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  • Resoconto teleriunione  02 febbraio 2016

Non abbiamo bisogno della famiglia (tradizionale o alternativa)

La teleconferenza di martedì, connessi 15 compagni, è iniziata con alcuni commenti riguardo le recenti manifestazioni in difesa della famiglia tradizionale.

Gli schieramenti scaturiti dallo scontro - unioni civili sì, unioni civili no - sono parimenti reazionari e conservatori. Entrambi reclamano infatti la conservazione della società così com'è, chiedendone, per alcuni, una maggiore integrazione. Che si tratti di #FamilyDay o di #SvegliaItalia, ciò a cui puntano i due movimenti sono il riconoscimento e la conservazione del diritto alla famiglia, quella stessa categoria che oggi è in testa alla classifica dell'alienazione (la prima causa di morte per le donne al di sotto dei 40 anni è il marito!).

Ne L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato, Engels dimostra la transitorietà di tali categorie. L'unico modo per parlare sensatamente di famiglia e società futura è quello che ci pone in un'ottica di negazione: "Quello che noi possiamo oggi presumere circa l'ordinamento dei rapporti sessuali, dopo che sarà spazzata via la produzione capitalistica è principalmente di carattere negativo e si limita per lo più a quello che viene soppresso. Ma che cosa si aggiungerà? Questo si deciderà dopo che una nuova generazione si maturi".

Nella sua storia il movimento rivoluzionario è arrivato a comprendere l'inutilità dell'abrogazione della religione, ma riguardo la questione sessuale non ha ancora raggiunto la giusta maturazione. L'eliminazione per decreto della famiglia non servirebbe a nulla, anche perché essa si sta sgretolando insieme alla società che la produce. Oggi contro questa istituzione non ci sono più solo i comunisti, ma la famiglia stessa. In ogni caso, come scriveva Marx nel Manifesto, i proletari non hanno nulla di proprio da salvaguardare all'interno di questa società, devono anzi distruggere tutto ciò che fino ad ora ha garantito e difeso la proprietà privata, con tutto ciò che l'accompagna.

La disgregazione delle cellule-famiglia è il preludio a una disgregazione di ben altra portata. Da quando l'uomo ha cominciato ad agire in senso sociale sviluppato (almeno dalla fine del Neolitico), la sessualità si è staccata dai semplici bisogni riproduttivi. A partire da innumerevoli esempi storici (Patto di Qumran, Yanomami, intentional communities americane, kibbuz originari, ecc.) si può dimostrare come una società di produttori che si riproduce attraverso singoli elementi liberi da proprietà, può anche fare a meno del raggruppamento famigliare. Nella società futura resteranno produzione e riproduzione, spariranno tutte le sovrastrutture che ruotano intorno ad esse.

La nostra distanza da coloro che vogliono organizzare i tipi sessuali con delle etichette giuridico-morali in salsa capitalistica è incolmabile. Per noi esistono solo delle relazioni tra tipi umani che risolvono il loro rapporto con il sesso senza il bisogno o l'intermediazione dello Stato o della Chiesa.

La vicenda delle unioni civili ci fa venire in mente un'altra pratica conservatrice, risalente a qualche tempo fa ma paradigmatica: la difesa dell'articolo 18 e le manifestazioni organizzate dai sindacati. Al solito, invece di ragionare con la testa proiettata nel futuro e negare tutte le categorie economiche e politiche esistenti, i sinistri scendono in piazza e organizzano processioni di retroguardia in difesa dello status quo, e cioè del capitalismo. Di rottura nemmeno l'ombra, tutti rispettosi di Santa Democrazia.

La teleconferenza è proseguita con le news economiche.

Dopo la Banca centrale giapponese, anche la Bce sembra intenzionata ad effettuare un ulteriore taglio dei tassi di interesse. Continuano le iniezioni di droga monetaria, ma il Capitale-malato non si risolleva dallo stato comatoso.

L'Italietta intanto alza la voce e pretende dalle autorità europee lo stesso trattamento avuto dai tedeschi nella protezione del sistema bancario-creditizio. La Germania è l'unico paese europeo che è riuscito a frenare la caduta tendenziale del saggio di profitto; grazie ad un mix inedito di corporativismo fascista integrale, che lega stato e sindacati, e legge Hartz, che offre condizioni particolari agli industriali e un salario minimo ai cittadini, è stata capace di mantenere a lavoro più della metà della popolazione. Come? Con leggi che abbassano drasticamente il valore del salario per cui al capitalista conviene adoperare tot operai piuttosto che investire in macchinari.

La realtà italiana è invece completamente diversa, caratterizzata da moltissime piccole aziende, specializzate e altamente meccanizzate. Ciò che preoccupa Berlino è piuttosto il calo della crescita demografica, con un figlio per donna e vicina allo zero. Una sorta di malthusianesimo al negativo.

La riunione si è conclusa con il tema della guerra odierna in quanto conflitto mondiale combattuto a pezzi.

Rispetto al nuovo modo di essere dei conflitti bellici, notiamo una maggiore lucidità sull'argomento da parte di elementi che non bazzicano nel milieu marxista (segnaliamo ad esempio il sito www.terzaguerramondiale.net, "Bollettino di un conflitto combattuto a capitoli"). Eppure sono ancora in molti ad indicare i conflitti in corso quali preparativi di una guerra a venire di tipo classico, tra due blocchi imperialisti.

Negli anni 50' con la battaglia di Ðiện Biên Phủ è morto il vecchio modo di fare la guerra. Oggi è impensabile immaginare un futuro in cui colonne corazzate attaccano il nemico, con uno schieramento di cacciatorpediniere e aerei che si sostengono a vicenda. La guerra civile si staglia all'orizzonte.

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