Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  15 gennaio 2018

Ionizzazione delle molecole sociali

La teleconferenza di martedì sera, presenti 15 compagni, è iniziata parlando dei riscontri positivi avuti recentemente riguardo al lavoro di "n+1". Questo ci ha dato modo di fare il punto su quella che comunemente viene chiamata "propaganda".

Tutti i mezzi di comunicazione sono validi per riverberare il nostro lavoro all'esterno, ma nell'epoca di Internet acquistano una certa importanza siti, blog e, soprattutto, social network. Detto questo, la discriminante non è data dal mezzo di comunicazione, ma dall'atteggiamento che si ha quando lo si adopera: che si intervenga in una radio oppure sul Web, l'importante è non partecipare a parlamentini o dibattiti, tenendo sempre presente che il compito dei comunisti è quello di conservare la linea del futuro della propria classe. Per Engels, come per la nostra corrente, l'opportunismo è il metodo che sacrifica l'avvenire del Partito al successo di un giorno. E come scritto nelle "Considerazioni sull'organica attività del partito..." del 1965, rivendichiamo tutte le forme di attività proprie dei momenti favorevoli nella misura in cui i rapporti reali di forze lo consentono. In quasi tutti gli ambienti politici si pratica il dibattito, perciò siamo stati piacevolmente colpiti dal fatto che alcuni compagni che abbiamo conosciuto recentemente hanno spontaneamente metabolizzato il lavoro della Sinistra Comunista "italiana" (SCi) e di n+1 rendendo possibile una proficua doppia direzione.

Qualcosa sta cambiando nella società. Come andiamo dicendo da tempo, superata una certa soglia gli atomi sociali, che poco prima erano scollegati e si muovevano in ordine sparso, cominciano ad aggregarsi formando nuove strutture. E' quella che la nostra corrente ha definito "polarizzazione" o "ionizzazione" delle molecole sociali. La diffusione dei risultati a cui è arrivata la SCi è fondamentale, in particolare i fili del tempo. E' stato ricordato che, immediatamente dopo la morte di Amadeo Bordiga, il "partito" ha pubblicato sul giornale una serie di articoli sulla lotta nell'Internazionale nel corso degli anni '20, tralasciando i lavori del dopoguerra, in primis le Tesi del dopoguerra, e poi testi come "Proprietà e Capitale" (1948), "Questioni di economia marxista" (1959), ecc. Il movimento di allora aveva "scelto" di rimanere ancorato al passato invece di proiettarsi nel futuro. Sappiamo com'è andata a finire.

Siamo poi passati a commentare l'articolo "E ora l'élite si mettano in gioco" di Alessandro Baricco (Repubblica, 10.1.19). I borghesi più attenti avvertono il potere distruttivo della trasformazione tecnologica in corso nei confronti della forma sociale vigente. Tra questi lo scrittore torinese che ne aveva descritto i primi segnali nel libro I barbari. Saggio sulla mutazione. Ora Baricco afferma che è andato in pezzi il patto tra l'élite e la gente, che avrebbe deciso di cominciare a fare per conto suo mettendo in discussione le forme tradizionali e rappresentative della democrazia. Questa rottura spiegherebbe la nascita del cosiddetto populismo, l'odio per quelli che stanno più in alto, cavalcato da Donald Trump negli Usa e da Beppe Grillo in Italia; la polverizzazione del potere e la sua distribuzione a tutti sono perciò in atto, e si sta manifestando un profondo cambiamento dovuto al fatto che dei computer in miniatura sono ormai nelle tasche di ognuno. Se l'informazione è stata sempre monopolio di una classe, ora i mezzi di comunicazione stanno diventando orizzontali, a portata di tutti ("Informazione e potere" n+1, n. 37). In effetti, una delle caratteristiche del M5S è proprio quella di essere nato in Rete, grazie ai flashmob, ai meetup e ai blog, tanto che la sua struttura organizzativa è basata sulla piattaforma Rousseau, un sistema operativo ideato per sviluppare la "democrazia della rete".

Baricco definisce il diffondersi della comunicazione orizzontale un'insurrezione digitale; in questo contesto lo scollamento tra popolazione ed élite porterebbe al rifiuto di tutto quello che è legato al vecchio sistema, quindi l'Euro, l'Europa e qualsiasi partito che venga percepito come parte di esso. Non si può dargli torto perché effettivamente è saltato quel vincolo (corporativo) su cui si fondano le società borghesi e che lo scrittore descrive in questi termini: "la gente concede alle élite dei privilegi e perfino una sorta di impunità, e le élite si prendono la responsabilità di costruire e garantire un ambiente comune in cui sia meglio per tutti vivere. Tradotto in termini molto pratici descrive una comunità in cui le élite lavorano per un mondo migliore e la gente crede ai medici, rispetta gli insegnanti dei figli, si fida dei numeri dati dagli economisti, sta ad ascoltare i giornalisti e volendo crede ai preti. Che piaccia o no, le democrazie occidentali hanno dato il meglio di sé quando erano comunità del genere: quando quel patto funzionava, era saldo, produceva risultati." Lo sbriciolamento di quel patto è cominciato una ventina d'anni fa e la crisi del 2007-8 ha accelerato tutto, aumentando il risentimento, la sfiducia e la rabbia. Di riflesso, le élite si sono chiuse in sé stesse perdendo il contatto con la realtà. Adesso la popolazione immiserita vuole riprendersi ciò che le spetta, a partire dal reddito di cittadinanza.

