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  • Resoconto teleriunione  22 luglio 2025

Armi atomiche e sistemi automatici

La teleriunione di martedì sera è iniziata con il commento di alcuni articoli presenti nell'ultimo numero di Limes, intitolato "Corsa alla Bomba".

Secondo la rivista di geopolitica, il conflitto tra Israele e Iran segnerebbe "la fine della deterrenza nucleare: gli arsenali atomici non assicurano più la vita di chi li possiede, come Israele, o di chi potrebbe presto dotarsene, come l'Iran". Esiste il rischio di una proliferazione nucleare generalizzata, in grado di ridefinire le gerarchie internazionali (chi ha la Bomba comanda). La situazione è diventata più instabile, più pericolosa e più imprevedibile; il ritorno della Bomba come opzione concreta cambia le regole del potere globale, segnando una frattura tra potenze nucleari e convenzionali, e aprendo la porta a una corsa agli armamenti che potrebbe sfuggire di mano.

Con lo scoppio della guerra in Ucraina, parlare di utilizzo delle bombe nucleari non è più un tabù; il generale Fabio Mini è tra coloro che lanciano l'allarme su un possibile loro impiego in Europa. Come scrivevamo nell'articolo "Dall'equilibrio del terrore al terrore dell'equilibrio", il mondo è precipitato in una situazione di caos: con la caduta dell'URSS, la simmetria atomica mondiale è stata intaccata e si è passati al terrore dell'equilibrio (nessuna superiorità strategica) che si manifesta in ambito economico così come in guerra. Durante la "guerra fredda" erano cinque le potenze dotate di atomiche (Cina, Francia, Regno Unito, Russia, USA); oggi si sono aggiunte India, Pakistan, Israele, Corea del Nord e probabilmente Iran.

L'equilibrio del terrore obbligava USA ed URSS a rapportarsi in uno scenario di coesistenza: partigianerie e guerre diffuse erano il prodotto di un mondo diviso tra due blocchi ("cortina di ferro"). Lo scenario attuale non risponde più a tale logica: è difficile, ad esempio, capire quale strategia guidi l'azione militare di Israele che, con una popolazione di circa dieci milioni di abitanti, ha aperto sette fronti di guerra, mentre cresce il malessere interno e sempre più giovani rifiutano l'arruolamento.

Come osservato, il primo assunto dell'epoca della coesistenza USA-URSS era che le armi nucleari non dovevano servire a combattere una guerra atomica, bensì ad evitarla. Ma non appena le esigenze dettate dai rapporti interimperialistici lo hanno imposto, si è incominciato a parlare di armi nucleari tattiche e la vecchia dottrina della dissuasione ha perso forza, anche se nessuno l'ha ripudiata ufficialmente.

Nella Seconda guerra mondiale sistemi di macchine si fronteggiavano sul campo di battaglia; oggi lo scontro avviene ancora tra sistemi ma con l'aggiunta dell'intelligenza artificiale. Per capire cosa succede in ambito bellico bisogna guardare allo stato dell'industria. Ocado, per esempio, è un'azienda inglese, specializzata nella vendita al dettaglio, che ha sviluppato un avanguardistico sistema per la gestione dei propri magazzini denominato l'"alveare": si tratta di una gigantesca griglia metallica su cui scorrono piccoli robot che agganciano, tramite pinze apposite, la merce contenuta all'interno di casse di plastica per trasportarla velocemente nel luogo preposto all'imballaggio ("Magazzini organici"). Si tratta di sistemi industriali ad altissima automazione, dove l'uomo diviene solo un sorvegliante del processo produttivo (Marx, Grundrisse).

L'interfaccia cervello-computer fa sì che l'operatore umano non sparisca, ma venga integrato all'interno del sistema:

"L'interfaccia computer-cervello già esiste in campo medico, ad esempio nei casi di paralisi grave o altre malattie neurodegenerative. Se le cellule cerebrali separate dal corpo reagiscono agli stimoli, potrebbero in linea teorica ricevere segnali binari dal computer ed elaborarli secondo gli ancora sconosciuti criteri dell'intelligenza biologica che è digitale e analogica insieme. Insomma, potrebbe uscirne un bio-computer molto più potente di quelli immaginati finora. In mano a una classe come quella borghese?" (Newsletter n. 227, 31 gennaio 2018)

Un domani, in ambito bellico, tale tipologia di interfaccia potrebbe essere in grado di trasferire direttamente il pensiero dell'operatore umano nella macchina, aggirando le mediazioni fisiche (mouse, tastiere, ecc.) e riducendo il tempo di reazione. Come la mano sviluppa il cervello, così il computer lo potenzia, fondendosi sempre più con esso. Un insieme di computer abbinati a un insieme di cervelli produce, già oggi, un cervello sociale bio-tecnologico, e questo produce degli effetti nella società, che vanno dalla paura allo stupore. ("Il gemello digitale").

