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  • Resoconto teleriunione  27 gennaio 2026

Il capitalismo colonizza sé stesso

La teleconferenza di martedì è iniziata commentando quanto sta succedendo a Minneapolis, in Minnesota (USA).

L'ICE (United States Immigration and Customs Enforcement) è un'agenzia federale statunitense che si occupa di dogane e soprattutto di immigrazione. Da settimane il governo Trump ha schierato migliaia di poliziotti nelle strade delle principali città, da New York a Los Angeles, fino appunto a Minneapolis, dove sono stati condotti veri e propri rastrellamenti contro gli immigrati. L'uccisione di Renée Good e Alex Pretti, due attivisti che contestavano le procedure di questi squadroni, ha fatto scattare una serie di risposte di piazza. Tra queste, lo sciopero generale indetto a Minneapolis e sostenuto da AFL-CIO, che ha ricevuto la solidarietà di oltre 70 città americane. In questo contesto si è inserito lo scontro tra lo stato del Minnesota e la Casa Bianca, da cui dipendono le forze dell'ICE. Il governatore del Minnesota, Tim Walz, e il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, hanno denunciato le pratiche dell'agenzia federale; Trump ha risposto accusando le autorità locali di proteggere i criminali. In questo episodio vediamo i segnali di una guerra civile, che potrebbe aumentare di intensità, opponendo l'autorità centrale degli Stati Uniti a quelle locali.

Nell'articolo "Teoria e prassi della nuova politiguerra americana" (2003), abbiamo scritto:

"La direzione del moto storico, l'andare verso... che abbiamo già preso in considerazione, è irreversibile. Se il determinismo ha un senso, gli Stati Uniti sono ciò che la storia del globo li ha portati ad essere. Ma siccome la dialettica dei rapporti fra società e paesi esclude che si possa interpretare la storia come una serie di passaggi meccanici, senza quelle biforcazioni rivoluzionarie alle quali o c'è rottura sociale o c'è continuità, ecco che l'imperialismo unipolare americano va osservato anche dal punto di vista degli effetti che esso produce sugli stessi Stati Uniti e non solo sul mondo degli altri. Nel mondo degli alieni si può essere alieni anche nei propri confronti."

Palantir Technologies, la società fondata da Peter Thiel, fornisce supporto alle truppe dell'ICE attraverso strumenti che aggregano dati di vario tipo, tra cui quelli medici, per individuare famiglie e persone da espellere. I software di Palantir sono utilizzati sia nelle operazioni militari all'estero sia in quelle di sicurezza interna, a dimostrazione di come il confine tra guerra esterna e interna sia sempre più sfumato. Basti vedere le divise delle milizie dell'ICE, molto simili a quelle delle truppe americane presenti in contesti bellici; in effetti, si tratta di forze federali che devono intervenire in situazioni di guerra... metropolitana. Gli immigrati arrestati vengono condotti in campi di detenzione, che ormai spuntano in ogni parte del mondo, dalla Palestina al Sudan, alla Siria.

Gli USA hanno un'esperienza decennale di rivolte interne, più o meno violente ed estese. Le condizioni di vita di milioni di americani stanno peggiorando e le armi in circolazione tra i civili sono centinaia di migliaia. Gli indici economici sono tutti negativi. La bolla dell'IA è pronta a scoppiare. Il dollaro viene utilizzato sempre meno nell'ambito delle transazioni internazionali, e il boom del prezzo dell'oro dimostra che la moneta americana è sempre meno considerata un bene rifugio.

Usciti vittoriosi dalla Seconda guerra mondiale, con centinaia di basi militari all'estero, gli USA hanno esercitato per decenni un'egemonia politica ed economica a livello internazionale. Attraverso la rendita, il controllo dei flussi finanziari e l'azione delle grandi multinazionali, si sono appropriati di una gigantesca quantità di plusvalore altrui in ogni parte del mondo.