Nella sua analisi Baricco resta però alla superficie dei fenomeni, anche perché il vero soggetto non sono le élite: chi comanda è il Capitale, che sovrasta tutto e fa muovere gli uomini alla propria musica. Insomma, lo scrittore riesce a captare qualcosa grazie a una certa vena artistica, ma non riesce a comprendere traiettoria e catastrofe dell'attuale mondo di produzione, rimanendo fermo sul piano riformistico.

A tal proposito, abbiamo introdotto il tema della cibernetica, che non significa solo controllo delle macchine che sono intorno a noi, ma è piuttosto quella descritta da Norbert Wiener in opere come La cibernetica - controllo e comunicazione nell'animale e nella macchina e Introduzione alla cibernetica - L'uso umano degli esseri umani. In fondo, se vengono venduti 1,5 miliardi di smartphone in un anno, vuol dire che si sta formando a livello globale un cervello sociale, uno sviluppo delle reti di comunicazione e una socializzazione del lavoro come modello biologico, il quale sta traghettando la società oltre sé stessa. Il più semplice meccanismo cibernetico è quello che riceve dati dall'ambiente e, a seconda di come è regolato, aziona dei dispositivi che producono una variazione dell'ambiente stesso; è sempre valido l'esempio di Walmart ("Marcati sintomi di società futura" e "Red Plenty Platforms") che ha raggiunto una certa intelligenza grazie ad una miriade di sensori e attuatori. I rappresentanti più avveduti di quest'epoca decadente avvertono che esiste una forza che preme per liberarsi, ma non riescono a capirla fino in fondo, perché al nuovo mondo la classe borghese è estranea. Essa domina per inerzia, non ha più nulla di sensato da proporre, si limita a ripetere ossessivamente There Is No Alternative.

In chiusura di teleconferenza, abbiamo accennato all'instabile situazione politico-economica dei grandi paesi capitalisti, e ai recenti scioperi in Asia.

Il Parlamento britannico ha votato contro il piano May e ciò ha portato in piazza sia i favorevoli che i contrari alla Brexit. Tutti temono che la situazione inglese possa andare fuori controllo, con ripercussioni internazionali, ma nessuno sembra avere i mezzi per porvi rimedio. L'Italia è alle prese con lo spettro della recessione, ma non è l'unico paese a rischiare. "La recessione è all'orizzonte" ha dichiarato al Financial Times il vice direttore del FMI riferendosi alla Cina. La crescita della Germania nel 2018 è rallentata all'1,5% dal 2,5%. In Francia continuano i blocchi e le manifestazioni dei gilet gialli ("Una catastrofe per il commercio, una catastrofe per la nostra economia", ha detto il ministro delle Finanze Bruno Le Maire). Gli Usa sono alle prese con lo shutdown (blocco delle attività amministrative), e ci sono state manifestazioni a Washington e in altre città da parte di migliaia di lavoratori statali, dei musei e degli uffici, rimasti senza salario.

L'8 e 9 il gennaio si è svolto lo sciopero nazionale più grande della storia dell'India. La protesta ha coinvolto circa 200 milioni di lavoratori di diversi settori, organizzati da 10 sindacati riuniti in un unico coordinamento. Restando in Asia, sono da registrare le proteste cominciate il 10 gennaio in Bangladesh che hanno portato a violenti scontri con la polizia a Dacca. Grande la partecipazione delle donne, la maggior parte delle quali impiegate nelle industrie tessili del paese. Il Bangladesh rifornisce tutto il mondo dell'abbigliamento, uno sciopero di queste dimensioni protratto per settimane provocherebbe danni notevoli in tutta la catena globale di forniture: si stima che le esportazioni provenienti da questo settore valgano 30 miliardi di dollari l'anno, facendo del paese asiatico il secondo produttore di tessuti e di abbigliamento al mondo dopo la Cina.

Articoli correlati (da tag)

  • Effetto soglia

    La teleriunione di martedì sera, connessi 16 compagni, è iniziata dalla segnalazione dell'articolo di Federico Rampini "Crisi del gas: per capire le ragioni non bisogna guardare alla guerra in Ucraina ma a Cina e India", pubblicato sul Corriere della Sera lo scorso 22 agosto. Secondo il giornalista, i correnti problemi energetici non sono dovuti esclusivamente alla guerra in Ucraina e alle sanzioni, dato che i prezzi del gas avevano registrato un forte incremento già l'anno prima; l'impennata attuale dipende anche dall'aumento dei consumi in Asia, "in grado di sconvolgere tutti gli equilibri". Siamo al dilemma della coperta corta.

