E' uscito il numero 43, aprile 2018

Gli abbonati riceveranno il nuovo numero della rivista nel mese di maggio.

n+1 rivista n°43

Editoriale: Si fa presto a dire moneta

Articoli: Dimenticare Babilonia - L'eredità problematica

Rassegna: Il missil prodigo - Big data a tutto spiano - Mangime standard per umani - Elezioni pop

Terra di confine: Elementare, Watson

Spaccio al bestione trionfante: L'urlo del bonobo

Recensione: Verso un nuovo paradigma

Doppia direzione: Il computer e la coscienza

 

Appuntamenti

15-17

Giu

70° incontro redazionale
L'incontro si terrà presso la sede di Torino.
Temi da definire.

19

Mag

Conferenza, ore 16.30
c/o Il Cosmonauta, via dei Giardini 11 Viterbo

A cinquant'anni dal '68.

11

Mag

Conferenza, ore 21.00, sede di Torino
Che differenza passa tra una caserma e un albergo di lusso? Rispondendo a questa provocatoria domanda faremo un viaggio fra le modalità del cohousing.

Informazioni aggiuntive

  • Resoconto teleriunione  2 aprile 2013

Dove condurrà l'ennesimo esperimento italiota?

Alla teleconferenza di martedì sera hanno partecipato dieci compagni.

La discussione è cominciata dall'analisi della situazione politico-economica italiana alla luce dell'"incarico" dato dal Presidente della Repubblica, dopo il fallimento del tentativo di Bersani di formare una maggioranza, a due gruppi di saggi. Così facendo Napolitano, oltre a prender tempo in vista della scadenza del suo mandato (il 15 maggio), rilegittima il governo tecnico di Monti. E' curioso il percorso politico di questo governo: dimissionario in vista delle elezioni, sconfitto, riconsolidato dopo le elezioni. Dove condurrà l'ennesimo esperimento italiota?

Riguardo all'"incarico" dei dieci saggi, non è ancora ben chiaro cosa possano fare queste due commissioni dato che non è solo l'economia ad essere in crisi ma lo stesso apparato politico amministrativo della borghesia, che fatica a trovare un indirizzo univoco. In questo scenario alquanto fluido resta plausibile l'ipotesi di un golpe di primavera, anche perché da più parti si chiede la nascita di un governo forte.

La scelta di Napolitano di istituire due gruppi di supporto, uno istituzionale e l'altro economico, è davvero inedita e addirittura Repubblica, da sempre schierata con l'asse Pd-Monti-Napolitano, adesso lascia trapelare una certa preoccupazione per l'evolvere della situazione. Dopo i tecnici arrivano i tecno-saggi, ad ulteriore dimostrazione che il parlamento ha esaurito le proprie residue risorse.
Le ipotesi più quotate in questi giorni, per sciogliere il terribile nodo, sono quelle di un governissimo tra Pd e Pdl, opzione che però "brucerebbe" un Pd che non a caso mette le mani avanti, o di nuove elezioni, soluzione rischiosa sia per le reazioni dei mercati che per i risultati delle urne. Insomma, sembrano non esserci soluzioni "realistiche" attuabili in tempi brevi. In effetti, cosa può esserci oltre al dirigismo tecnico?

Il prossimo governo non potrà ignorare le indicazioni di Confindustria che tramite Il Sole 24Ore esprime forte insoddisfazione, soprattutto verso il rispetto del fiscal compact: i vincoli imposti dalla Bce per ripianare il debito sono impossibili da adottare per la già compromessa economia nazionale. Teorie "anti-Euro", una volta appannaggio di siti cospirazionisti, adesso trovano spazio nel giornale degli industriali, i quali cominciano ad alzare la voce rispetto alle direttive che arrivano dalla BCE: "Abbiamo bisogno di una costituente che decida subito il da farsi, ma soprattutto che individui se è possibile fare ciò che deve essere fatto. Altrimenti, come extrema ratio, non resterebbe altro che decidere insieme un'uscita ordinata e governata dagli accordi presi, perché non possono essere ottemperati o perché non lo si vuole. Da parte nostra, come di altri. Allontaniamo dalla politica gli illusi e coloro che sanno solo proporre di distruggere e non correggere ciò che è stato fatto." (Paolo Savona, Se non cambia in profondità diventa una trappola)

