Bordiga, nella conferenza su Lenin, anticipa di trent'anni la cibernetica di Norbert Wiener: il capo è un elemento di un sistema autoregolante, le cui direttive non sono unilaterali bensì il prodotto dell'elaborazione di un programma e dei segnali provenienti dall'ambiente; egli, infatti, agisce sulla base di feedback continui che arrivano dal resto del sistema. L'autorità non è personale ma funzionale, ed è l'ambiente a scegliere il "nodo" più adatto: "Il capo, più che inventare, rivela la massa a sé stessa" (Bordiga) equivale a dire che "gli hub emergono perché la rete ha bisogno di loro" (Barabasi). I "tradimenti" dei capi si verificano quando i nodi diventano estranei all'ambiente rivoluzionario, ovvero perdono le connessioni con la rete. Il modello evolutivo di una rete mostra che la dinamica dei collegamenti tra i nodi cambia nel tempo a seconda della loro idoneità, nel nostro caso in base all'aderenza alla teoria rivoluzionaria.
Ciò che conta è la rete ("In senso lato ed in senso stretto"), di cui il nodo è solo una delle tante espressioni. Il capo è un prodotto della polarizzazione sociale, esattamente come gli hub emergono da dinamiche reticolari, e la loro efficienza dipende dalla topologia della rete. Il capo ha un alto numero di connessioni e ne attrae altre proprio perché ne possiede già molte. Esistono cervelli "privilegiati" e meglio esercitati, capaci di tradurre esperienze che sono il prodotto della collettività. Il motore è la rivoluzione che, in quanto movimento generale della società, seleziona i propri operatori umani, i quali in un determinato momento storico possono essere tribuni o in un altro influencer. Il capo "Lenin" è, quindi, un nodo ad altissima connessione, ma ciò dipende dalla possibilità di recepire e veicolare un segnale antiforma. L'individuo esiste solo come individuo-sociale:
"La vita è una cosa in rete - un essere distribuito, un organismo esteso nello spazio e nel tempo. Non c'è una vita individuale. Da nessuna parte troviamo un organismo che vive da solo. La vita è sempre plurale (e fino a che non diventa plurale riproducendo sé stessa, non può essere chiamata vita). La vita comporta interconnessioni, anelli multipli condivisi." (Kevin Kelly, Out of control)
Il nostro schema di rovesciamento della prassi evidenzia spinte fisiologiche che partono dagli atomi sociali, i quali ad un certo punto iniziano a fibrillare; l'urto tra le classi sociali porta ad uno scontro più evidente (interesse economico). I nodi non possono essere analizzati senza tener presente la dinamica sociale in cui sono inseriti. È un movimento generale della società che produce forme e legami, e l'avanzare della rivoluzione irrobustisce questo tipo di strutture (teorie delle reti, autocatalisi, complessità).
Nella lettera ai compagni n. 37, "Utopia, scienza, azione", abbiamo ripreso la corrispondenza di Marx diciannovenne con il padre, nella quale emerge la necessità di un metodo di indagine scientifico della società, considerata parte della natura, mettendo in soffitta la filosofia, soprattutto quella hegeliana. Il giovane Marx intuisce che le questioni ideali, cioè quelle riguardanti la testa degli uomini, sono trattabili secondo i metodi della scienza della natura.
Engels, nel saggio Dell'autorità del 1872, in polemica con gli anarchici, descrive lo sviluppo nell'industria moderna dell'attività in comune di masse composte da migliaia di operai. L'operaio professionale, che nella manifattura aveva un certo grado di libertà individuale perché agiva perlopiù isolatamente, con l'industria moderna diviene un operaio parziale, sottoposto ad un piano di produzione centralizzato che detta i ritmi del lavoro. Tale piano, attualmente capitalistico, si dota di strumenti umani, che possono essere rappresentati dai responsabili di produzione. Engels afferma che la rivoluzione è l'atto più autoritario che esiste, perché si imprime la volontà di una parte della società sull'altra.
