Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  4 agosto 2015

Realtà e percezione

Alla teleconferenza di martedì sera hanno partecipato cinque compagni. Attualmente la nostra rete di lavoro è alle prese con la progettazione della nuova sede di n+1 che comprenderà anche la strutturazione di un archivio cartaceo e digitale. Si è pertanto discusso delle possibili modalità di organizzazione dell'archivio a partire dalle tecniche finora messe a disposizione dalla biblioteconomia.

Si è proceduto con il discutere dell'inesorabile legge della caduta tendenziale del saggio di profitto direttamente collegata alla sovrapproduzione di merci. Proprio a causa della sovrapproduzione, infatti, il valore delle singole merci tende a diminuire. Ad oggi il mercato si trova dinanzi ad una scelta obbligata: puntare alla formazione di una massa crescente di profitto nelle mani di pochi centri di accumulazione per poter contrastare la tendenza al ribasso del saggio di profitto. Ma questa "scelta" conduce all'inevitabile chiusura e al fallimento di molte piccole e medie aziende e al relativo impoverimento della popolazione.

Un altro argomento affrontato è stato quello del diffuso marasma sociale oramai endemico. Seppure l'Europa appaia come l'ultimo avamposto del Sistema in cui sembra prevalere una sorta di pace sociale, anche qui vediamo crepe che iniziano a determinare situazioni di tensione e scenari di guerra permanente. Basti pensare a quanto sta accadendo a Calais da qualche settimana a questa parte e alle migliaia di immigrati morti nel Mediterraneo dall'inizio dell'anno.

Se poi si punta lo sguardo fuori della vecchia Europa, ci si imbatte in situazioni del tutto out of control. Al confine tra Kenya e Somalia, a Dadaab, c'è un campo profughi che ospita centinaia di migliaia di persone. Finora pochi sapevano che esistesse e questo ci fa intuire che il mondo sta andando fuori controllo ben di più di quanto i singoli individui percepiscano.

Sembrerebbe che non vi sia soluzione a tale processo di necrosi, eppure abbiamo assistito nel corso degli ultimi anni allo svilupparsi di movimenti in grado di garantire rifugio e mutuo sostegno al moderno proletariato (99%). Occupy Wall Street e le sue diverse diramazioni sono forse l'esempio più completo, per ora, di come un movimento possa diventare una micro società di distribuzione, superando il semplice fatto contingente dei bisogni. Il culmine è stato raggiunto durante gli scioperi di solidarietà nella costa occidentale: dal Canada al Messico non conosciamo il numero esatto dei partecipanti, ma di certo sappiamo che migliaia di persone sono state mobilitate in quell'occasione.

D'altro canto la borghesia continua a rivelarsi classe parassitaria e codarda. La Grecia ne è oggi l'esempio emblematico: la trattativa con la cosiddetta Troika, di cui tanto s'è detto, poteva essere rifiutata ma la borghesia locale, ben rappresentata da Tsipras, ha firmato tutto senza battere ciglio. Ciò dimostra che quando il Capitale ha bisogno di massacratori non si rivolge tanto ai fascisti (in camicia nera) bensì a questi personaggi melliflui che altro non sono se non i moderni Noske. Lo stesso discorso vale per lo spagnolo Iglesias.

A proposito di "sinistri", sostenere la creazione dello stato curdo, come fanno molti attivisti occidentali, equivale a sostenere i guerriglieri dello Stato Islamico, dato che in fondo non c'è differenza tra chi spara e chi taglia teste. Entrambi vogliono costruire il loro stato. Piuttosto che appoggiare partigianerie di diversa natura, sarebbe più interessante provare a capire, nel marasma generale, cosa sta facendo la Turchia che spara sia ai jihadisti che ai curdi. L'immagine degli schieramenti imperialisti tradizionali si sta sgretolando. Stati Uniti ed Iran, per esempio, non sono nemici, e Israele e Arabia Saudita sono uniti contro il comune nemico iraniano. Stiamo assistendo ad uno sfaldarsi della vecchia forma sociale che produce paradossi a volte non immediatamente comprensibili. Una situazione così non è si mai verificata prima d'ora.

Articoli correlati (da tag)

  • L'anarchia di una società ultra-dissipativa

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 24 compagni, è iniziata con alcuni aggiornamenti in merito allo stato della pandemia da Covid-19.

    Al netto di quanto viene veicolato dai mass media, secondo i quali la propagazione del virus sarebbe nella fase finale e tutto starebbe tornando alla normalità grazie alle campagne vaccinali, va considerato che a livello mondiale il numero dei contagi ha raggiunto un nuovo picco toccando in un giorno solo, lo scorso 22 aprile, quota 900 mila casi. Drammatica la situazione dell'India, dove in tre giorni sono stati segnalati quasi un milione di nuovi casi; hanno fatto il giro del web le immagini dei fuochi allestiti per la cremazione dei defunti, le pire sono state improvvisate anche nei parcheggi. Il paese, nonostante produca il 60% dei vaccini contro il Coronavirus a livello globale, rischia di precipitare in una situazione sanitaria e sociale catastrofica. La popolazione indiana, che conta 1,3 miliardi di persone, vive ammassata in metropoli enormi (Nuova Delhi, Calcutta, Mumbai), con periferie densamente abitate e condizioni igieniche molto precarie.

