E' uscito il numero 45 di n+1

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n+1 rivista n°45

Editoriale

Fine della preistoria umana

Articoli

Dalla partecipazione alla schiavitù. Genesi delle società divise in classi
Poscritto al Grande Ponte. Connessione tra le arcate
Brexit

Doppia direzione

Il nome e l'ombra

 

Appuntamenti

24

Mag

Conferenza: "Coabitare americano"
Le Intentional Community e i Common Interest Development degli Stati Uniti coinvolgono da 40 a 60 milioni di persone, a seconda di come si adoperano i dati statistici. Una lettura non convenzionale del fenomeno - sede di Torino ore 21

11

Mag

Incontro: "Il trasformismo della borghesia più vecchia del mondo: quella italiana" presso Comitato di lotta Viterbo - Officina Dinamo, via del Suffragio 18 (VT) - ore 16

1

Mag

Primo Maggio, Torino
Tradizionale incontro in piazza intorno alla bacheca della nostra stampa. Pranzo e pomeriggio conviviale.

La teleconferenza di martedì sera, presenti 14 compagni, è iniziata con un intervento sulla cosiddetta obsolescenza programmata.

Più che alla costruzione di un manufatto caratterizzato dalla "capacità" di rompersi entro un dato periodo, i capitalisti hanno ormai come scopo principale quello di fidelizzare, in tutti i modi, il cliente; come ha fatto Steve Jobs con i prodotti della Apple. Gli aggeggi elettronici dell'azienda di Cupertino, resi accattivanti dal marketing e da un design inconfondibile, sono diventati quasi degli oggetti di culto per i clienti-adepti, che poi vengono risucchiati dall'ecosistema Apple. Nel VI Capitolo inedito del Capitale Marx descrive in anticipo il passaggio dalla merce discreta a quella continua; oggi questa realtà è sotto gli occhi di tutti: si paga un canone per avere accesso ad un servizio, sia esso gas, luce o telefono, e si possono noleggiare un'automobile, uffici, scrivanie, aerei, ecc. Il sogno di ogni capitalista è intascare un canone a vita piuttosto che un pagamento discreto.

Detto questo, è vero che nella società delle merci è meglio che il prodotto sia "usa e getta" piuttosto che da riparare, così si mettono in moto nuovi cicli di produzione. Ma in una società non più capitalista i tempi di consumo dei manufatti saranno più lenti, non soggetti alle spinte del mercato, e i beni di uso comune saranno meno appariscenti, non soggetti alle mode pubblicitarie; di conseguenza la società potrà finalmente programmare la produzione e la distribuzione in armonia con i bisogni di specie.

Venerdì, 10 Maggio 2019

L'impossibile "normalizzazione"

La teleconferenza di martedì sera, presenti 13 compagni, è iniziata dalla segnalazione dell'articolo pubblicato sul Corriere della Sera "L'astro Spd pensa al socialismo reale 'Nazionalizzare le aziende dell'auto'".

Secondo Kevin Kühnert, il capo dell'organizzazione dei giovani socialdemocratici tedeschi, gli Jusos, la nazionalizzazione dell'industria a partire dal settore auto, la collettivizzazione delle grandi aziende, la limitazione della proprietà immobiliare e la regolazione dei profitti rappresenterebbero "l'unica strada per il superamento del capitalismo". Storicamente proposte simili, in primis la socializzazione delle industrie, sono state avanzate sia da partiti socialdemocratici che da gruppi di estrema destra ed estrema sinistra. Peccato che tutte queste formazioni ignorino che lo Stato è più che presente nella vita economica; il fascismo ha perso militarmente, ma ha vinto politicamente ed economicamente estendendosi a tutto il mondo. Anche la Cgil è tra quelli che richiedono una maggiore presenza statale e per gli ex stabilimenti Fiat reclama l'intervento dello stato: se nei periodi di crisi Pantalone deve accollarsi le perdite e socializzarle, i profitti restano sempre privati.

Abbiamo poi parlato delle manifestazioni del Primo Maggio che sono state molto partecipate in tutto il mondo.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°44, dicembre 2018

copertina n°44f6Editoriale: Duecento anni nel nome di Marx
f6Articoli: Marx 1818-2018 - Imperialismo in salsa cinese - Plaidoyer per il cemento - A che punto è la "crisi" - Comunismo e agricoltura
f6Terra di confine: Il capitalismo non è eterno
f6Rassegna: Dennett, Dai batteri a Bach e ritorno
f6Doppia direzione: La misura e la scienza - La sovrapposizione fra modi di produzione

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 233, 24 aprile 2019

f6Cittadinanza del reddito
f6Nostra Signora delle Fiamme
f6Dieta proteica
f6Il paradosso della rendita
f6Il connettivista
f6Mille chilometri di metrò
f6Ventitreesima settimana
f6Gli apprendisti padreterni

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