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  • Resoconto teleriunione  24 febbraio 2026

Comitati d'affari della borghesia

La teleriunione di martedì sera si è aperta con alcune considerazioni sull'istituzione del Board of Peace (BoP).

Tale organismo, ideato dall'attuale amministrazione americana, testimonia i mutati equilibri interimperialistici e la necessità, per gli USA, di farvi fronte. Non si tratta di un organismo intergovernativo tradizionale, ma di un esperimento di governance pubblica e privata, creato nell'ambito del piano di pace per Gaza previsto dalla risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ne indica il ruolo di supporto e supervisione dei processi di transizione.

I critici accusano il BoP di essere un comitato d'affari dell'1%. E, in effetti, lo è, così come lo sono gli Stati. La differenza sta nel fatto che tale organismo è guidato da Donald Trump, che ne ha assunto la presidenza permanente. L'adesione avviene su invito e prevede un contributo di un miliardo di dollari. Al momento la lista dei paesi membri è limitata (Albania, Arabia Saudita, Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bahrain, Bielorussia, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Indonesia, Kazakistan, Kosovo, Marocco, Pakistan, Qatar, Turchia, Ungheria, Uzbekistan e Vietnam) ma potrebbe allargarsi: i paesi osservatori sono Cipro, Rep. Ceca, Finlandia, Grecia, India, Italia, Messico, Polonia, Romania, Slovacchia.

A capo dell'organismo non figura il presidente degli Stati Uniti in quanto tale ma la persona di Trump. La società del tycoon, la Trump Media & Technology Group, che gestisce tra gli altri il social Truth ed è quotata a Wall Street, ha visto più che raddoppiare il valore delle propie azioni in seguito alla nascita del Board. La Casa Bianca ha reso noto che il Consiglio Esecutivo è composto dall'ex premier britannico Tony Blair, il segretario di Stato americano Marco Rubio, l'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff, il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Robert Gabriel, il genero del presidente degli Stati Uniti Jared Kushner, il presidente della Banca Mondiale Ajay Banga e il miliardario Marc Rowan. Quest'ultimo è l'amministratore delegato di Apollo Global Management, una delle maggiori società al mondo di private equity (acquisizioni di aziende non quotate in Borsa).

Nel BoP ci sono inoltre altri soggetti finanziari e imprenditori, a conferma della commistione tra personalità politiche e mondo degli affari. Tra i membri figura anche Howard Lutnick, segretario al Commercio degli Stati Uniti d'America ed ex CEO di Cantor Fitzgerald, la società (ora affidata ai figli) che agisce da custode delle riserve di Tether, la stablecoin più usata al mondo e il cui valore è ancorato al dollaro. Sembra che proprio questa criptovaluta potrebbe essere impiegata come sistema di pagamento all'interno della Striscia di Gaza, data l'assenza di banche e sistemi creditizi.

Non si fa mistero che il BoP sia nato per fare business, per intervenire in quelle aree dove è possibile fare nuovi investimenti e ricavare profitti. Mesi fa, sul Web, sono circolate le immagini dell'ipotetica ricostruzione della Striscia di Gaza, il cui skyline dovrebbe somigliare a quello di Dubai.

La sua istituzione rientra in un'operazione ad ampio raggio degli USA, volta a puntellare l'egemonia del dollaro sul mondo, minacciata dalla formazione di nuovi centri capitalistici. Il colpo inferto al Venezuela e il paventato intervento in Iran rientrano nel tentativo di ripristinare il dominio del biglietto verde, dato che entrambi i paesi commerciavano materie prime ed energetiche in valute alternative. Con l'azione in Venezuela, pur se i costi di estrazione del petrolio non sono trascurabili data la sua profondità e densità, è evidente che gli USA si sono assicurati un salvadanaio energetico per il futuro. Per la loro stessa struttura, gli USA non possono prescindere dal controllo dei flussi di valore a livello mondiale.

Lo statuto del BoP è stato presentato e firmato all'ultimo incontro di Davos, lo scorso gennaio, e specifica che la nuova istituzione si occupa di "promuovere la stabilità, restaurare un governo affidabile e legittimo, e assicurare una pace duratura nelle aree afflitte o minacciate dai conflitti."

Gli USA stanno procedendo nel percorso di smantellamento del vecchio ordine mondiale, l'impalcatura consolidatasi dopo la Seconda Guerra Mondiale, ormai non più rispondente alle loro necessità. Le vetuste istituzioni internazionali, a cominciare dall'ONU, appaiono incapaci di intervenire, mentre gli imprenditori miliardari hanno bisogno di bypassare gli impedimenti burocratici per mettere insieme risorse importanti che, nei loro progetti, potrebbero rilanciare economie, ricostruire aree devastate come Gaza, e, allo stesso tempo, produrre un ritorno economico. Si spera di nuovo nel mattone come "fondamentale" per attrarre capitali alla disperata ricerca di valorizzazione.