    La complessa vicenda dell'energia, delle materie prime e del cibo è quasi esclusivamente legata, nel capitalismo moderno, alla possibilità di fornire alla rendita quote crescenti di plusvalore. Se una merce scarseggia, crescono il suo prezzo e con esso i movimenti speculativi. Milioni di persone si trovano di fronte a un bivio, comprarsi da mangiare o pagare le bollette. E quando c'è scarsità di cibo, tutti gli esseri viventi cominciano ad agitarsi, dissipando ulteriore energia.

    Pandemia, guerra, crisi economiche, disoccupazione, siccità: ci sono tutti gli ingredienti per il verificarsi di uno shock sistemico.

  • La tempesta perfetta

    La teleriunione di martedì sera, presenti 13 compagni, è iniziata partendo da alcune considerazioni sulla situazione climatica ed ambientale.

    A Saluzzo, in Piemonte, durante un temporale si sono abbattuti chicchi di grandine di 10 centimetri, devastando le coltivazioni. Nelle scorse settimane in India si sono toccati i 60 gradi al suolo e scenari simili si registrano in Spagna. Situazione allarmante anche in Francia ed Inghilterra, dove si è registrato il record delle temperature massime. Si tratta di dati che ricordano le trame di certi film dove il cambiamento climatico repentino accelera fenomeni catastrofici che portano alla fine del mondo. Gli esperti sono concordi nell'affermare che, pur essendo grave il cambiamento in corso, non siamo di fronte a fenomeni come quelli epocali del passato. Il cambiamento climatico di oggi è dovuto a cause umane differenti da quelle geologiche. Esso è il prodotto dell'interazione dell'uomo con l'ambiente, ed è da tenere insieme ai fenomeni di polarizzazione sociale, una sommatoria di concause che possono portare ad effetti non prevedibili. Di pari passo avanza infatti la crisi economico-sociale materiale con le piazze in rivolta, interi paesi al collasso (Sri Lanka), scioperi generali di decine di giorni (Panama), fenomeni che vanno allargandosi su scala globale. Stiamo assistendo ad un'accelerazione, al mix per la tempesta perfetta, termine che prendiamo a prestito dalla borghesia, ma che si inquadra benissimo nelle previsioni catastrofiche di Marx.

  • Guerra civile in America

    Durante la teleriunione di martedì sera, connessi 15 compagni, abbiamo ripreso l'articolo dell'Economist citato la volta precedente, "Dall'inflazione all'insurrezione", che sulla base di un modello matematico, elaborato dalla testata stessa, prevedeva l'intensificarsi delle rivolte per i prossimi dodici mesi.

    Nel giro di una settimana l'elenco (parziale) delle proteste riportato nel precedente resoconto si è già allungato. L'ultima in ordine di tempo è lo sciopero indetto dagli addetti alle piattaforme petrolifere e del gas norvegesi del mare del Nord, che potrebbe mettere a rischio circa il 60% delle esportazioni di gas dalla Norvegia con ricadute a livello internazionale. In Olanda, il piano del governo per la riduzione delle emissioni di azoto, che porterà entro il 2030 ad una diminuzione del parco bestiame del 30%, ha provocato le proteste degli allevatori che hanno bloccato le maggiori arterie stradali del paese. In Libia, si intensificano le manifestazioni contro il peggioramento delle condizioni di vita a causa del carovita e delle lunghe interruzioni della fornitura di energia elettrica, aggravate dal blocco di diverse installazioni petrolifere; a Tobruk i manifestanti hanno assaltato l'edificio del Parlamento e hanno compiuto saccheggi. In Ghana, un'inflazione galoppante ha portato all'aumento del prezzo di cibo e carburante; in migliaia hanno protestato nella capitale Acca e si sono verificati scontri con le forze dell'ordine. L'elenco potrebbe continuare e, nonostante non tutti gli episodi di protesta trovino spazio sui media mainstream, oppure vi compaiano in maniera frammentata, rimane il fatto che non vi è area del pianeta in cui la temperatura sociale non stia salendo.

Rivista n°51, giugno 2022

copertina n°51

Editoriale: La guerra che viene

Articoli: Guerra in Europa
Appendice 1. La Quarta Guerra Mondiale
Appendice 2. La sindrome di Yamamoto
Guerra di macchine
Wargame - parte seconda

Doppia direzione: Considerazioni sulla pandemia

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 245, 19 gennaio 2022

f6Libertà

Viviamo in una società che scoppia. I suoi membri, divisi o raggruppati secondo criteri il più delle volte arbitrari e casuali, non riescono più a darsi un'identità plausibile. La pandemia, invece di compattare gli individui intorno a provvedimenti utili alla salvaguardia della specie, ha aggravato la situazione facendo emergere ataviche tendenze all'irrazionale.

Continua a leggere la newsletter 245
Leggi le altre newsletter

Abbonati alla rivista

Per abbonarti (euro 20, minimo 4 numeri) richiedi l'ultimo numero uscito, te lo invieremo gratuitamente con allegato un bollettino di Conto Corrente Postale prestampato.
Scrivi a : mail2

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter quindicinale di n+1.

Invia una mail a indirizzo email