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n+1 rivista n°46

Editoriale
Ingegnerizzazione sociale

Articolo
La grande socializzazione.
Dal cooperativismo socialdemocratico al corporativismo fascista, dal comunismo di fabbrica alla fabbrica-comunità del padrone illuminista

Articolo
Prove di estinzione (la dottrina del rimedio)

Appuntamenti

12/13

Dic

80° incontro redazionale
L'incontro si svolgerà in teleconferenza.
Temi da definire.

26/27

Set

79° incontro redazionale, teleconferenza
Temi: - Il punto sulla crisi di accumulazione, - Lo stato Alieno, - La società del debito, - Prospettiva di lavoro >>>

19/21

Giu

78° incontro redazionale, teleconferenza
Temi: - Il punto sulla crisi di accumulazione - Che fine farà lo stato? - Verso una guerra civile permanente - Prospettiva di lavoro >>>

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La teleconferenza di martedì sera, a cui si sono collegati 25 compagni, è iniziata commentando gli sviluppi sanitari, economici e politici legati alla pandemia di Covid-19.

Nonostante gli effetti di una pandemia fossero conosciuti e gli strumenti per contrastarla noti, e nonostante l'OMS abbia diffuso ad inizio anno chiare linee guida, i governi, ed in particolare quelli occidentali, hanno agito in maniera del tutto irrazionale, perdendo via via il controllo della situazione. Riesplodono infatti in tutta Europa i contagi negli ospizi dove si contano migliaia di morti, e si riaccendono i focolai tra il personale sanitario che dovrebbe invece essere tutelato al massimo. Il virologo Giorgio Palù ha ammesso che anestesisti e rianimatori sono già costretti a scegliere chi intubare e chi no. Vengono presi provvedimenti contrastanti, su base regionale, localistica, e a Milano, Torino, Napoli, la situazione degli ospedali, anche dal punto di vista dei malati non Covid-19, è prossima al collasso, migliaia di interventi chirurgici vengono rimandati ed i malati cronici faticano ad essere curati.

L'Ordine dei medici chiede da giorni il lockdown nazionale per cercare di salvare il salvabile, ma il governo italiano prende tempo e si muove in maniera contradditoria seminando confusione. Siamo al si salvi chi può, a cominciare dalle categorie economiche che tentano di difendere i propri privilegi a scapito di altri, per passare alle regioni che manipolano i dati per non entrare in zona rossa, fino agli stati che aspettano le mosse dei vicini per prendere decisioni, in quanto un lockdown generale vorrebbe dire frenare l'economia nazionale e perdere quote di mercato. Di fronte ad una pandemia di queste dimensioni, che ha portato ad oltre 1,25 milione di morti e 52 milioni casi di contagio in tutto il mondo, la classe dominante si mostra in balia degli eventi, in preda al vortice della mercantile anarchia.

La teleconferenza di martedì sera, presenti 21 compagni, è iniziata riprendendo i temi affrontati nell'ultimo incontro redazionale (26-27 settembre 2020), in particolare la relazione sullo stato, la sua genesi e il suo divenire.

Superata la fase capitalistica, fatta di lotta tra le classi, per la nostra corrente (Tesi di Napoli, 1965), il partito comunista, da organismo politico, diventerà uno strumento per la difesa globale della specie con il compito di prevenire o affrontare fenomeni che potrebbero metterla in pericolo e che vanno dall'ordinaria dinamica della natura ai pericoli di estinzione (da terremoti, alluvioni e uragani a virus, asteroidi e radicali cambiamenti climatici).

Si può dire lo stesso dello Stato? Chi ci ha preceduto è arrivato a definirlo come una sovrastruttura finalizzata allo sfruttamento di una classe sull'altra, e ciò è corretto, ma vale solo per l'ultimo tratto storico, quello capitalistico. Lenin in Stato e rivoluzione riprende la parola tedesca Gemeinwesen, ovvero l'essere sociale, la vera natura umana che nega la divisione sociale del lavoro e le classi. In tutto l'arco storico che rappresenta il comunismo originario, gli ultimi diecimila anni sono il tempo occorso all'uomo per compiere il salto verso lo stato. Durante questo periodo l'uomo si dà strutture sociali differenti che non possono essere definite stato pur essendo organizzate, urbanizzate, dotate di sistemi molto efficaci per conoscere sé stesse e per amministrare la produzione e la distribuzione di alimenti e altri beni. L'archeologia moderna, che ha ormai a disposizione mezzi sofisticati, ha dimostrato senza ombra di dubbio che se dovessimo parlare di stato in questo lungo periodo storico, dovremmo parlarne come di stato-gemeinwesen, un ossimoro che sarebbe scientificamente accettabile solo se cambiassimo la definizione di stato eliminandone la connotazione di classe.

