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  • Resoconto teleriunione  21 gennaio 2025

Capitale di capitale

La teleriunione di martedì 21 gennaio è iniziata prendendo spunto dall'articolo di Limes (12/2024) "BlackRock e Co. Motori immobili d'America", a firma Marco D'Eramo.

L'articolo presenta una serie di dati che dimostrano come i principali fondi d'investimento siano strettamente interconnessi attraverso partecipazioni reciproche, formando una rete di interessi inestricabile. Abbiamo affrontato questi temi durante il 95° incontro redazionale, nel settembre 2024, con la relazione "Chi sono i padroni del mondo?". I tre maggiori fondi d'investimento, Black Rock, Vanguard e State Street, non soltanto detengono partecipazioni incrociate tra di loro, ma controllano anche le maggiori società mondiali come Exxon, Lockheed Martin, Boeing, Coca-Cola, General Motors, Apple, Amazon, Microsoft, Nvidia, Alphabet (Google), Intel, McDonald's, Tesla. Scrive Marco D'Eramo:

"Il capitale si rapporta alla proprietà come nella Metafisica (XII, 7) il dio di Aristotele si rapporta al pensiero: dio 'pensa sé stesso e il suo pensiero è pensiero di pensiero'. Il capitale possiede sé stesso: è capitale di capitale. I singoli capitalisti, i 'padroni', passano in secondo piano rispetto alla struttura intrecciata, alle relazioni reciproche e ai nodi incrociati di partecipazioni e controlli."

Questo tipo di fenomeni era già stato individuato dalla Sinistra Comunista negli anni '40 ("Proprietà e Capitale"), e prima ancora da Marx ed Engels. Quest'ultimo notava nell'Antidühring che "anche i capitalisti sono costretti a riconoscere in parte il carattere sociale delle forze produttive. Essi si affaccendano ad impossessarsi dei grandi organismi di produzione e di scambio, dapprima per mezzo di società per azioni, indi per trusts, ed infine per il tramite indiretto dello Stato. Ma la borghesia si rivela con ciò una classe superflua, destituita di qualunque funzione utile da compiere, ed invero tutte le sue funzioni sociali sono oramai disimpegnate da impiegati mantenuti all'uopo".

I tre fondi d'investimento sopra ricordati sono passivi, ossia parametrano i propri investimenti sugli indici azionari (S&P's, Dow Jones, Nasdaq, ecc.). Tuttavia, essi investono anche in fondi speculativi e compiono operazioni di buy-back, utilizzando i profitti per ricomprare le proprie azioni. Gli addetti in carne ed ossa sono sempre meno decisivi, mentre gli algoritmi eseguono le operazioni molto più velocemente. BlackRock ha sviluppato il software Aladdin che, scrive sempre D'Eramo, è "un progenitore dell'intelligenza artificiale, visto che elabora un’enorme banca dati di andamenti del mercato e li combina secondo il metodo casuale (random Montecarlo)."

L'impossibilità di generare profitti in ambito produttivo sposta l'interesse del capitale verso la finanza: da D a D' senza passare per P, nell'illusione di bastare a sè stesso.

Nel cap. XXVII del III Libro de Il Capitale, intitolato "Il ruolo del credito nella produzione capitalistica", Marx dimostra come il processo di socializzazione del capitale fosse già chiaro a meta del 1800 e come esso sia la base per il prossimo salto rivoluzionario: "Questo risultato del massimo sviluppo della produzione capitalistica è un punto di passaggio necessario per la riconversione del capitale in proprietà dei produttori, ma non più come proprietà privata di produttori isolati, bensì come loro proprietà in quanto produttori associati, come proprietà sociale immediata."

