Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  26 maggio 2015

Equilibri instabili

La teleconferenza di martedì, presenti 13 compagni, è iniziata  con le notizie provenienti da Iraq e Siria, dove lo Stato Islamico ha conquistato, rispettivamente, le città di Ramadi e Palmira.

Le milizie sciite filo-iraniane si sono subito dichiarate pronte ad intervenire e hanno annunciato una riconquista imminente della città irachena, anche con l'utilizzo di armi – dicono - mai viste prima. La conquista di Ramadi, distante 110 km da Baghdad, segna un'importante vittoria per l'IS che ora controlla la quasi totalità della provincia di al Anbar, una vasta area pari a poco meno di un terzo dell'intero territorio iracheno ai confini con Siria, Arabia, Saudita e Giordania. Quest'ultima potrebbe diventare facile preda delle milizie jihadiste, mentre la presa di Baghdad rimane un obiettivo difficile visti i 5 milioni di abitanti e la strenua difesa opposta dalle forze armate sciite. L'estrema mobilità è sicuramente un elemento di forza delle truppe del Califfato, ma in una dimensione di guerriglia urbana a contare sono anche altri fattori. Di fronte all'avanzata jihadista, l'impotenza espressa dai paesi della coalizione, ai limiti della connivenza, non potrà durare a lungo: se per ora Stati Uniti e alleati possono permettersi di "scansare" l'appoggio di Assad, in futuro potrebbero avere bisogno delle truppe a disposizione del leader siriano addestrate a combattere in situazioni di guerra di tipo classico.

In Europa desta un certo interesse l'affermazione di Podemos alle ultime elezioni comunali spagnole, soprattutto a Barcellona e Madrid. Il movimento, nato sull'onda delle proteste degli Indignados, ricorda quello dei pentastellati italiani, con cui condivide la richiesta del reddito di cittadinanza, ed è vicino alla linea politica adottata da Syriza in Grecia. Secondo Lucio Caracciolo, l'Unione Europea non esiste e all'orizzonte non si vede alcuna possibilità di integrazione tra i diversi paesi aderenti; in questo contesto i movimenti nazionalisti di Salvini e Le Pen e quelli anti-casta di Iglesias e Grillo sono prodotto e fattore di caos politico. Forze interne al sistema tentano di spostare equilibri delicati, e rivendicano punti programmatici impossibili da realizzare nel capitalismo. Spiegava Marx ad Annenkov: proprio la lotta generalizzata per conservare ciò che hanno obbliga gli uomini a rivoluzionare la società (e la piccola borghesia è la più esposta in questo senso).

In Italia ha fatto un gran parlare il blocco dell'applicazione UberPop da parte del tribunale di Milano per concorrenza sleale nei confronti delle società di taxi "tradizionali". Uber è parte di una trasformazione in corso che si sviluppa grazie agli smartphone, alle app e alla Rete; pur rientrando nelle catene del valore, è frenata dalle lobby che vivono di rendita, in questo caso legata alle licenze necessarie per guidare i taxi. Sono gli effetti delle contraddizioni tipiche del nostro tempo, per cui i governi da una parte puntano tutto sullo sviluppo tecnologico, e dall'altra sono costretti a rallentarlo.

A proposito di apparati statali decrepiti, l'ultima uscita di Renzi riguarda il sindacato: "mi piacerebbe arrivare un giorno al sindacato unico, ad una legge sulla rappresentanza sindacale e non più a sigle su sigle su sigle" ha affermato durante un'intervista rilasciata su La7. Solo qualche mese fa, alla Leopolda, il premier dichiarava che il governo non è l'interlocutore naturale dei sindacati, e se questi hanno qualcosa da rivendicare che si rivolgano agli imprenditori. Oggi riscopre il ruolo corporativo dello Stato e punta a una legge sulla rappresentanza.

La teleconferenza si è conclusa con un accenno alle recenti dichiarazioni del Papa sul tema della miseria, in relazione allo studio presentato da Caritas a Expo 2015 sull'aumento della povertà. Se negli anni '50 del secolo scorso Papa Pacelli condannava la corsa democratica del popolo verso la vita senza senso, ovvero il consumismo avanzante, qualche decennio dopo Papa Francesco passa alla critica delle disuguaglianze crescenti e della "cultura dello scarto".

Da segnalare il progetto unMonastery, un programma di condivisione fatto da laici che riprendono la concezione dei primi monasteri, riscoprendola in chiave tecnologica:

"UnMonastery è una clinica sociale per il futuro. Si tratta di un'innovazione sociale che ha lo scopo di rispondere alle esigenze interconnesse di spazi vuoti, disoccupazione e riduzione dei servizi sociali, grazie all'integrazione di chi si impegna, persone qualificate all'interno delle comunità che potrebbero beneficiare dalla loro presenza."

La nostra specie è stata comunista per un paio di milioni di anni, è naturale che nascano esperimenti sociali che richiamano questo modo di essere.

Articoli correlati (da tag)

  • Caoslandia

    Durante la teleconferenza di martedì sera, presenti 26 compagni, abbiamo ripreso i temi affrontati durante lo scorso incontro redazionale (13-14 marzo 2021). In particolare, abbiamo approfondito alcuni aspetti della relazione di sabato mattina, "Il rapporto Cina-Stati Uniti nel corso della cosiddetta crisi sistemica", riguardo gli scenari di guerra futuri.

