Incontro di lavoro del 7 - 8 febbraio 2026

L'incontro si terrà con il seguente programma (la sequenza delle relazioni potrà variare):

- Sulla guerra mondiale in corso, sullo stato del capitalismo

Per la corrente cui facciamo riferimento, è sempre stato fondamentale non confondere la struttura materiale della società con la sovrastruttura ideologica. Sono le leggi di funzionamento del capitalismo (ineguale sviluppo, miseria crescente, ecc.) a dettare azioni e reazioni dei vari attori geopolitici. Gli Stati, attraverso i propri centri di studi strategici, elaborano piani volti a orientare i processi storici - guerre, rivolte e altri eventi - a vantaggio nazionale, ma sappiamo che la storia non la si può modificare a piacimento. Si può certamente rallentare l'avvento della rivoluzione, intesa come biforcazione catastrofica, ma non la si può eliminare.

Qualsiasi movimento sociale con caratteristiche "antiformiste", che oggi dovesse affacciarsi sullo scenario internazionale, si troverebbe di fronte a sfide enormi. Per questo è importante il lavoro di preservazione e difesa del patrimonio storico della Sinistra Comunista "italiana", strumento fondamentale per comprendere il mondo che ci circonda. Nel corso della relazione, in cui parleremo dello stato del capitalismo senile, utilizzeremo alcuni articoli della serie "Sul filo del tempo" scritti in un periodo segnato dalla vittoria della controrivoluzione democratico-fascista, con cui tuttora dobbiamo fare i conti.

- La "nostra" teoria dei giochi

La disastrosa situazione in cui si trova il capitalismo globale ha obbligato i teorici della sua economia a rimasticare di volta in volta le stesse misure, travestite caso per caso. Così, da Adam Smith, teorico di riferimento per tutti i successori, al keynesismo finanziarizzato che arriva fino ai giorni nostri, ogni modello riguarda sempre interventi più o meno marcati dello Stato sull'economia.

Il nostro modello, quello di Marx, riguarda l'irreversibilità dei processi storici. Quando, nella "Prefazione a Per la critica dell'economia politica" (1859) egli scrive, "nella produzione sociale della loro esistenza, gli uomini entrano in rapporti determinati, necessari, indipendenti dalla loro volontà, in rapporti di produzione che corrispondono a un determinato grado di sviluppo delle loro forze produttive materiali", descrive un processo in cui i rapporti di produzione non sono la somma delle umane volontà né tantomeno il prodotto delle idee di una determinata epoca storica.

La Sinistra Comunista "italiana", nell'articolo "Il pianeta è piccolo" (1950), stabilirà come i rapporti tra stati capitalistici, altamente catastrofici, producono guerre, impossibile equilibrio in una società intrinsecamente dis-equilibrata.

Tra gli anni '40 e '50 del secolo scorso, cercando di districarsi dagli ostacoli insiti nell'anarchia della teoria economica (Smith prima, Walras e Pareto poi, avevano cercato di delineare una teoria dell'equilibrio generale), John Nash pubblicò i suoi lavori sulla teoria dei giochi. Essa non è né borghese né proletaria, è un prodotto della specie: l'interazione tra due o più giocatori non dipende da quello che essi vogliono fare, ma dal contesto, dall'ambiente (economico, sociale, produttivo, ecc.) che li obbliga ad adottare certi comportamenti. Ciò è particolarmente utile nel wargame in corso, che riguarda i contesti di guerra aperta così come quelli latenti. Nel caso di un Capitale arrivato alla sua ultima fase ciò significa conflitto automatico tra gli Stati, ma soprattutto contrasto al nemico interno, unica strada percorribile come tentativo per salvare il sistema degli attuali rapporti.

- Palestina è il mondo

Il capitalismo polarizza la ricchezza in sempre meno mani: 12 miliardari detengono la ricchezza di 4 miliardi di esseri umani (fonte Oxfam), relegando una quota crescente dell'umanità nella miseria assoluta. I palestinesi nei campi profughi sono uno dei volti più evidenti di questa dinamica, la stessa che trasforma vaste aree del mondo (Somalia, Sudan, Congo, Haiti, ecc.) in depositi di umanità impoverita ed eccedente, trattata come scarto sociale, dato che non entrerà mai nel cosiddetto mondo del lavoro.

Questo processo si manifesta anche nel cuore delle metropoli occidentali. Negli Stati Uniti, le milizie dell'ICE reprimono gli immigrati con rastrellamenti, detenzioni ed uccisioni. Fenomeni simili avvengono anche in Europa, come ad esempio nelle banlieue francesi. Ciò porta allo scoppio di rivolte, a ribellioni diffuse, a manifestazioni di massa contro lo stato di cose presente.

- Prospettive di lavoro

 

L'incontro redazionale potrà essere seguito attraverso Zoom. Per collegarsi inviare una mail all'indirizzo mail3a. L'inizio delle relazioni è previsto per le ore 9 di sabato 7 febbraio.

 

A cura di:

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Viviamo in una società che scoppia. I suoi membri, divisi o raggruppati secondo criteri il più delle volte arbitrari e casuali, non riescono più a darsi un'identità plausibile. La pandemia, invece di compattare gli individui intorno a provvedimenti utili alla salvaguardia della specie, ha aggravato la situazione facendo emergere ataviche tendenze all'irrazionale.

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