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n+1 rivista n°49

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La teleconferenza di martedì sera, presenti 24 compagni, è iniziata con alcuni aggiornamenti in merito allo stato della pandemia da Covid-19.

Al netto di quanto viene veicolato dai mass media, secondo i quali la propagazione del virus sarebbe nella fase finale e tutto starebbe tornando alla normalità grazie alle campagne vaccinali, va considerato che a livello mondiale il numero dei contagi ha raggiunto un nuovo picco toccando in un giorno solo, lo scorso 22 aprile, quota 900 mila casi. Drammatica la situazione dell'India, dove in tre giorni sono stati segnalati quasi un milione di nuovi casi; hanno fatto il giro del web le immagini dei fuochi allestiti per la cremazione dei defunti, le pire sono state improvvisate anche nei parcheggi. Il paese, nonostante produca il 60% dei vaccini contro il Coronavirus a livello globale, rischia di precipitare in una situazione sanitaria e sociale catastrofica. La popolazione indiana, che conta 1,3 miliardi di persone, vive ammassata in metropoli enormi (Nuova Delhi, Calcutta, Mumbai), con periferie densamente abitate e condizioni igieniche molto precarie.

Uno stuolo di presunti esperti afferma che non bisogna preoccuparsi per la diffusione delle varianti del virus perchè i vaccini attualmente prodotti risultano comunque efficaci. Sarà vero, però sembra che non tengano conto dell'impatto delle mutazioni, che i coronavirus, come SARS-CoV-2, sviluppano velocemente. Altri esperti, più prudenti, come il microbiologo Andrea Crisanti, l'infettivologo Massimo Galli e il matematico Giovanni Sebastiani, esprimono invece una certa apprensione per le premature riaperture. "Più di tutto - spiega Sebastiani - mi preoccupa la scuola. Si è dimostrato che, in seguito al ritorno degli studenti in presenza, l'Rt aumenta del 25% in 4 settimane, come ha ammesso anche l'Istituto Superiore di Sanità. Inoltre, a differenza di quanto avveniva l'anno scorso, oggi la trasmissione del virus coinvolge anche i bambini di età inferiore a 10 anni."

Pubblicato in Teleriunioni aprile 2021

Durante la teleconferenza di martedì sera, presenti 27 compagni, abbiamo ripreso la questione del battilocchio, ovvero la funzione della personalità nella storia, commentando alcuni passi dal filo del tempo "Fantasime carlailiane", pubblicato su Il programma comunista n. 9 del 1953, e dalla lettera di Bordiga a Perrone del giugno dello stesso anno.

In "Fantasime carlailiane" viene adoperata una bella metafora per spiegare la differenza tra motori e strumenti delle rivoluzioni:

"Non vediamo dunque sorgere il futuro né da una volontà di tutti (o della malfamata maggioranza) né da quella di uno; in questo senso neghiamo la funzione individuale. L'io generale e quello particolare non sono motori del fatto storico: si capisce che sono gli operatori. Tale distinzione è la stessa che corre tra le macchine: quelle motrici che danno l'energia meccanica, quelle operatrici che agiscono su materiale da trasformare. L'io non è un primo motore, ma un finale utensile."

In una fabbrica servono le macchine operatrici, ma serve in primis l'energia meccanica per farle muovere. Lo stesso discorso vale per i grandi cambiamenti sociali: servono gli uomini per fare la storia, ma senza una polarizzazione che li schieri in classi contrapposte nessuna rivoluzione è possibile.

La teleconferenza di martedì sera, presenti 19 compagni, è iniziata dalla segnalazione di alcuni articoli sulla situazione economica e sociale.

In Italia cresce il numero di coloro che ricorrono a forme di assistenza per avere di che mangiare; secondo una stima della Coldiretti, sono il 38,4% gli italiani senza "risorse liquide disponibili per spese essenziali come quelle per il cibo o per il riscaldamento". Dalle pagine del New York Times Paul Krugman scrive che la situazione negli Usa è esplosiva, dato che a fine luglio scadrà il contributo di disoccupazione per oltre 20 milioni di lavoratori. I giornalisti non riescono a cogliere la dinamica storica generale, quel processo irreversibile prodotto dalla legge della miseria crescente.

