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  • Resoconto teleriunione  22 dicembre 2020

Dalla scimmia nuda all'Uomo sociale

Durante la teleconferenza di martedì sera, a cui si sono collegati 23 compagni, abbiamo commentato la particolare situazione del Regno Unito.

Brexit, pandemia da Covid-19, una peculiare mutazione del virus, e infine il caos conseguente alla chiusura delle frontiere rappresentano, secondo alcuni giornalisti, una "tempesta perfetta" per l'isola. E come se non bastasse, a tutto ciò si aggiunge la possibile secessione della Scozia, contraria all'uscita dai trattati commerciali con l'Unione Europea. In questi ultimi giorni i timori per la diffusione della variante più contagiosa di Coronavirus hanno scatenato la corsa alle scorte alimentari, mentre code chilometriche si sono formate nei principali porti di collegamento con il continente in seguito al blocco da parte del governo francese dell'ingresso ai tir. A Dover sono centinaia i camion incolonnati, in attesa che le trattative in corso risolvano la situazione. Il Regno Unito deve l'85% del Pil al settore dei servizi, la city londinese, da sola, muove centinaia di miliardi di euro al giorno. Ma per le derrate alimentari il paese dipende per il 40% dall'importazione, con punte del 90% per quanto riguarda verdura e frutta. La Francia è tra i partner commerciali più importanti, motivo per cui sono stati stipulati accordi separati.

La nuova variante di Sars-Cov-2 (VUI-202012/01), identificata già a settembre in Inghilterra, è presente anche in Sud Africa e Australia. Il virus mutato (e mutante) è in circolazione da tempo e in molti accusano Londra di avere tenuta nascosta la notizia per evitare danni alla sua economia. Ora, dopo mesi dalla comparsa della variante, non se ne conosce ancora la letalità né tantomeno la reale diffusione. Sembra che il "nuovo" virus sia più infettivo del 70% di quello fino ad oggi conosciuto. Giornalisti, virologi ed esperti continuano a rassicurare sul fatto che i vaccini (Pfizer, Moderna, AstraZeneca) saranno ugualmente efficaci, ma ci vorranno settimane per verificarlo. La borghesia, nel suo complesso, non riesce a stilare un piano di intervento strutturale, agisce solo quando non può farne a meno e cioè quando è troppo tardi. In Inghilterra si registrano 36 mila contagi in un solo giorno, con gli ospedali al collasso e un nuovo lockdown alle porte.

Si stanno avverando tutte le previsioni che avevamo fatto negli ultimi anni, dal degrado delle infrastrutture al collasso delle metropoli, dalla sincronizzazione delle rivolte alla perdita di energia del sistema (entropia).

Lenin ne L'Imperialismo sostiene che il capitalismo non è semplicemente un "intreccio" ma una produzione socializzata, che rende antistorici i confini nazionali e in cui i rapporti di economia e di proprietà formano un involucro non più corrispondente al contenuto. Negli anni '80 la logistica ha subito un grande cambiamento e da allora si parla di produzione just in time, snella e senza scorte. In quegli anni la catena di montaggio, fino a quel momento interna alle singole unità produttive, è uscita dalla fabbrica e si è sviluppata su scala internazionale grazie a tir, treni, aerei e autostrade informatiche. Oggi un colosso della distribuzione come Walmart non produce merce, ma distribuisce, in tempo reale, quanto prodotto da altri, tracciando il prodotto dalla miniera allo scaffale del supermercato. Non è più la merce a muoversi da un'unità produttiva all'altra, ma la fabbrica ad estendersi sul territorio abbattendo le mura aziendali. Questa è una vera e propria rivoluzione, una di quelle descritte da Marx ed Engels nel Manifesto del partito comunista:

"La borghesia non esiste che alla condizione di rivoluzionare incessantemente gl'istrumenti di lavoro, per conseguenza il sistema di produzione, per conseguenza tutti i rapporti sociali."

La tecnologia non è il problema, ma parte della soluzione. Nel prospetto introduttivo a "Mai la merce sfamerà l'uomo" (1953), Amadeo Bordiga fa un'osservazione importantissima sul processo di automatizzazione della produzione e sulle sue conseguenze sociali:

"Ma una macchina della macchina sostituirà l'uomo alle manopole di questa, dopo aver registrato con processi elettronici il comportarsi effettivo dell'uomo, il trucco che lo distingue, per ritrasmetterlo identico. Allora sarà invero la natura che ci darà tutto, cominciando dal vassoio della prima colazione che arriverà senza che lo porti nessuno".

