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n+1 rivista n°45

Editoriale

Fine della preistoria umana

Articoli

Dalla partecipazione alla schiavitù. Genesi delle società divise in classi
Poscritto al Grande Ponte. Connessione tra le arcate
Brexit

Doppia direzione

Il nome e l'ombra

 

Appuntamenti

21/23

Giu

74° incontro redazionale, Torino
Temi: - Sul filo del tempo e dello spazio, - La dottrina sociale della Chiesa, - Nessuno strumento produttivo è definitivo, - Prospettiva di lavoro. Leggi la locandina >>>

16

Giu

Incontro: "Robotica e valorizzazione"
c/o Comitato di lotta Viterbo - Officina Dinamo, via del Suffragio 18 (VT) - ore 16.30

24

Mag

Conferenza: "Coabitare americano"
Le Intentional Community e i Common Interest Development degli Stati Uniti coinvolgono da 40 a 60 milioni di persone, a seconda di come si adoperano i dati statistici. Una lettura non convenzionale del fenomeno - sede di Torino ore 21

Venerdì, 12 Luglio 2019

Anniversari

La teleconferenza di martedì 9 luglio, a cui hanno partecipato 11 compagni, ha avuto come tema principale il ricorso di alcuni anniversari.

Tra il 7 e il 9 luglio del 1962, in Piazza Statuto a Torino, si verificano violenti scontri tra forze dell'ordine e operai in seguito alla firma di un accordo sindacale separato tra Uil e Fiat. La mattina del 7 luglio i maggiori stabilimenti industriali della città si fermano e gli operai incolleriti si concentrano di fronte alla sede della Uil in Piazza Statuto; ne nascono degli scontri con la polizia che durano per tre giorni con il risultato di più di un migliaio di fermi, quasi un centinaio di arrestati e svariate centinaia di feriti da entrambe le parti.

Dalle fila del PCI ai sinistri dei Quaderni Rossi, si alza un coro unanime di condanna dei fatti di piazza Statuto, giudicati una "squallida degenerazione" di una manifestazione di protesta operaia. L'Unità del 9 luglio definisce la rivolta come "tentativi teppistici e provocatori", ed i manifestanti "elementi incontrollati ed esasperati", "piccoli gruppi di irresponsabili", "giovani scalmanati", "anarchici, internazionalisti". Al contrario, il programma comunista n. 14 del 17 luglio 1962, esce con un potente articolo intitolato "Evviva i teppisti della guerra di classe! Abbasso gli adoratori dell'ordine costituito!", in cui si afferma che ha poco senso essere non violenti quando quotidianamente si subisce la violenza del lavoro salariato.

Venerdì, 05 Luglio 2019

Necessarie sintesi

La teleconferenza di martedì sera, presenti 10 compagni, è iniziata con alcune considerazioni riguardo le notizie provenienti da Honk Kong.

Nel giorno del 22° anniversario del ritorno dell'ex colonia britannica sotto il controllo cinese, a Honk Kong viene occupato il Parlamento. Durante una manifestazione un gruppo di oltre mille persone si è staccato dal corteo principale ed è riuscito ad arrivare all'ingresso principale dell'edificio superando la recinzione esterna. Alcuni manifestanti sono quindi entrati nella sede istituzionale, occupandola per ore, scrivendo slogan sui muri e danneggiando gli scranni parlamentari.

L'accaduto ricorda quanto avvenuto in Grecia qualche anno fa; allora a difesa dei palazzi governativi non si schierarono solo le forze di polizia ma anche numerosi militanti stalinisti. A Hong Kong con l'occupazione, riuscita, del Parlamento, un simbolo è stato violato, anche se pare che oggi per la borghesia tale simbolo non valga un granché. Per sfondare i vetri blindati ed entrare nell'edificio, i manifestanti hanno costruito una sorta di ariete legando tra loro le transenne di acciaio poste a difesa; intorno alla sede istituzionale, si trovavano circa 30mila persone e le forze dell'ordine, che ad un certo punto hanno ritirato dei reparti, non sono riuscite a controllare la situazione. Sul governo sono piovute critiche da tutto il mondo: non era mai successo, nella storia della borghesia, che il parlamento venisse lasciato alla mercè di folle di manifestanti; se irrompere nei palazzi istituzionali dovesse diventare un'abitudine, potrebbe verificarsi qualcosa di peggio.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°45, aprile 2019

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Raccolta della rivista n+1

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