La fragile impalcatura su cui si regge l'Unione Europea scricchiola sempre più forte e si sprecano gli editoriali contro quegli automatismi sovranazionali che, "disumani", tagliano il welfare e deprimono ulteriormente l'economia. Scrive Il Sole 24Ore: "le regole di Maastricht volevano evitare il ricorso agli automatismi che invece ora hanno preso il sopravvento." E' in corso un veloce riposizionamento politico che vede coinvolta Confindustria o perlomeno ampi settori della borghesia italiana. Dopo aver accettato e chiesto a tamburo battente il varo di misure di austerity(dalle pensioni al mercato del lavoro), adesso i confindustriali si accorgono che l'austerità deprime l'economia e fa pure male alla salute. Non ci stupiremmo se, ad esempio, il Comitato No Debito, che raccoglie tutta una serie di sindacatini e gruppetti di sinistra, proponesse un fronte unico politico con la borghesia nostrana contro le manovre economiche imposte dalla famigerata Troika Bce-Fmi-Unione Europea. E alcuni punti programmatici, come il ripudio del debito, la disdetta del fiscal compact, le nazionalizzazioni, ecc., potrebbero fare breccia anche in ambienti borghesi.

C'è il fondato rischio che imploda la moneta unica. Ora anche Grillo vuole il referendum per votare l'uscita dall'Euro e la leader del Fronte nazionale francese, Marine Le Pen, coglie l'occasione al balzo plaudendo all'iniziativa e proponendo un incontro. Settori di estrema destra strizzano l'occhio ai grillini a dimostrazione dell'elevata mobilità tra forze di destra e di sinistra. Il nazionalismo dei battilocchi, che si scagliano contro l'Europa dei banchieri rea di sottrarre sovranità nazionale, rappresenta in realtà un fronte ampio e trasversale capace di mettere insieme fascisti e super-sinistri.

Il fenomeno storico del fascismo è irreversibile. Esso è stato il realizzatore dialettico delle istanze social riformiste, ma oggi non c'è più spazio di manovra per politiche riformiste. La politica del futuro non potrà che passare, necessariamente, attraverso la formazione di una nuova comunità-partito che anticiperà forme della società comunista, in critica a quelle del passato. La forma sociale presente, dal canto suo, innalza una barriera controrivoluzionaria preventiva contro l'anti-forma che emerge con prepotenza e che si imporrà in quanto la sua forza è reale, non ideale.

Sotto i colpi della crisi del Capitale senile si sta determinando una spaccatura netta tra i difensori dell'economia nazionale e gli affossatori della stessa. Basta leggere quanto scrivono alcuni militanti sindacali che, pur essendo critici verso la linea concertativa della CGIL, mantengono un'ottica patriottico-partigiana: i sindacati italiani e soprattutto la CGIL danneggiano enormemente non solo i lavoratori ma l'Italia per il loro comportamento arrendevole.

"Il più disgraziato e pernicioso prodotto del fascismo è l'antifascismo. Partigiano è chi, per fede, per dovere o per soldo, combatte per un altro. Militante del partito rivoluzionario è chi combatte per sé e per la sua classe. La ripresa rivoluzionaria dipende dal poter elevare una barriera tra il metodo demoborghese della lotta partigiana e quello dell'azione classista di partito." (A. Bordiga, 1949).

