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  • Resoconto teleriunione  10 gennaio 2017

Sistemi automatici di elaborazione

La teleconferenza di martedì, presenti 14 compagni, è iniziata commentando alcune notizie sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale (IA).

Il fondo di investimenti Bridgewater, il più grande al mondo, ha annunciato di essersi affidato quasi completamente a sistemi automatici di elaborazione per gran parte delle sue attività, dalla gestione quotidiana degli investimenti all'organizzazione del personale, fino alle assunzioni ed ai licenziamenti. Al di là dei facili entusiasmi, nessuno sembra accorgersi che introducendo automi e software si escludono irreversibilmente gli umani dal ciclo produttivo; IA, robot, automazione, nonostante la potente coltre di nebbia ideologica che li avvolge, sono i sintomi evidenti della società futura, quelli ben descritti in Traiettoria e catastrofe:

"Al macero le leggi del valore, dello scambio equivalente e del plusvalore: con la loro caduta nel nulla cade la forma stessa di produzione borghese. Le prime valgono fino a che la seconda vive, e quando la scienza e la tecnologia, per quanto secolare monopolio di classe, le infrangeranno, non sarà che l'esempio supremo della rivolta delle forze produttive contro le forme che devono crollare. Questa dottrina dell'automatismo nella produzione si riduce a tutta la nostra deduzione della necessità del comunismo, fondata sui fenomeni del capitalismo".

A tal riguardo interessante l'articolo Noi siamo le rane, l'automazione è l'acqua che bolle, pubblicato sulla pagina Facebook "Disoccupazione Tecnologica - TES":

"Se mettiamo una pentola di acqua sul fuoco essa comincia pian piano a diventare più calda, aumentando sempre più di temperatura. Ciò però non avviene all'infinito, dal momento che ad un certo punto le cose cambiano in maniera drastica: l'acqua comincia ad bollire e si trasforma in vapore. In fisica questo fenomeno si chiama passaggio di stato".

Argomenti importantissimi che molto spesso vengono trattati con sufficienza dal milieu marxista. Mentre in altri ambienti, ad esempio tra gli attivisti del Venus Project, temi quali la disoccupazione, l'automazione, i robot e gli sconvolgimenti sociali che ne verranno, vengono regolarmente dibattuti. Se non si coglie la dinamica generale, ovvero lo scontro tra modi di produzione, tutto ricade sul terreno immediatista-sindacale, focalizzando l'attenzione solo sul come impiegare la forza lavoro in esubero.

E a proposito di lavoro, abbiamo parlato dell'ultimo "scandalo" in casa CGIL. In alcune strutture territoriali, soprattutto quelle legate allo SPI, il sindacato dei pensionati, alcuni "volontari" che svolgono compiti di piccola burocrazia sarebbero retribuiti con i tanto odiati voucher. Viene in mente che già qualche tempo fa un gruppo di ex-lavoratori aveva aperto un blog per denunciare le condizioni di lavoro e i licenziamenti all'interno del più grande sindacato italiano; ma anche allora non si trattava di nulla di nuovo: sono almeno 30 anni che la CGIL, come qualsiasi altra azienda, comune o sindacato, esternalizza i suoi servizi. Gli enti bilaterali rispondono a pieno all'esigenza di gestire le problematiche legate ad uno specifico settore lavorativo e vedono seduti allo stesso tavolo i datori e i sindacati, confermando l'impianto classico del corporativismo fascista. Tuttavia i sindacati, pur essendo diventati un'appendice del Ministero del Lavoro, restano degli organismi composti da lavoratori e quindi non sarà mai possibile dire di essi quello che si dice del parlamento, ossia che sono suscettibili solo di una direzione borghese.

La maggior parte dei sinistri si scaglia acriticamente contro i voucher, diventati il male assoluto; a noi invece ricordano - al netto dello sfruttamento capitalistico - i buoni lavoro descritti da Marx nella Critica al programma di Gotha. Immaginiamo l'industria che utilizza la forza-lavoro disponibile nella società, magari organizzata da un'agenzia nazionale: la immetterà nel ciclo produttivo secondo le esigenze della società stessa. Ogni lavoratore "riceverà dalla società uno scontrino da cui risulta che egli ha prestato una quantità di lavoro (dopo la detrazione di un'altra quantità del suo lavoro per i fondi comuni) e con questo scontrino egli ritirerà dal fondo sociale tanti mezzi di consumo quanto costa il lavoro corrispondente. La stessa quantità di lavoro che egli ha dato alla società in una forma, la riceve in un'altra".

Il capitalismo difficilmente generalizzerà a tutta la forza-lavoro il sistema dei voucher, anche perché la classe operaia diverrebbe immediatamente organizzata territorialmente e non per mestiere o, peggio ancora, per azienda. Con la manodopera completamente libera sul mercato, non ci sarebbe nessun precario perché lo sarebbero tutti e tutti diverrebbero pendolari da un posto all'altro intascando i buoni lavoro, che per adesso sono monetizzabili ma in caso estremo potrebbero essere non cumulabili. Marco Biagi, con la sua riforma, probabilmente non si rendeva conto di quello che aveva introdotto.

Abbiamo poi accennato ai problemi di schieramento del M5S dentro il Parlamento europeo. I grillini sono affetti da cretinismo parlamentare non meno degli altri partiti; d'altronde se non si ha un programma che prevede il superamento rivoluzionario di questa forma sociale, si è costretti a dibattersi nell'esistente.

Anche la notizia del cyberspionaggio ai danni delle massime cariche politiche e istituzionali ha quasi dell'assurdo: è strano immaginare che due hacker improvvisati abbiano spiato per anni le alte cariche dello stato bypassando senza problemi le forze di polizia. Che regni il caos anche al loro interno?

In chiusura di teleconferenza si è accennato al progetto di colonizzazione di Marte di Elon Musk. Il problema tecnico più difficile da superare riguarda il carico da "spingere", e cioè il combustibile necessario per portare e far atterrare sul pianeta rosso la mission. I progetti e gli investimenti, sia di capitalisti privati che della Nasa, fanno pensare che ci troviamo alla vigilia di un nuovo "affare lunare": vedremo quindi ripetersi l'ubriacatura spaziale di sessant'anni fa?

Musk è un personaggio curioso, esempio di un capitalismo che non somiglia più a se stesso, in transizione. Nei suoi interventi e nelle interviste ci tiene a ribadire di non essere tanto interessato ai guadagni, quanto al fatto che l'umanità rischia l'estinzione se continuerà a produrre e a consumare a questo ritmo, e per questo motivo un pianeta abitabile non basterà più, converrà averne due.

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