Nell'articolo "Dimenticare Babilonia" abbiamo visto che la forma fenomenica del valore, il denaro, funziona sempre meno quale espressione di valore prodotto ex novo, e sempre più come ipotesi di valore futuro. Il film Too Big to Fail - Il crollo dei giganti (2011), incentrato sulla crisi dei mutui subprime del 2008, spiega con linguaggio popolare tale processo. Le maggiori banche americane erano sull'orlo del crack e, per evitare un effetto domino, gli stati sono stati costretti a salvarle, iniettando con il quantitative easing migliaia di miliardi di dollari di liquidità nel sistema monetario internazionale. A beneficiarne sono stati proprio i grandi conglomerati finanziari, che non hanno fatto altro che crescere, intrecciarsi tra loro, ed estendere collegamenti e influenze sul mondo intero. BlackRock gestisce oltre 11.500 miliardi di dollari, Vanguard 9.900, State Street circa 5000 miliardi: sommati, fanno il PIL di Cina, Germania e Giappone messi assieme. Il sistema che è venuto consolidandosi, qualora crollasse, trascinerebbe con sè tutto il mondo capitalistico. Vien da dire: ben scavato, vecchia talpa!

L'approccio operativo di tali fondi potrebbe accomunarsi a uno schema Ponzi: gli investimenti non fanno che accrescere il valore di un numero ristretto di azioni, il cui valore aumenta parallelamente alla crescita dei fondi stessi. In questo modo, Vanguard, BlackRock & C. divengono gli azionisti principali delle maggiori società quotate in borsa, comprese le agenzie di rating, aziende private che hanno il compito di dare la pagella a stati, società pubbliche e società private.

Il capitale fittizio può essere adoperato, da alcuni, anche se non esiste realmente, grazie alla fiducia nel sistema garantita dagli stati. Nel racconto dell'autore americano Mark Twain, La banconota da un milione di sterline, il protagonista non riesce a cambiare la fantomatica moneta, eppure tutti gli fanno credito basandosi sul meccanismo della fiducia.

Trump ha annunciato che gli USA si preparano ad attuare provvedimenti drastici (dazi, massicce espulsioni e l'uscita dall'OMS), ma anche a portare l'umanità su Marte. Ha promesso che l'America tornerà grande e produttiva, prendendosi Canada, Panama e Groenlandia (l'Artico rappresenta un interesse strategico per gli USA, così come per Russia e Cina). Tali misure potrebbero, però, ritorcersi contro l'economia del paese: in un mondo interconnesso i dazi faranno lievitare i costi di una serie di prodotti, dalle automobili al petrolio. La classe media americana, rovinata da anni di crisi, potrebbe scoprire che Trump non risolve i loro problemi ma li aggrava.

Il capitale sta cercando di superare una situazione di caos, è alla ricerca di uno spazio di manovra per dare indirizzo agli investimenti. La borghesia è terrorizzata dal fatto che non riesce più a controllare il suo sistema. Secondo tutte le attese, l'intelligenza artificiale dovrebbe intervenire affinché possa ricominciare un nuovo ciclo virtuoso per il capitalismo. Ma ciò non avverrà, perchè dalle macchine non si può estrarre plusvalore.

Le macchine si autonomizzano, come nel caso di Palantir Technologies, l'azienda di Peter Thiel che "si occupa di analisi dei big data e di piattaforme di gestione dell'intelligenza artificiale" e "opera su diverse piattaforme di gestione della AI di cui qui ne segnaliamo tre per capire il tipo di azienda di cui stiamo parlando: Gotham, Foundry e MetaConstellation" ("Palantir comincia la guerra civile nella difesa americana"). Tali piattaforme si auto-organizzano, già oggi sono in grado di elaborare una grande mole di dati e di agire in autonomia, relegando l'operatore umano ad un ruolo subalterno.

Come potrà il futuro partito della rivoluzione rivaleggiare con tale potenza tecnologica? Pur non disponendo di supercomputer potrà mettere in parallelo migliaia di elaboratori aumentando le prestazioni di calcolo. In ambito finanziario, è dimostrato che tante persone, anche con donazioni minime, possono arrivare ad un risultato economico considerevole (crowdfunding). In ambito sociale, l'intervento di una massa di anonimi utenti ha permesso lo sviluppo di quell'intelligenza distribuita che è Wikipedia, una manifestazione del cervello sociale.

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