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  • Resoconto teleriunione  4 novembre 2025

Un equilibrio precario

La teleconferenza di martedì sera è iniziata con alcune considerazioni riguardo i rapporti economico-politici tra USA e Cina.

L'incontro tra Donald Trump e Xi Jinping all'aeroporto di Busan, in Sud Corea, ha portato a siglare una serie di patti su questioni strategiche. La Cina rinvierà di un anno l'entrata in vigore dei controlli sull'esportazione di terre rare, mentre gli USA sospenderanno l'incremento dei dazi. Pechino si impegna anche a riprendere l'acquisto di prodotti agricoli statunitensi. Secondo il segretario del tesoro americano, Scott Bessent, "è stato raggiunto un accordo che — ceteris paribus — ci permette di ottenere un equilibrio entro il quale entrambe le parti possono operare nei prossimi 12 mesi".

In ballo c'è anche la questione del fentanyl, un oppioide sintetico che sta devastando gli USA e per la cui produzione illegale vengono utilizzati precursori chimici provenienti dalla Cina; e quella di TikTok, il social cinese tra i più scaricati al mondo al centro delle tensioni per la gestione dei dati di oltre 170 milioni di americani. Il dazio imposto tra febbraio e marzo 2025 per la crisi del fentanyl verrà dimezzato al 10%, mentre TikTok USA sarà venduto per la maggior parte ad un consorzio di investitori statunitensi e l'algoritmo originale concesso in licenza. Questi accordi in realtà non mettono fine alla rivalità tra USA e Cina, ma sono una momentanea tregua del braccio di ferro tra i due paesi. Il doppio vincolo tra Washington e Pechino è impossibile da sciogliere perché le due potenze dipendono l'una dall'altra pur continuando a pestarsi i piedi a vicenda. Una contraddizione simile al problema degli insiemi che contengono sè stessi, da affrontare quindi con una sintesi di tipo matematico.

Israele ha un PIL di 500 miliardi di dollari, pari a quello della Lombardia. Solo nel 2024 ha stanziato circa 70 miliardi per le spese militari, con un rapporto deficit/PIL che ha superato l'8% e il debito pubblico salito di oltre 15 punti in due anni. Si tratta di un'economia piccola, che ha visto turismo ed esportazioni pesantemente intaccati dall'attuale situazione di guerra. Ci sono poi diversi fronti aperti, tra cui quello con l'Iran che ha mostrato, durante la "guerra dei 12 giorni", che Tel Aviv ha bisogno del sostegno militare degli alleati occidentali.

Questa tensione regionale ha ripercussioni oltre Israele. Quando l'Iran ha minacciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, è probabile che la Cina sia intervenuta per evitare una catastrofe economica. La sicurezza degli stretti (Bab Al -Mandab, Suez, ecc.) resta cruciale per il commercio mondiale.

Al netto delle rispettive propagande, soprattutto di chi ripete che la guerra è creata a tavolino dalla borghesia per distruggere capitale costante e forza lavoro, lo scontro bellico procede per leggi proprie. La guerra tra giganti imperialisti fatica a mettersi in forma proprio per le relazioni complesse tra stati, per la sovrapposizione di interessi, per il fatto che non ci sono successori in grado di raccogliere la "staffetta storica" (Venezia, Olanda, Inghilterra, USA). Ciò è dovuto alla parabola del plusvalore.

Non c'è alcuna possibilità che si passi da un mondo capitalistico unipolare a guida americana ad un mondo multipolare stabile e pacifico, come alcuni sinistri fantasticano. I vertici bilaterali, gli incontri dei BRICS e la recente parata cinese per festeggiare l'80° Anniversario della Liberazione testimoniano la fine dell'unipolarismo americano. A cui però non si sostituirà un mondo dove ogni paese, pacificamente, coltivi i propri interessi: il capitalismo rifugge l'equilibrio economico.

La Cina deve continuare a crescere per mantenere il miraggio del miglioramento delle condizioni di vita di milioni di giovani che escono da scuole e università. Nel paese asiatico c'è la più grande concentrazione al mondo di lavoratori precari: 200 milioni di gig-workers che non hanno contratti di lavoro ma rapporti diretti con piattaforme online. Non si tratta solo di fattorini, ma anche di circa 40 milioni di operai che vengono assunti via internet e pagati per i singoli giorni di lavoro. Alla Foxconn oltre la metà dei 200mila lavoratori stagionali viene reclutata tramite intermediari. Anche in Cina, dunque, si stanno accumulando significativi problemi interni.