    Uno stuolo di presunti esperti afferma che non bisogna preoccuparsi per la diffusione delle varianti del virus perchè i vaccini attualmente prodotti risultano comunque efficaci. Sarà vero, però sembra che non tengano conto dell'impatto delle mutazioni, che i coronavirus, come SARS-CoV-2, sviluppano velocemente. Altri esperti, più prudenti, come il microbiologo Andrea Crisanti, l'infettivologo Massimo Galli e il matematico Giovanni Sebastiani, esprimono invece una certa apprensione per le premature riaperture. "Più di tutto - spiega Sebastiani - mi preoccupa la scuola. Si è dimostrato che, in seguito al ritorno degli studenti in presenza, l'Rt aumenta del 25% in 4 settimane, come ha ammesso anche l'Istituto Superiore di Sanità. Inoltre, a differenza di quanto avveniva l'anno scorso, oggi la trasmissione del virus coinvolge anche i bambini di età inferiore a 10 anni."

  • Un futuro anti-dissipativo

    La teleriunione di martedì sera, a cui si sono collegati 21 compagni, ha preso le mosse da una domanda emersa alla fine dell'incontro precedente riguardo la possibilità di individuare già oggi le caratteristiche della società futura.

    L'articolo "Capitale e teoria dello sciupio", pubblicato sul numero 41 della rivista, riprende i temi affrontati in una serie di testi comparsi su programma comunista tra il 1959 e il 1964 (raccolti nel nostro quaderno Scienza economica marxista come programma rivoluzionario), dedicati all'indagine intorno alla teoria "marxista" dello sciupìo. Il succedersi dei modi di produzione e quindi il passaggio ad una nuova forma sociale si realizza perché la società n, il capitalismo, per funzionare richiede una quantità di energia, sia umana che di altro tipo, maggiore rispetto a quella necessaria nella forma successiva n+1.

    In due discorsi di Engels tenuti a Elberfeld nel 1845, viene fatto un raffronto tra la società capitalistica e la futura società comunista, mettendone in evidenza le differenze e soprattutto il rendimento superiore della seconda sulla prima. E' un passaggio importante che va sottolineato, perché quello è il periodo in cui comincia ad enuclearsi il programma rivoluzionario. Engels descrive il comunismo non come un modello o un ideale di società da costruire (utopia), ma quale prodotto di un processo materiale, come conseguenza di un movimento reale (scienza).

  • Fragilità del capitalismo globalizzato

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 24 compagni, è iniziata con alcune considerazioni riguardo l'incidente avvenuto nel canale di Suez.

    L'alveo artificiale navigabile situato in Egitto venne inaugurato nel 1869 e nei decenni successivi subì diversi interventi: fu prolungato, ampliato e reso più profondo, adeguandolo alle nuove navi che lo dovevano solcare. Nel 2010 il percorso del canale viene ancora modificato, portando la sua estensione a 193,30 km di lunghezza, 24 m di profondità e ad una larghezza che varia tra 205 e 225 mt. Suez è fondamentale per il transito delle merci in arrivo dall'Asia e dirette verso l'Europa, perché evita la circumnavigazione dell'Africa nell'Oceano Atlantico.

    Nei giorni scorsi la portacontainer Ever Given, un gigante di ultima generazione pesante 200 mila tonnellate circa e lunga 400 mt, si è incagliata nel canale, a pieno carico, sembra a causa di una tempesta di sabbia che ne ha causato l'uscita fuori rotta.

Rivista n°49, aprile 2021

copertina n°49

Editoriale: Socialità e socializzazione

Articoli: La dottrina sociale della Chiesa - La grande scommessa - La pandemia e le sue cause

Terra di confine: Virtualizzazione

Recensione: Teoria particolare dei sistemi

Doppia direzione: L'ipertesto

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 243, 7 maggio 2021

f6Grazie, stato

f6Lockdown alla cinese

f6Chi troppo in alto sal…

f6Il posto più pericoloso del mondo

f6Il nato e il prodotto

Leggi la newsletter 243
Leggi le altre newsletter

Abbonati alla rivista

Per abbonarti (euro 20, minimo 4 numeri) richiedi l'ultimo numero uscito, te lo invieremo gratuitamente con allegato un bollettino di Conto Corrente Postale prestampato.
Scrivi a : mail2

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter quindicinale di n+1.

Invia una mail a indirizzo email