Si è quindi ripreso quanto detto nella riunione di venerdì scorso sul tema della catastrofe. Come si può verificare in alcuni articoli pubblicati su The Economist, la borghesia percepisce l'avvicinarsi di una situazione di non ritorno, ma non può porvi rimedio. Eventi disastrosi si presentano a tutti i livelli: dalla diffusione di pandemie al collasso delle metropoli, dai terremoti (basti ricordare l'energia che si sta accumulando nella faglia di Sant'Andrea o nel sottosuolo del Vesuvio) agli asteroidi. La classe dominante è impotente di fronte al suo stesso sistema e mostra di aver perso la vitalità che l'ha caratterizzata nel suo periodo rivoluzionario: essa subisce quello che succede nella società senza potersi affidare ad alcuna teoria o programma in grado di rovesciare la prassi. Da questo punto di vista, la borghesia non riesce nemmeno a porsi al livello delle società antiche che sono state capaci di sviluppare sistemi atti a tramandare la conoscenza. L'attuale modo di produzione non riesce a dare alcuna risposta significativa, ma oramai può solo porre rimedi locali e comunque legati alle categorie del profitto.

Pubblicato in Teleriunioni luglio 2020

La teleconferenza di martedì sera, a cui si sono collegati 13 compagni, è iniziata con alcune domande, poste da un compagno, in merito alla teoria rivoluzionaria della conoscenza.

Nel 1905 Albert Einstein sviluppa la teoria della relatività ristretta, e successivamente, nel 1916, la teoria della relatività generale. Quest'ultima viene elaborata in un momento storico di forte tensione sociale e sarà provata empiricamente solo nel 1922.

La mancata unificazione delle leggi che stanno alla base della teoria della relatività con quelle della meccanica quantistica rappresenta un grosso problema per gli scienziati. L'affermarsi della meccanica quantistica segna il trionfo della teoria dualistica, ovvero della separazione tra corpo e spirito, materia ed energia, ecc. Tale teoria sostiene che la realtà non esiste poichè costituita solo dalle informazioni che noi abbiamo su di essa. Nel Secondo Dopoguerra, nell'ambito dello studio sulla teoria della conoscenza, Bordiga si schiera decisamente per una concezione scientifica anti-dualistica, ponendosi contro l'interpretazione di Copenaghen, basata sul dualismo onda-particella e la cui metafisica viene definita da alcuni dei suoi seguaci come un ritorno ad Aristotele. Nel 1955 scrive un piccolo saggio a sostegno della tesi deterministica e monistica della natura, intitolato "Relatività e determinismo, in morte di Albert Einstein" (Il programma comunista n. 9 del 1955).

Durante la teleconferenza di martedì sera, presenti 10 compagni, abbiamo ripreso lo studio sulla genesi e lo sviluppo del fascismo.

La storiografia ufficiale, scritta perlopiù da antifascisti, colloca il fenomeno fascista principalmente nel periodo che va dal 1922 al 1945. La Sinistra Comunista "italiana" ha sempre messo in guardia da tali interpretazioni: "Il fascismo è moderno: il suo carattere saliente è l'adattamento darwiniano delle ideologie, non importa quali, alla difesa degli interessi materiali della classe dominante" ("Che cosa è il fascismo", Il Comunista del 3 febbraio 1921). E ancora, nel secondo dopoguerra in "Natura, funzione e tattica del partito rivoluzionario" (Prometeo, 1947), scrive che il riformismo ha spinto al "rafforzamento dell'imperialismo capitalistico. Questo aveva così superata nella guerra, per una intera fase storica almeno, la minaccia insita nelle contraddizioni del suo meccanismo produttivo, e superata la crisi politica determinata dalla guerra e dalle sue ripercussioni coll'assoggettare a sé gli inquadramenti sindacali e politici della classe avversaria attraverso il metodo politico delle coalizioni nazionali".