La scuola è un fondamentale apparato ideologico della società borghese, non a caso i programmi di studio sono di pertinenza della Stato ("L'estinzione della scuola e la formazione dell'uomo sociale"). E' l'ambiente a formare individuo e collettività: non è vero che gli operai non fanno la rivoluzione perché sono ignoranti, non la fanno perché sono saturi di cultura borghese (democrazia, parlamentarismo, ecc.). Il nuovo ambiente sociale, teso al futuro, dovrà superare i dualismi di questa società aliena a sé stessa, che vede, ad esempio, una dicotomia tra il lavoro manuale e quello teorico. La rivoluzione avanza quando cadono le barriere.
Oggi ogni attività è svolta all'interno di un complesso sistema di relazioni: dalla produzione al consumo, dai trasporti alle comunicazioni, si tratta di processi altamente socializzati. Il cervello, è utile ricordarlo, è co-evoluto con lo sviluppo tecno-sociale della nostra specie (mano-lavoro-cervello).
BeiDu è una tecnologia di posizionamento sviluppata dalla Cina, basata su una rete di satelliti capaci di guidare ogni tipo di attività, compresa la guerra. Il Pentagono, naturalmente, è preoccupato per la crescita di questo sistema integrato che connette ambiti civili, militari, logistici e comunicativi. Lo sviluppo della Rete comporta l'unificazione di uomini e cose. L'attuale modo di produzione si sta avvicinando alla "singolarità". Il filosofo Nick Bostrom, non certo un marxista, parla di "Singleton", un aggregato unitario: dai piccoli gruppi umani alle tribù, dalle prime città alle moderne metropoli, secondo Bostrom il processo porta ad un aggregato unico mondiale. Il fatto è che di mezzo ci sono gli interessi contrastanti tra stati, aziende e individui capitalisticamente intesi, e quindi tale passaggio ad una struttura unica mondiale non sarà graduale ed indolore.
L'ONU e le altre strutture sovranazionali dimostrano come siano possibili aggregati che si muovono su scala mondiale. Oltre all'esistenza di sovrastrutture borghesi che escono dai confini nazionali, è importante notare che la struttura materiale della società sta prendendo il sopravvento sulla sovrastruttura. Tutto il sistema di satelliti, reti, logistica, sensori ed attuatori sparsi ovunque, guida gli uomini nella vita di tutti i giorni. Il cuore decisionale dei grandi fondi d'investimento non sono tanto i manager lautamente pagati quanto gli algoritmi che hanno tempi di elaborazione nettamente più veloci. Ciò riguarda i processi logistici, così come quelli finanziari e militari; si pensi, per fare alcuni nomi significativi, ad Amazon, BlackRock e Palantir Technologies.
Dai primi magazzini delle antiche società urbane, collettive e senza stato ("Contributo per una teoria comunista dello Stato"), si è arrivati ad una società in cui il flusso di prodotti e dati fa il giro del mondo; il prossimo salto sarà una forma sociale non più capitalistica dove il magazzino diviene qualcosa di organico alla società.
Per la Sinistra Comunista la successione non è fascismo, democrazia, comunismo; ma democrazia, fascismo e comunismo. Il capitale autonomizzato domina lo Stato, non può farne a meno, ma allo stesso tempo lo vede come un intralcio alle sue scorribande sui mercati. La struttura produttiva tende a rompere con gli attuali rapporti di produzione. Musk, che a capo del Dipartimento per l'efficienza governativa (DOGE) pare abbia fatto ben poco, oltre a possedere una gigantesca Gigafactory a Shanghai dove vengono prodotte la Tesla Model 3 e Tesla Model Y, ha firmato un accordo con il governo cinese per la costruzione di un altro stabilimento che si occuperà della produzione di Megapack, batterie di accumulo. Il giga-capitalista sudafricano punta da sempre alla formazione di un ecosistema aziendale: batterie per automobili elettriche collegate a satelliti utili nel campo civile e militare, pubblicizzati da social media indispensabili per veicolare determinate informazioni. Una rete di interessi enorme che va oltre gli interessi nazionali americani (di qui anche il recente scontro con Trump e la minaccia di fondare un nuovo partito).

