Il numero 46 di n+1 è in tipografia

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n+1 rivista n°46

Editoriale: Rapporto diretto

Articoli: Che fine ha fatto il futuro? - Rivoluzione e cibernetica, Brexit

Rassegna: La bicicletta di Leonardo

Terra di confine: Apprendisti stregoni

Spaccio al bestione trionfante: Inflazione cercasi

Recensione: Intelligenza artificiale, evoluzione naturale

Doppia direzione: Centralismo democratico e centralismo organico

 

Appuntamenti

13/15

Dic

76° incontro redazionale, Torino
Temi: - La caduta (non) tendenziale del saggio di valore-lavoro, - Capitalismo e religione: la scuola economica francescana, - Primato della politica?, - Prospettiva di lavoro. Leggi la locandina >>>

12

Ott

Incontro: "A 50 anni dall'Autunno caldo.
Prospettive dello scontro di classe"

c/o Circolo "Il Cosmonauta", via dei Giardini 11 (VT) - ore 16

20/22

Set

75° incontro redazionale, Torino
Temi: - Triviale rigurgito di illuminismo, - Capitalismo e religione, - La borghesia italiana maestra di trasformismo, - Prospettiva di lavoro.

Sabato, 07 Dicembre 2019

Movimenti senza leader

La teleconferenza di martedì sera, connessi 16 compagni, è iniziata prendendo spunto dal dibattito politico in corso riguardo la riforma del MES.

Il Meccanismo Europeo di Stabilità, detto anche fondo salva-Stati, è un'organizzazione intergovernativa dei paesi della zona euro che ha la funzione di mantenere la stabilità finanziaria dell'area. Il fondo ha una dotazione di 80 miliardi di euro, ma ne può raccogliere sui mercati fino a 700 attraverso l'emissione di titoli con la garanzia degli stati che vi aderiscono. Tutto sommato, si tratta di poco, specialmente se con questi soldi si pensa di poter contrastare gli effetti di un prossimo crack. Per fare un confronto, basti considerare che il PIL dell'eurozona si aggira intorno ai 16mila miliardi di euro.

Al di là delle polemiche tra partiti, tra favorevoli e contrari, ciò che interessa mettere in luce è la contraddizione in cui gli stati dell'Unione Europea si dibattono: da una parte il fondo serve ad intervenire se un paese rischia di andare in default, dall'altra determina un controllo delle finanze sui singoli paesi togliendo autonomia agli esecutivi. Il capitalismo europeo ha la necessità di superare i confini nazionali per poter competere con giganti come Cina e Usa, ma al tempo stesso deve fare i conti con le singole borghesie, vincolate agli interessi nazionali. Un meccanismo in atto che vede le dinamiche centripete scontrarsi con quelle centrifughe. Lo stesso discorso vale per il capitalismo mondiale: essendo un sistema internazionale di scambio di merci e di flussi di valore, richiede organismi sovranazionali come la Banca Mondiale, il Fondo monetario internazionale, l'Organizzazione mondiale della sanità e il WTO, ma questi non funzionano come dei ministeri perché non fanno capo ad un esecutivo unico mondiale, ma alle esigenze dei singoli paesi, in primis di quelli più forti, che hanno maggior potere di ricatto. Non solo dal 2008 ad oggi non è stato recuperato il livello precedente di crescita, ma addirittura il commercio mondiale è sceso. Di fronte a tutto ciò, i provvedimenti della borghesia sono di una leggerezza incredibile: servirebbe un po' di coraggio, smettendo di foraggiare le banche e cominciando a versare i soldi direttamente nei conti correnti dei cittadini, come suggerito dal Wall Street Journal.

Sabato, 30 Novembre 2019

Ma quale futuro?

La teleconferenza di martedì sera, presenti 15 compagni, è iniziata commentando alcune notizie riguardanti le energie rinnovabili.

Pare che negli Stati Uniti un gruppo di scienziati abbia sviluppato un sistema di specchi che, sfruttando l'energia solare, riesce a raggiungere la temperatura di 1000 gradi. L'obiettivo dell'esperimento è di arrivare ai 1500, la condizione necessaria per fondere l'acciaio, ed eliminare progressivamente la dipendenza dai combustibili fossili (en passant: i primi esperimenti per ottenere alte temperature attraverso specchi parabolici sono stati condotti dal premio Nobel Carlo Rubbia in Italia con il progetto Archimede, poi esportato in Spagna). Che sia la soluzione per produrre energia senza inquinare l'ambiente? Abbiamo dei dubbi in merito. Basti pensare all'Ilva di Taranto: anche se riuscisse a produrre da sé tutta l'energia necessaria, rimarrebbe comunque un gigante inutile. Insomma, bisogna sempre chiedersi che senso abbia adoperare certe tecnologie ed in funzione di quale produzione. Non è un problema di natura tecnica, riferita al variare delle fonti energetiche (in ultima istanza tutte riconducibili al lavoro del Sole), ma di natura sociale: l'attuale modo di produzione non conosce sé stesso, bada solo al profitto, e quindi continuerà a sprecare energia e a distruggere l'ambiente.

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°46, novembre 2019

copertina n°46f6Editoriale: Rapporto diretto
f6Articoli: Che fine ha fatto il futuro?, Rivoluzione e cibernetica
f6Rassegna: La bicicletta di Leonardo
f6Terra di confine: Apprendisti stregoni
f6Spaccio al bestione trionfante: Inflazione cercasi
f6Recensione: Intelligenza artificiale, evoluzione naturale
f6Doppia direzione: Centralismo democratico e centralismo organico

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 236, 18 novembre 2019

f6La sussunzione della società al capitale
f6Economia e Big Data
f6Di che colore è Hong Kong?
f6Iraq. Verso la guerra civile?
f6Bistecca vegana senz'osso
f6Olocrazia
f6Bisognava pensarci prima

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