I sinistri immaginano e propongono uno Stato che dirige l'economia, senza però comprendere che un fascismo-keynesismo come quello degli anni Venti e Trenta non può ripetersi. Oggi è il Capitale anonimo a tirar le redini. E per questo ha ancora meno senso piagnucolare per la riduzione del cosiddetto welfare poiché, mai come oggi, lo Stato, al servizio del Capitale e non più dei capitalisti, si prodiga nel tentativo di salvare, con decreti totalitari, le capacità di insensato consumo delle masse. Se non ci riesce, ad impedirlo è la sua crisi storica. Occorre badare a quello che fanno gli Stati, non tanto ai pupazzi che li rappresentano. Il capitalismo è organizzato ma non riuscirebbe a dominare da solo; ha bisogno di legare alla propria ideologia e quindi al proprio funzionamento i proletari e per farlo adopera strati intermedi piccolo-borghesi, intellettuali, studenti, tecnici responsabilizzati, ecc. Sviluppa e utilizza fronti interclassisti proprio perché sono il miglior modo per impastoiare il proletariato, allontanandolo dal suo programma storico e inducendolo invece a lottare secondo la logica riformista degli aggiustamenti di sistema.

Nella scorsa teleconferenza si è accennato alle condizioni critiche in cui versa l'economia della Slovenia (e alle mobilitazioni in corso nel paese, tipoOccupy Lubiana). Adesso arrivano informazioni interessanti anche dall'Olanda. Questo paese, molto più importante economicamente, fa parte dei cosiddetti falchi dell'Unione, i più severi nel richiedere l'attuazione dei vincoli di bilancio. Sotto i colpi dell'indebitamento pubblico e privato, della bolla immobiliare e della crescente disoccupazione, l'Olanda precipita nella crisi. Paese che fino a non molto tempo fa, insieme alla Germania, usava toni molto duri nei confronti dei famigerati PIGS.
Il Nord Europa comincia ad essere in difficoltà e anche lì dovranno quindi essere attuati tagli "lacrime e sangue". Sommando quante accade a Cipro, in Grecia, Portogallo, Spagna, Italia, Slovenia alla situazione economica di paesi modello come Olanda e Danimarca (dove sta scoppiando la bolla del mattone), ne esce fuori un quadro esplosivo.

In relazione a questa instabilità, molte banche centrali riducono i depositi in Euro. Se la principale moneta di riferimento rimane il dollaro americano, adesso si fanno consistenti i depositi in yuan cinesi e in dollari australiani. Si tratta di una vera e propria fuga dall'Euro verso altre monete, verso altri centri di riferimento. Per stabilizzare una situazione così aggrovigliata ci vorrebbe, invece dell'attuale guerra di tutti contro tutti, un fascismo... planetario.

Il quadro appena descritto mostra delle invarianze con quanto accaduto nel III secolo d.C. nell'Impero Romano. Al caos del suo tempo, Diocleziano rispose con delle riforme di "sistema" adottando misure amministrative ed economiche onerose che però risultarono peggio del disordine. Basti ad esempio il costo enorme dell'esercito utilizzato per tenere a bada i barbari e le loro invasioni.

Articoli correlati (da tag)

  • Terrificante mancanza di teoria

    La teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 13 compagni, è iniziata con il commento delle ultime notizie riguardo i tentativi di formazione del governo in Italia.

    Secondo quanto apparso sui giornali, l'intricato nodo sembra ormai sciolto. Dopo il contratto, M5S e Lega trovano l'accordo anche sul nome del futuro primo Ministro, quello dell'avvocato e giurista Giuseppe Conte. Il presidente Mattarella però non è convinto e prende tempo per valutare il da farsi, dato che lo strano governo sostenuto dai due partiti "populisti" prevede un premier esterno alla coalizione, incaricato di portare avanti un programma che preoccupa un po' tutti, da Confindustria alle tecnocrazie europee, soprattutto per quanto riguarda le posizioni anti-Euro professate dai giallo-verdi in campagna elettorale.

    Quanto si sta verificando sulla scena politica italiana è già avvenuto in Belgio, Olanda, Spagna, Germania e, per certi versi, in Inghilterra con la Brexit. La differenza è che nel Belpaese il quadro generale è decisamente più caotico: la borghesia locale, schiacciata da una parte dal bisogno di un governo tecnico che faccia piazza pulita delle chiacchiere parlamentari, e dall'altra dalla mancanza di un programma e della forza necessaria per attuarlo, mostra una volta di più la sua totale inettitudine. Come abbiamo scritto nella Lettera ai compagni Il Diciotto Brumaio del Partito che non c'è e negli articoli "Elezioni non proprio normali" e "Il piccolo golpe d'autunno", l'Italia è solo la prima della fila in questa fase sfumata del capitalismo, degenerata socialmente ma ricca di saggi di futuro, ed è perciò costretta ad elaborare soluzioni singolari (nell'articolo "Italy's populists are more dangerous than they seem" l'Economist sostiene che si è arrivati al "circo senza il pane").