In questo contesto, l'Europa ogni anno vede volare verso Washington centinaia di miliardi di euro di risparmi. L'UE, priva di qualunque coesione, si ritrova profondamente divisa e in una posizione di sudditanza rispetto agli USA.

Dal canto loro, gli USA hanno una presenza militare diffusa nel mondo, ma faticano sempre più a mantenerla. Il 2024 è stato l'anno in cui per la prima volta gli States hanno speso più per la gestione degli interessi sul debito (che ha toccato quota 37mila miliardi) che per la produzione di nuove armi. Il Tesoro dovrà trovare a breve il modo di piazzare altri 2mila miliardi di dollari di debito, difficili da reperire a fronte della crescente sfiducia verso il sistema del dollaro. Secondo le stime del FMI, il rapporto debito mondiale/PIL mondiale arriverà al 100% nel 2029, con l'Italia che raggiungerà il 138% nel 2027 e gli USA il 143% entro il 2030. Da notare che, per pagare gli interessi sul debito e aumentare le spese in armamenti, la maggior parte degli Stati taglia su infrastrutture essenziali e welfare.

I recenti licenziamenti di Amazon dimostrano come le grandi aziende si stanno preparando per quella che possiamo definire la robotizzazione del mondo. Le potenze mondiali, dagli USA alla Cina, stanno portando avanti una rivoluzione sia in ambito produttivo che nel modo di condurre la guerra. La velocità di azione e di risposta, in battaglia così come nei mercati, toglie il tempo a qualsiasi consultazione democratica.

La Russia ha testato un missile da crociera a propulsione nucleare, Burevestnik, che sembra abbia percorso 14 mila km in 15 ore. Secondo gli analisti militari, potrebbe restare in volo per giorni, mantenedosi a bassa quota (50-100 mt). Dall'inizio della guerra in Ucraina ci sono stati sviluppi nella produzione di nuove armi; la Cina, in particolare, ha stupito un po' tutti durante l'ultima parata militare. La società si ritrova con magazzini pieni di armi obsolete che armi nuove sono in grado di neutralizzare. Gli USA stanno lavorando al Golden Dome, lo scudo spaziale che dovrà intercettare i missili provenienti dall'altra parte del mondo e dallo spazio.

Nell'ultimo pellicola di Kathryn Bigelow, House of dynamite, un missile balistico con testata nucleare di cui non si conosce l'origine si dirige verso una zona densamente popolata degli Stati Uniti. Gli eventi che seguono mettono in luce come le armi possano assumere il sopravvento sulle decisioni degli uomini.

Cannone e corazza diventano obsoleti e, probabilmente, si fonderanno attraverso l'intermezzo delle capacità dei sistemi "intelligenti". Già negli anni '80 si è visto l'uso di proiettili intelligenti ("Guerre stellari e fantaccini terrestri"). Ma la guerra non può essere condotta esclusivamente tramite radar, missili e sistemi di intelligenza artificiale, si tratterebbe di una guerra di macchine contro macchine. Questa situazione corrisponde a quella del debito pubblico: è anch'essa irrisolvibile.

La crescita delle periferie metropolitane ormai svincolata dalla crescita economica è dovuta all'ingigantirsi dell'esercito dei senza riserve. Il governatore di Rio de Janeiro ha organizzato una delle più grandi operazioni della storia del Brasile, dispiegando 2500 agenti contro una delle principali gang del paese. La guerriglia che ne è seguita ha provocato decine di morti e da entrambe le parti sono state utilizzate armi pesanti, ma anche droni armati di granate. Un esempio di cosa vuol dire disgregazione dello Stato: guerra tra bande e scenari da incubo nelle città.

In molti cominciano ad avvertire che è stata imboccata una strada da cui non si può tornare indietro, che può portare a cataclismi ambientali e sociali mai visti prima.

Fin dagli anni '20 la Sinistra Comunista "italiana" ha affermato che la prossima rivoluzione sarà di specie, e ha dato battaglia per l'adozione del centralismo organico contro quello democratico ("Il principio democratico"), intendendo la rivoluzione come un rovesciamento della prassi dovuto alla materiale formazione di una nuova società all'interno di quella vecchia. La concezione del partito della Sinistra è di tipo cibernetico: presuppone lo stabilirsi di una doppia direzione, un feedback, tra le molecole sociali che compongono l'organo partito ("Tesi di Milano"), l'esistenza di spinte bottom-up e top-down, cioè rapporti circolari dove dal basso emergono degli ordinatori che danno ordine e struttura agli elementi che li hanno generati.

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