Oggi si moltiplicano i saggi di organizzazione comunista: quasi tutti i punti del "Programma rivoluzionario immediato" di Forlì, del 1952, sono in corso di realizzazione all'interno del capitalismo stesso, dalla liberazione in massa di tempo di lavoro alla rottura dei limiti d'azienda.

La pandemia sta accelerando le trasformazioni in ogni campo. Mentre l'Occidente arranca, la Cina ha ricominciato a crescere, e questo entro qualche mese produrrà effetti sulla concorrenza internazionale e costringerà migliaia di aziende alla chiusura. Il rapporto tra Usa e Cina, che abbiamo analizzato nell'articolo "Accumulazione e serie storica", è sempre più contraddittorio: normalmente, quando un paese imperialista lascia il posto ad un altro, eroga prestiti e non contrae debiti, come accaduto nel passato nel caso dell'Inghilterra (Marx, "Commercio britannico"). Oggigiorno avviene esattamente il contrario: Pechino acquista il debito americano, che continua a crescere. La Cina è un paese capitalisticamente più giovane ed ha ancora un certo margine di crescita, lo dimostra il maxi piano di sostegno ai consumi interni. Ma se tutti i cinesi dovessero adottare uno stile di vita occidentale non ci sarebbero risorse energetiche a sufficienza, senza contare i danni irreparabili alla biosfera.

E' notizia di questi giorni l'annuncio cinese sulla conquista della "supremazia quantistica", grazie al computer Jiuzhang, che usa particelle di luce, dette fotoni, per eseguire in 200 secondi un calcolo che richiederebbe 600 milioni di anni. Il computer che negli anni '60 è stato mandato sulla Luna (Apollo Guidance Computer) aveva una trentina abbondante di Kwords di memoria ROM, oggi i bambini giocano con smartphone che sono molto più potenti. D'altronde, le macchine intelligenti diventano sempre più intelligenti.

Marx definisce "preistoria umana" la società capitalistica poiché essa non è ancora giunta al "rovesciamento della prassi", cioè alla capacità di progetto sociale. Siamo la scimmia nuda di cui parla lo scienziato Desmond Morris, che ha a disposizione strumenti potentissimi, ma resta un primate, un animale che socialmente si comporta non molto diversamente dai suoi antenati scimmioni.

Un'evoluzione ulteriore della nostra specie è possibile solo con la liberazione del cervello sociale, il quale potenzialmente già esiste. La concezione organica del partito propria della nostra corrente prevede che il singolo proletario deleghi al partito la scelta dei mezzi, dei tempi e dei modi della lotta ("Origine e funzione della forma partito", 1961):

"Anti-individualismo: il partito realizza l'anticipazione del cervello sociale. Ogni conoscenza è mediata dal partito; ogni azione anche. Il militante non ha bisogno di 'cercare la verità'; essa gli è data dal partito (la verità nel campo sociale: in tutti gli altri campi non vi si potrà pervenire se non dopo la rivoluzione). Tendenza alla realizzazione dell'Uomo sociale."

Oggi possiamo assistere a manifestazioni importanti del cervello sociale: dai makers, gli amanti del fai-da-te che si avvalgono delle tecnologie digitali per costruire apparecchiature elettroniche, robot e stampanti 3D, al movimento del software libero e gratuito, fino ai realizzatori di reti mesh, che abbiamo visto all'opera in Egitto durante la Primavera araba ("Le unghie della Talpa"). Il cervello singolo può veramente poco rispetto alla potenza raggiunta dalle forze produttive ed è necessario un general intellect (Marx, Grundrisse); con ciò non intendiamo una semplice somma di intelligenze individuali, ma una co-evoluzione tra cervelli biologici e computer collegati in rete, una simbiosi uomo-reti/sistemi e macchine. La rete è dunque il paradigma del funzionamento del partito rivoluzionario: la struttura organizzativa piramidale è un retaggio del passato, ora esiste una struttura produttiva orizzontale in cui i nodi (hub) si formano secondo il lavoro che riescono a svolgere, all'informazione che elaborano e distribuiscono attraverso i collegamenti (link).

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Rivista n°52, dicembre 2022

copertina n°52

Editoriale: Niente di nuovo sul fronte orientale

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Rassegna: L'ennesima conferenza sul clima - Polarizzazione crescente - Pericolose tempeste"

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