    In generale, lo Stato e i suoi funzionari hanno sempre più difficoltà a controllare il Capitale, che ormai è quasi completamente autonomizzato. Essendo il fascismo-keynesismo la forma ultima di governo raggiunta dalla borghesia, ora il capitalismo dovrebbe passare ad una sorta di fascismo su scala globale. Ciò potrebbe in effetti rallentare il corso della rivoluzione, ma allo stesso tempo rappresenterebbe il superamento delle borghesie nazionali e la costituzione di un governo unico mondiale. Ma questo non è possibile in regime capitalista.

  • Esorcismi borghesi

    La teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 12 compagni, è iniziata con alcuni commenti sulle notizie riguardo la formazione del governo in Italia.

    La strana unione formata da Lega e Movimento 5 Stelle ha allontanato, almeno per il momento, la proposta di un "governo neutrale", formulata dal presidente Mattarella, e ha lanciato il "governo del cambiamento", attuabile tramite la stipula di un contratto. In Rete circola una bozza di tale accordo che prevede, tra le altre cose, la "cancellazione" di 250 miliardi di euro di titoli di Stato detenuti dalla Banca centrale europea, una pesante revisione dei trattati europei sull'immigrazione e la messa in discussione del patto di stabilità.

  • Guerra diffusa, entropia e marasma sociale

    Durante la teleconferenza di martedì sera, presenti 13 compagni, si è ricordato il Rapporto segreto da Iron Mountain sulla possibilità e desiderabilità della pace. Quando uscì, nel 1967, il testo suscitò un certo scalpore ed alcuni si spinsero ad identificarne l'autore nell'economista John Kenneth Galbraith. Il libro fu curato dal giornalista Leonard Lewin e nella prefazione venne presentato come un documento segreto commissionato dal governo americano con lo scopo di valutare la possibilità o meno di arrivare ad una pace globale, studiandone rischi e benefici. Il Gruppo che lo redasse, composto da studiosi e ricercatori, consegnò all'esecutivo il Rapporto che fu detto da Iron Mountain per il nome della località in cui si trovava il rifugio segreto, presso lo stato di New York, in cui si sarebbero riuniti gli scienziati.

    Le conclusioni riportate nel documento colpirono l'opinione pubblica. Eccone alcuni passaggi:

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°42, ottobre 2017

copertina n°42f6Editoriale: L'immane mistificazione
f6Articoli: La socializzazione fascista e il comunismo - Cento anni dall'Ottobre
f6Rassegna: Uragani d'America - Irma o della crescita esponenziale dei danni - Ricordate Katrina? - Occupy Wall Street non nasce dal niente - Gli orti urbani - Catastrofe sociale dei lavoretti
f6Terra di confine: La dimora dell'uomo (domani)
f6Recensione: Coppi, Bartali e i vaccini
f6Doppia direzione: Lavorare è bello
f6Spaccio al bestione trionfante: Riscontro "psicologico" - Fazioni in lotta

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 228, 29 aprile 2018

f6Socialismo, dove?
f6Le mezze classi inglesi e l'austerity
f6Il gorilla
f6Metamorfosi
f6Viva Bio
f6Integrando
f6Guardie e ladri
f6Terre amare

Leggi la newsletter 228
Leggi le altre newsletter

Abbonati alla rivista

Per abbonarti (euro 20, minimo 4 numeri) richiedi l'ultimo numero uscito, te lo invieremo gratuitamente con allegato un bollettino di Conto Corrente Postale prestampato.
Scrivi a : mail2

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter quindicinale di n+1.

Invia una mail a indirizzo email