    Da tempo escludiamo la possibilità dello "scoppio" di una guerra di tipo classico, con schieramenti netti e con grandi colossi, ad esempio Cina ed Usa, contrapposti apertamente sul campo. Alcune discussioni all'interno del vecchio partito comunista internazionale vertevano proprio intorno alla validità della proposizione bolscevica "trasformare la guerra imperialista in guerra rivoluzionaria". Amadeo Bordiga, quando parlava di terza guerra mondiale, ipotizzava un conflitto esteso a livello globale, e in occasione del conflitto in Iraq nel 2003 abbiamo avuto conferma della validità di tale posizione: il mondo è troppo grande per il controllo ad opera di un solo paese, ma è altresì troppo piccolo per garantire sviluppo e profitti a tutti. Anche gli esperti borghesi sono giunti a prevedere una guerra futura generalizzata, mentre Papa Francesco, già da qualche anno, fa riferimento ad una terza guerra mondiale combattuta a pezzi. Ogni guerra inizia dove finisce l'altra: indubbiamente l'attuale assetto imperialistico è quello determinatosi nel 1945 alla fine della seconda guerra mondiale, però oggi gli Stati Uniti e il resto del mondo non sono più gli stessi. Nessun paese è in grado di scalzare gli Usa, con le loro 800 basi militari disseminate su tutto il pianeta, alla guida del mondo, ma allo stesso tempo il gendarme mondiale si mostra sempre più acciaccato ed economicamente dipendente dall'estero.

  • Transizioni, dissoluzioni e accelerazioni

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 20 compagni, è iniziata facendo il punto sulla pandemia da Coronavirus.

    Al 24 novembre 2020 i decessi nel mondo a causa di Covid-19 hanno raggiunto la cifra di un milione e 400 mila, mentre sono quasi 60 milioni i contagiati. L'Italia è il terzo paese per letalità (rapporto tra ammalati e morti) con un totale di 50 mila deceduti. Si ipotizza che ciò sia dovuto all'età media piuttosto alta della popolazione o al tipo di assistenza sanitaria. Dopo un'estate all'insegna del "liberi tutti" per salvare la stagione e rilanciare l'economia, a settembre si è verificata una nuova impennata dei contagi e sono state attuate nuove (blande) misure di contenimento; ora governatori di regione e imprenditori spingono per la riapertura delle attività commerciali, probabilmente mettendo in conto una terza ondata.

    La motivazione principale di chi sostiene l'alleggerimento delle restrizioni è l'arrivo nei primissimi mesi del prossimo anno del vaccino, che incarna la speranza di un ritorno alla "normalità" ed alla vita di prima. Nel frattempo in Italia più della metà delle aziende ha fatto ricorso alla cassa integrazione, e dall'inizio della pandemia il governo ha adottato diverse misure di sostegno al reddito, a lavoratori, esercenti, imprenditori, ha bloccato il pagamento dei mutui, ha concesso deroghe per gli adempimenti fiscali. Questo insieme di normative ha impedito il crollo dell'economia, ma esse ora rischiano di diventare strutturali, allarmando già qualche liberista che lamenta un eccesso di statalismo. Se la capacità industriale, nonostante tutto, è rimasta intatta, essa però altro non fa che rendere oltremodo saturo un mercato già ingolfato. Lo Stato non ha scelta, deve sostenere i consumi; allo stesso tempo, così facendo, concorre alla determinazione di una situazione di transizione che rappresenta qualcos'altro rispetto all'economia di mercato.

  • Incapacità borghese di fare sistema

    La teleconferenza di martedì sera, presenti 22 compagni, è iniziata con alcune considerazioni riguardo la pandemia, con particolare riferimento ad un articolo del Corriere della Sera, "Covid, 7 principi razionali per un cambio di passo" (2.11.20), di Alessandro Vespignani e Paolo Giordano.

    Nello scritto vengono individuati sette principi per affrontare in modo razionale la pandemia in corso: 1) la centralizzazione dell'informazione e delle decisioni; 2) la granularità, ovvero l'esigenza di flessibilità del sistema sanitario; 3) la presenza di automatismi per il contrasto alla circolazione del virus, "senza lo stillicidio dei veti incrociati e delle consultazioni, che ritardano e depotenziano gli interventi"; 4) un coordinamento nazionale per la raccolta delle informazioni, "perché nei dati ci sono verità importanti da estrarre, istruzioni su come procedere"; 5) la trasparenza sui dati, sulle proiezioni e sulle decisioni, "altrimenti ogni opinione è dettata dal pregiudizio personale, i dibattiti girano a vuoto"; 6) una comunicazione lontana dai talk show, una voce unica "che sappia opporsi autorevolmente alla disinformazione"; 7) il coinvolgimento dei cittadini in un percorso di contenimento della pandemia ben definito, in modo che essi non siano considerati "soggetti passivi che mettono o no la mascherina, che si comportano bene o male o così così, e poi subiscono le conseguenze delle loro mancanze".

Rivista n°49, aprile 2021

copertina n°49

Editoriale: Socialità e socializzazione

Articoli: La dottrina sociale della Chiesa - La grande scommessa - La pandemia e le sue cause

Terra di confine: Virtualizzazione

Recensione: Teoria particolare dei sistemi

Doppia direzione: L'ipertesto

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 243, 7 maggio 2021

f6Grazie, stato

f6Lockdown alla cinese

f6Chi troppo in alto sal…

f6Il posto più pericoloso del mondo

f6Il nato e il prodotto

Leggi la newsletter 243
Leggi le altre newsletter

Abbonati alla rivista

Per abbonarti (euro 20, minimo 4 numeri) richiedi l'ultimo numero uscito, te lo invieremo gratuitamente con allegato un bollettino di Conto Corrente Postale prestampato.
Scrivi a : mail2

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter quindicinale di n+1.

Invia una mail a indirizzo email