La teleriunione di martedì sera si è aperta con il commento all'intervista che Elon Musk ha rilasciato lo scorso 23 luglio a Zanny Minton Beddoes, direttore di The Economist - la prima uscita pubblica estesa dopo la quotazione in borsa di SpaceX (12 giugno), che ne ha fatto il primo trilionario della storia.
Musk torna a parlare di Intelligenza Artificiale (IA), sostenendo che entro i prossimi dieci anni robot e sistemi di IA sostituiranno gran parte del lavoro umano. Si aprirebbe così un'epoca di "abbondanza" in cui il lavoro diventerà opzionale, mentre il denaro, legato per sua natura alla scarsità delle risorse, perderà di senso.
Si tratta di posizioni già affrontate nell'articolo "Ideologie di un capitalismo che nega sé stesso" (n+1, n. 57), nel quale avevamo passato in rassegna le diverse correnti - accelerazionista, lungotermista, transumanista, ecc. - per lo più legate, se non geograficamente almeno culturalmente, all'ambiente della Silicon Valley. Nell'intervista Musk fa esplicito riferimento al Ciclo della Cultura, una serie di romanzi fantascientifici di Iain Banks, che immagina una società spaziale post-scarsità in cui uomini e robot convivono senza lavoro né denaro. Non è un riferimento casuale: è lo stesso percorso culturale ricostruito da Fabio Chiusi nel saggio L'uomo che vuole risolvere il futuro. Critica ideologica di Elon Musk (2023), legata all'eredità del nonno materno, membro negli anni Trenta della sezione canadese del Technocracy Incorporated - il movimento che voleva sostituire la politica democratica con un governo di ingegneri, unici capaci di amministrare "scientificamente" produzione e distribuzione dei beni. Altri individuano in alcune dichiarazioni di Musk dei riferimenti al cosmismo russo di fine Ottocento, corrente mistico-scientifica che vedeva nella conquista dello Spazio e nel superamento della morte il compimento dell'evoluzione umana, e da cui discende per altre vie il transumanesimo oggi diffuso nella Silicon Valley, e non solo. Di qui il "soluzionismo tecnologico" di Musk, l'idea cioè che problemi storici e sociali - il lavoro, la scarsità, la morte stessa - siano problemi tecnici, risolvibili con l'ingegneria aggirando la politica come mediazione tra interessi contrapposti. Coerentemente con questa impostazione, Musk ha proposto un istituto che chiama "universal high income", una sorta di reddito universale destinato a distribuire la ricchezza.