Oggi, sono ultra-indebitati, il mondo comincia a liberarsi dei loro titoli di stato e, essendo ancora uno dei nodi principali della rete capitalistica, subiscono tutti gli effetti di un sistema in crisi strutturale.

Il capitalismo manifesta nitidamente la sua transitorietà quando invece di sfruttare i propri schiavi è costretto a mantenerli. La sovrappopolazione relativa è diventata molto rapidamente sovrappopolazione assoluta: il capitale variabile (lavoro vivo) è fondamentale per la produzione di plusvalore ma è via via soppiantato dalle macchine. Milioni di esseri umani si muovono alla ricerca disperata di migliori condizioni di vita, migrando sia all'interno dei paesi che oltre i confini nazionali.

In vista del World Economic Forum di Davos, Oxfam ha pubblicato uno studio secondo cui 12 persone possiedono una ricchezza superiore a quella di 4 miliardi di esseri umani. Non ci indigniamo di fronte a questi numeri, li leggiamo come conferma dei lavori di Marx e della Sinistra sulla "miseria crescente". Sempre a Davos, Larry Fink, CEO di BlackRock, ha messo in guardia sul fatto che il capitalismo sta rischiando grosso: enormi concentrazioni di capitale in un polo e di miseria dall'altro confermano che l'attuale modo di produzione non può andare avanti così. Senza contare i problemi legati allo sviluppo dell'IA, che rischia di alimentare la disoccupazione. Gli stessi capitalisti riconoscono nelle loro riunioni internazionali i problemi strutturali dell'attuale modo di produzione, ma non riescono a porvi rimedio.

I curdi del Rojava (nord est della Siria) sono sotto attacco da parte del governo siriano Al Shara, che ha costretto le Forze Democratiche Siriane (SDF) ad integrarsi nell'esercito. I partigiani, storicamente, vengono utilizzati dagli Stati e poi scaricati. Gli USA prima finanziavano i curdi (per la gestione dei pozzi petroliferi), mentre adesso ritengono più affidabile il governo di Damasco. Le SDF gestivano, per conto degli occidentali, il grande campo di concentramento di Al Hol, dove sono recluse le ex mogli ed i figli di ex combattenti dell'ISIS, circa 30 mila persone.

Il partigiano si schiera con una parte della borghesia contro l'altra, dalla parte di uno stato contro l'altro. In assenza di un programma storico che rappresenti un ponte tra il comunismo originario e quello futuro, si finisce per farsi difensori dell'esistente.

Fin dal Quaderno n. 1, "La crisi del capitalismo senile" (1984), abbiamo notato che l'inceppamento dei meccanismi di accumulazione crea una enorme quantità di capitale fittizio e un conseguente bisogno di guerra. La grande crisi in corso può essere analizzata anche attraverso la dinamica dei sistemi (Jay Forrester), come abbiamo fatto nell'articolo "Un modello dinamico di crisi".

La presenza di materie prime in particolari aree del mondo determina l'attenzione delle maggiori potenze capitalistiche e le relative strategie politiche e militari per accaparrarsele. La "Strategia di sicurezza nazionale" americana (novembre 2025) sostiene la necessità del "ripristino del dominio energetico americano (nel settore del petrolio, del gas, del carbone e del nucleare) e il reshoring dei componenti energetici chiave necessari rappresentano una priorità strategica fondamentale". Per gli investitori internazionali gli Stati Uniti non sono più un soggetto stabile, ma essi sono comunque intenzionati a "preservare e accrescere il dominio del settore finanziario". In mancanza di acquirenti esteri, sono i grandi fondi d'investimento con base negli USA a comprare i titoli del Tesoro, quegli stessi fondi che controllano banche, aziende ed infrastrutture europee, legando tutti ai destini del dollaro. Il capitalismo, da qualsiasi angolazione lo si guardi, dimostra di aver fatto il suo tempo: il FMI ha lanciato l'allarme sul debito pubblico mondiale prevedendo che possa raggiungere il 100% del PIL globale entro il 2029.

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