I grandi interrogativi che l'umanità si è posta fin dagli albori, riguardanti la dicotomia tra il mondo del continuo e quello del discreto, si ripropongono nella nostra epoca in ambito scientifico (dualismo onda/particella in meccanica quantistica), sulla spinta dell'incessante sviluppo delle forze produttive. L'umanità si confronta soltanto con problemi per i quali già esistono materialmente le soluzioni.

Nei conflitti degli ultimi decenni si è combattuto con munizioni a guida precisa (precision-guided munition, o PGM). Già dal nome si comprende che non si definisce solamente il prodotto, ma anche il programma politico, che si riflette sul modo di adoperare tale tecnologia. Armi come il Tomahawk rappresentano il prototipo a cui si sono ispirati molti droni prodotti successivamente: lungo circa sei metri, è un missile da crociera a guida autonoma con una gittata di 2.500 km, progettato principalmente per colpire obiettivi fissi a lunga distanza. Può essere lanciato sia da navi che da sottomarini e divenne famoso durante la Guerra del Golfo. Fire-and-forget, letteralmente "spara e dimentica", indica appunto un tipo di sistema di guida che non richiede l'intervento di un operatore umano dato che l'arma stessa ha la capacità di tracciare automaticamente il bersaglio dopo il lancio, raggiungerlo e colpirlo. Un missile a guida precisa degli anni '90 integrava un'intelligenza minima, quasi insignificante rispetto ai mezzi oggi a disposizione. I droni moderni hanno un'intelligenza migliaia di volte superiore.

I droni sono costruiti su linee di montaggio simili a quella delle automobili, ma mentre quest'ultime sono robuste e durano anni, i droni vengono colpiti facilmente (nei cieli ucraini e russi ne vengono abbattuti decine ogni giorno). E' però il loro impiego in massa a fare la differenza. Il capitalismo ha raggiunto capacità notevoli nella costruzione di velivoli a pilotaggio remoto e sta formando personale in grado di controllarli a distanza di centinaia o migliaia di chilometri (come mostrato nel film "Good Kill" di Andrew Niccol). Parallelamente si sviluppa la guerra elettronica, ovvero l'uso di onde radio per neutralizzare i segnali del nemico.

Il cambio di paradigma riguarda la fusione tra cervello e computer (BIC), il fatto che nella guerra così come nell'industria il mondo del nato e quello del prodotto vanno fondendosi cominciando a seguire le stesse logiche (Out of control. La nuova biologia delle macchine, dei sistemi sociali e del mondo dell'economia ', Kevin Kelly). Gli sciami di droni sono progettati sulla base dell'imitazione dei comportamenti collettivi osservati negli sciami di insetti.

Arrow e Iron Dome sono due sistemi difensivi israeliani formidabili, ma hanno mostrato i loro limiti. Uno sciame di droni è più difficile da neutralizzare rispetto ad un enorme B-52. La situazione di oggi richiama le teorizzazioni sulla superiorità aerea di Giulio Douhet, esposte nel saggio Il dominio dell'aria (1921) e messe in pratica durante la Seconda Guerra Mondiale. In Ucraina, non appena lanciata la cosiddetta "operazione militare speciale", le forze russe hanno preso il controllo dello spazio aereo; in Medioriente, gli Israeliani si sono trovati scoperti prima di fronte all'attacco con apparecchi rudimentali di Hamas (7 ottobre), e poi con i droni e i missili degli Houthi e dell'Iran.

Con il 7 ottobre si è innescato un processo che ha coinvolto tutto il Medio Oriente e non solo. È stato il famoso battito d'ali di farfalla che ha provocato un uragano. La crisi cronica del capitalismo si rispecchia nella cronicizzazione della guerra, che non viene dichiarata ufficialmente e non finisce più. L'impossibilita di seguire una qualsiasi logica che persegua una qualche forma di equilibrio è evidente nello sterminio dei palestinesi in corso nella Striscia di Gaza.

Già oggi una rete di satelliti è in grado di raccogliere dati dalla Terra, elaborarli nello spazio e poi restituirli al pianeta. Il controllo dello spazio diventa centrale e ritornano attuali le tesi dei cosmisti russi e, in particolare, di Vladimir Vernadsky, lo scienziato che introdusse il concetto di noosfera. Anticipando l'Ipotesi Gaia di James Lovelock, Vernadsky concepiva la Terra come composta da tre livelli interconnessi: la geosfera (materia inanimata), la biosfera (vita biologica) e la noosfera (pensiero umano), intesa come una sorta di "coscienza collettiva" dell'umanità. Una visione vicina a quello che la nostra corrente ha definito "cervello sociale".

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