La teleconferenza di martedì sera, a cui hanno partecipato 13 compagni, è iniziata con il commento delle ultime notizie riguardo i tentativi di formazione del governo in Italia.

Secondo quanto apparso sui giornali, l'intricato nodo sembra ormai sciolto. Dopo il contratto, M5S e Lega trovano l'accordo anche sul nome del futuro primo Ministro, quello dell'avvocato e giurista Giuseppe Conte. Il presidente Mattarella però non è convinto e prende tempo per valutare il da farsi, dato che lo strano governo sostenuto dai due partiti "populisti" prevede un premier esterno alla coalizione, incaricato di portare avanti un programma che preoccupa un po' tutti, da Confindustria alle tecnocrazie europee, soprattutto per quanto riguarda le posizioni anti-Euro professate dai giallo-verdi in campagna elettorale.

Pubblicato in Teleriunioni maggio 2018

La teleconferenza di martedì sera, a cui si sono collegati 15 compagni, ha preso le mosse dalla notizia dell'approvazione in via definitiva del decreto che introduce il reddito di inclusione in Italia.

Se ne discute da tempo: che siano di cittadinanza, di povertà o, come in questo caso, di inclusione, le forme di sostegno al reddito dei più poveri stanno diventando un'impellenza. La misura varata dal governo italiano entrerà in vigore dal 1° gennaio 2018 e prevede un assegno mensile tra i 190 e i 485 euro, a seconda che venga erogato ad un unico individuo o ad una famiglia con 5 o più componenti. Chi vorrà ottenere il sussidio dovrà sottoscrivere "un 'progetto personalizzato' volto al superamento della condizione di povertà" e partecipare a corsi di formazione e di reinserimento nel mondo del lavoro, pena la perdita dell'assegno.

Pubblicato in Teleriunioni agosto 2017

La teleconferenza di martedì sera, presenti 10 compagni, è iniziata prendendo spunto da quanto accaduto in Italia a livello governativo.

Curiosamente, la vittoria del No al referendum costituzionale era stata anticipata anche da alcuni analisti che avevano preso in esame il flusso di informazione sui social network, dove l'argomento ha avuto molto risalto, come d'altronde nel resto della società. Come scritto nell'articolo Informazione e potere, nell'epoca delle reti si stabilisce una certa simmetria tra i governanti e la società: difficile per chiunque bloccare il tam-tam sui social.

L'esito della consultazione ha costretto il premier Matteo Renzi alle dimissioni e ora, da quanto si legge su alcuni giornali, il prossimo passo potrebbe essere la formazione di un governo tecnico, forse guidato dall'attuale ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

La teleconferenza di martedì sera, presenti 13 compagni, è iniziata commentando la raccolta Drammi gialli e sinistri della moderna decadenza sociale, su cui alcuni compagni hanno cominciato a lavorare.

Riguardo ai "disastri naturali", la nostra corrente ci ha spiegato che per capire il grado di dissipazione dell'attuale forma sociale bisogna fare il confronto con quella futura (senza denaro, azienda, lavoro salariato e capitale), e studiare a fondo le grandiose realizzazioni delle società antiche. Gli Incas, ad esempio, hanno costruito con mezzi tecnici rudimentali strade e massicciate per migliaia di Km e, grazie al lavoro organizzato centralmente, sono riusciti a mantenerle funzionanti per centinaia d'anni. Ancora prima, la società Terramare dell'età del Bronzo (1.650 a.C.- 1.150 a.C) costruiva strutture abitative leggerissime, palafitte che riparavano dalle piene del Po e che in qualche caso venivano utilizzate come isole. Persino l'antica Roma, che conosceva già un elevato livello di speculazione e corruzione, considerava quasi sacra la manutenzione delle acque, affidandone la gestione ad un apposito magistrato. La rete stradale era perfettamente funzionante e resa tale dall'intervento dell'esercito e dei privati che vicino alle mansio costruivano strutture ricettive. Nelle società antiche le opere pubbliche costavano poco rispetto ad oggi, erano realizzate con un minimo di lavoro e duravano nei secoli; nel capitalismo ogni aspetto della vita umana è asservito ad interessi particolari, sparisce la concezione organica della società e si fa strada il business delle emergenze e delle grandi opere:

La teleconferenza di martedì, a cui si sono connessi 13 compagni, è cominciata con una breve analisi degli interventi di Napolitano e Renzi, il primo alla cerimonia di consegna delle decorazioni dell'Ordine Militare d'Italia, il secondo a Brescia durante il vertice degli industriali.

La più alta carica dello stato ha lanciato l'allarme sulla tenuta sociale del paese: "Vi è il rischio che, sotto la spinta esterna dell'estremismo e quella interna dell'antagonismo, e sull'onda di contrapposizioni ideologiche pure così datate e insostenibili, prendano corpo nelle nostre società rotture e violenze di intensità forse mai vista prima".

Ha quindi invitato le forze armate a tenersi pronte a intervenire in più scenari di guerra: "Il quadro internazionale mostra tensioni e instabilità crescenti. Si vanno affermando nuove e più aggressive forme di estremismo e di fanatismo che rischiano di investire i territori degli 'Stati falliti' e insediarsi a ridosso dei confini dell'Europa e dell'Italia in particolare, infiltrandone gradualmente le società anche grazie alla loro perversa forza attrattiva. E' una minaccia reale, anche militare, che le nostre Forze Armate devono essere pronte a contrastare e prima di tutto a prevenire, insieme all'Unione Europea e alla NATO."

Ha infine evidenziato, principalmente in riferimento allo scacchiere mediorientale, la "perdita di leadership politica in seno alla comunità internazionale".

La teleconferenza di martedì, a cui si sono collegati 15 compagni, è iniziata dalle ultime news politiche italiane, la caduta del Governo Letta e l'ascesa di Matteo Renzi.

Dopo la tornata elettorale del 2008, che porta al governo Pdl, Lega e Movimento per l'Autonomia, scriviamo sul numero 23 della nostra rivista Elezioni non proprio normali. Il titolo è ben presto spiegato: i risultati elettorali consegnano alle aule parlamentari una composizione di eletti che non vede rappresentanze dei partiti della sinistra tradizionale; dopo più di un secolo, escluso il ventennio fascista, è la prima volta nella storia della Repubblica Italiana. Nello stesso periodo Beppe Grillo comincia la sua campagna per un "Parlamento pulito" contro i costi della politica e i privilegi della casta. Nel novembre del 2011, in seguito alla crisi economica e alle forti pressioni internazionali, Berlusconi lascia l'incarico di Presidente del Consiglio. Lo sostituisce Mario Monti con un "governo di impegno nazionale", la cui compagine è formata da sette professori universitari, cinque dottori generici, un avvocato, un magistrato, un professore-avvocato, un banchiere, due giuristi, un prefetto, un ambasciatore e un ammiraglio, ma nessun politico di professione.

Mi fa piacere riscontrare sulla rivista cose che ho scritto anch'io in un articolo che qui [negli Stati Uniti, N.d.R.] ovviamente non hanno pubblicato. L'esecutivo di Bush ha perso la testa, mentre la borghesia americana avrebbe bisogno di decisioni razionali e rapide. Sembra che tutto stia scivolando verso classiche soluzioni di tipo militare. Gli Stati Uniti potrebbero fare la guerra con l'economia invece che con le bombe, per adesso. Certe cose che scrivete le condivido pienamente. Anch'io sono convinto che siamo arrivati a un punto molto pericoloso per tutto l'umanità. Questa irrationality sta montando da più di mezzo secolo. Forse siamo al punto in cui il sistema non può fare altro che suicidarsi. Vi pongo tre domande dopo aver letto i vostri articoli sull'Argentina:

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