La gestione della sicurezza di un colosso come gli USA è oramai in mano ad aziende private come Palanthir Technologies e SpaceX. Nel 1961, il presidente Dwight D. Eisenhower mise in guardia il paese circa il rischio rappresentato dall'unificazione tra l'apparato militare e l'industria bellica privata; oggi tale dinamica è giunta alle estreme conseguenze. Nell'ultima fase capitalistica, è il Capitale a dominare sugli stati, anche i più potenti, e non viceversa.

Lo scorso settembre, convocando a Quantico (Virginia) i massimi generali americani dislocati nel mondo, Trump ha affermato che il vero nemico è quello interno. Nel "ventre della balena" si stanno accumulando contraddizioni enormi, pronte ad esplodere ("Teoria e prassi della nuova politiguerra americana"). La riuscita dei progetti americani all'estero dipende dalla capacità di contrastare le spinte disgregatrici interne. L'impiego della Guarda Nazionale sul territorio nazionale e i rastrellamenti condotti delle milizie dell'ICE dimostrano qual è la posta in gioco.

La Cina sta automatizzando i suoi porti e non solo. Durante le celebrazioni per il Capodanno cinese, Pechino ha mostrato robot abilissimi nelle arti marziali. Negli USA è in cantiere il robot di Tesla, Optimus, che dovrebbe sbaragliare la concorrenza e che sarà commercializzato nel 2027. Al di là dell'effettiva utilità degli automi umanoidi, quella in corso è una transizione di fase molto rapida. La borghesia copia l'organismo vivente e cerca di riprodurlo meccanicamente, ma a fare la differenza non sono gli spettacoli per il popolino quanto l'applicazione della robotica all'industria, che sostituisce ovunque lavoro umano.

Lo stesso Trump o il Capo di Stato Maggiore dell'esercito americano potrebbero essere sostituiti da un algoritmo. BlackRock, il più grande fondo d'investimento del mondo, utilizza Aladdin, un software capace di elaborare masse enormi di dati e di stabilire strategie e linee di intervento dal punto di vista finanziario. Esistono ancora analisti finanziari in carne ed ossa, ma nessun individuo è in grado di vagliare ed elaborare la mole di informazioni prodotta dai mercati, producendo un output comparabile a quello di questi sistemi.

Lo sviluppo dei sistemi di IA non è un volano per l'economia, quanto piuttosto una mina destinata a far saltare il sistema del lavoro salariato. Nel generale rovesciamento della prassi, ci si sta accorgendo che non si tratta di un semplice potenziamento delle macchine, ma di un meccanismo evolutivo delle stesse, un superamento di una soglia. Gli uomini hanno esteriorizzato molte potenzialità nelle macchine, che a loro volta hanno intrapreso una loro storia evolutiva, coevolvendo con la società di cui sono parte.

Fino a che punto potrà spingersi la sostituzione degli uomini con le macchine nei processi produttivi? Quanti soldati sarebbero disposti a morire per un algoritmo? Quanti operai accetterebbero di farsi comandare da un software? Presto, tutti i lavori che un computer può svolgere saranno sostituiti da sistemi di IA, un processo già in atto sia in ambito industriale che bellico. Alcuni esperti di tecnologia lanciano allarmi e invocano una moratoria sullo sviluppo dell'IA, ma di fronte ad un capitale autonomizzato che risponde solo a sé stesso gli appelli servono a poco.

In chiusura di teleconferenza, è stato segnalato lo sciopero generale in India, che ha coinvolto circa 300 milioni tra agricoltori e lavoratori, e quello in Argentina, dove è stata introdotta una nuova legge sul lavoro. Nel paese sudamericano (come recentemente anche in Grecia) vengono spazzate vie le "conquiste" storiche del movimento operaio, tra cui le 8 ore di lavoro (si potrà lavorare fino a 12). I proletari non hanno garanzie da difendere all'interno di questa società, hanno solo da liberarsi dalle proprie catene. Oggi ognuno ha in tasca un smartphone, ora dotato di sistemi di IA, e potrebbe cominciare a farne un uso intelligente. I centri studi della borghesia osservano che le piazze si riempiono e le urne si svuotano, ma non ammettono (almeno per adesso) che l'attuale modo di produzione è arrivato al capolinea.

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