La teleconferenza di martedì sera, connessi 33 compagni, è iniziata prendendo spunto dalle ultime notizie sulla diffusione del nuovo coronavirus.

A pochi giorni dall'inizio in Italia della cosiddetta Fase 2, i dati sulla diffusione del Covid-19 in arrivo dalla Germania hanno destato una certa preoccupazione nel governo Conte: sembra infatti che nei länder tedeschi, in seguito alla riapertura, l'indice di contagio (R0) abbia ricominciato a salire. Il Comitato tecnico-scientifico italiano ha suggerito al governo una ripresa, prevista per il prossimo 4 maggio, soft, dato che "lo spazio di manovra sulle riaperture non è molto". Esiste, insomma, il rischio che l'allentamento delle misure di lockdown e il riavvio delle attività possano far ripartire la curva dei contagi, costringendo a nuove chiusure e peggiorando la situazione economica, che di fronte a continui stop and go, di aperture che seguono a chiusure, rischierebbe di andare fuori controllo, più di quanto non lo sia già.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità la pandemia in corso rappresenta ancora una grave minaccia: oltre all'ampia diffusione nei paesi occidentali, preoccupa l'impatto della malattia in Africa, Medioriente e Sud America, paesi in cui i sistemi sanitari non sono in grado di rispondere ad una crescita dei casi. I morti potrebbero essere milioni.

Pubblicato in Teleriunioni aprile 2020

La teleconferenza di martedì sera, presenti 29 compagni, è iniziata dall'analisi della situazione economica mondiale, alquanto compromessa dalla pandemia da Coronavirus.

In seguito alle misure di quarantena adottate da sempre più paesi, diversi economisti prospettano la caduta del PIL mondiale del 5% nel 2020, e altri, più pessimisti, paragonano gli effetti sociali ed economici della pandemia a quelli di una guerra. La catastrofe rappresentata della Prima Guerra Mondiale produsse un periodo di marasma sociale, che in Russia culminò nella Rivoluzione d'Ottobre. Alla fine del secondo conflitto bellico, invece, il pesante intervento economico degli Usa con il Piano Marshall impedì qualsiasi movimento proletario significativo. Oggi non si stanno distruggendo in massa le forze produttive, come succede con una guerra, e quindi non si verificherà la ripresa economica successiva alla distruzione e la ripartenza da zero di nuovi cicli di accumulazione. Non è più possibile la ripetizione di quanto successo dopo la Seconda Guerra Mondiale, combattuta con uno sforzo generale e gigantesco della società con tanto di procedure di produzione adatte a rifornire i fronti (vedi "programmazione lineare").

Pubblicato in Teleriunioni marzo 2020

Materiale ricevuto

Lavori in corso

Doppia direzione

  • Ancora superimperialismo
    Devo dire che la vostra riunione sulla guerra irachena come "capitolo di una guerra generale" mi ha lasciato un po'…
  • Parole d'ordine a ruota libera
    La guerra è un grosso problema e capire quella d'oggi non è facile. È vero, come dite, che si deve…

Rivista n°47, aprile 2020

copertina n°47f6Editoriale: Ingegnerizzazione sociale
f6Articolo: La grande socializzazione. Dal cooperativismo socialdemocratico al corporativismo fascista, dal comunismo di fabbrica alla fabbrica-comunità del padrone illuminista
f6Articolo: Prove di estinzione (la dottrina del rimedio)

Raccolta della rivista n+1

Newsletter 241, 14 settembre 2020

f6La guerra si alleggerisce, il controllo sociale no

f6Il complotto degli asteroidi

f6All'arrembaggio

f6L'imperatore di Marte

f6Che cos'è andato storto con l'OMS?

f6La Zona Grigia

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