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n+1 rivista n°40

Editoriale: Non possiamo ingannare la natura

Articoli: Assalto al pianeta rosso - Il secondo principio - Il grande collasso - Capitale e teoria dello sciupio

Rassegna: Ancora Trump - Fuga nel sub mondo

Terra di confine: Buoni di non lavoro

Recensione: Che cosa c'è dopo il capitalismo?

Doppia direzione: Neoluddismo

Spaccio al bestione trionfante: Dieci punti per demolire Trump

 

La teleconferenza (connessi 16 compagni) è iniziata con le notizie provenienti dalla Spagna e in particolare dalla Catalogna, dove nella serata di martedì il Presidente della Generalitat ha dichiarato e, subito dopo, sospeso l'indipendenza della regione dallo stato centrale di Madrid: "La Catalogna sospende la dichiarazione di indipendenza per avviare il dialogo, perché in questo momento serve a ridurre la tensione".

La "piroetta" del presidente Puigdemont non è che l'ennesimo esempio dell'ambiguità politica della piccola borghesia e, piuttosto che alle dichiarazioni dei politici di turno, dobbiamo prestare attenzione alle forze di natura impersonale che operano nel sottosuolo della società. Anche se nell'immediato ciò che percepiamo ci fa credere che le cause scatenanti degli eventi siano le opinioni politiche e i relativi scontri tra individui e gruppi, sappiamo che è la crisi capitalistica a mettere in moto meccanismi strutturali, che come i terremoti incidono nel profondo del sistema e producono spaccature in superficie. La storia la fanno gli uomini, ma questi sono degli strumenti, di certo non i motori della rivoluzione. Oltre alla Spagna, anche in altri paesi d'Europa si rinvigoriscono spinte indipendentiste, per esempio in Corsica e in Scozia. La ragione è sempre la stessa e riguarda la distribuzione del valore, perchè dietro alle parole roboanti di identità, cultura, tradizione, si nasconde l'appetito economico delle mezze classi senza futuro.

La piccola borghesia catalana sogna l'indipendenza o perlomeno una marcata autonomia in campo fiscale, per cui il valore prodotto rimanga in loco piuttosto che trasferirsi all'autorità centrale. La Catalogna ha un deficit di circa 77 miliardi di euro, che ne fa la più dissestata delle 17 comunità autonome spagnole; si tratta di una situazione che ricalca quella internazionale, in cui tutti sono indebitati, dalle amministrazioni comunali alle regioni e, ovviamente, agli stati. Sull'onda della tensione sociale numerosi istituti finanziari e aziende che prima avevano sede a Barcellona si sono spostati in altre località della Spagna. Gli interrogativi sono molti: cosa accadrà alla Banca di Spagna se la Catalogna si separerà dal resto del paese? dato che il nuovo stato dovrà battere moneta propria, quali saranno le ripercussioni interne ed esterne che ne seguiranno? e più in generale, con l'esacerbarsi degli indipendentismi potrebbe scatenarsi un effetto domino in tutta Europa?

La teleconferenza di martedì sera, presenti 18 compagni, è iniziata con alcune considerazioni su quanto accaduto a Las Vegas, negli Stati Uniti, e sul dibattito che infuria nel paese in merito alla libera vendita di armi.

In un articolo di Focus vengono riportate precise statistiche sul numero dei morti dovuti a colpi di arma da fuoco:

"Negli Usa circolerebbero 357 milioni di armi da fuoco contro una popolazione di soli 318,9 milioni di persone. Secondo il report, il 20% dei possessori possiede il 65% delle armi. Gli USA ospitano il 4,4% della popolazione terrestre, ma il 42% dei civili armati del mondo."

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°41, aprile 2017

copertina n°41f6Editoriale: Non possiamo ingannare la natura
f6Articoli: Assalto al pianeta rosso - Il secondo principio - Il grande collasso - Capitale e teoria dello sciupio
f6Rassegna: Ancora Trump - Fuga nel sub mondo
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Newsletter 225, 6 settembre 2017

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