia umana nel solo ciclo produttivo è pari almeno a quel rapporto."

Rivista n. 58, dicembre 2025

copertina n° 57

Avvertenza al lettore / Editoriale: Terra incognita / Articoli: Le determinazioni materiali e l'ambiente - Il retroterra storico di n+1 / Recensione: Non lanciate quel missile / Doppia direzione: Sulla successione dei modi di produzione

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 245, 19 gennaio 2022

f6Libertà

Viviamo in una società che scoppia. I suoi membri, divisi o raggruppati secondo criteri il più delle volte arbitrari e casuali, non riescono più a darsi un'identità plausibile. La pandemia, invece di compattare gli individui intorno a provvedimenti utili alla salvaguardia della specie, ha aggravato la situazione facendo emergere ataviche tendenze all'irrazionale.

Continua a leggere la newsletter 245
Leggi le altre newsletter